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| COSE
DA FARE PRIMA DEI QUARANTA: Cosa c'entra con Star Trek? Nulla. Con la fantascienza? Ancora di meno. Con tutto quello che finora è stato pubblicato in tanti anni di STIM? Beh, forse qualcosina. Dal numero zero della rivista, da quando lo STIM era solo uno sbrilluccichio negli occhi di pochi appassionati, se si doveva descrivere il migliore dei mondi possibili, inevitabilmente si parlava di Star Trek. Niente guerre, niente povertà, nessuno scontro razziale, libero accesso a tutte le informazioni e chiunque poteva diventare quel che voleva, la grande aspirazione del genere umano era "migliorarsi". Tutti belli, tutti sorridenti, si trova sempre parcheggio, tutti vestiti carucci come se ogni giorno ci fosse la prima comunione di qualcuno. Ma che benemerito paio di palle. No.
Il sogno della mia vita è quello di vivere in un SURVIVAL HORROR. Non quelli struppidi (termine tecnico coniato da mio fratello tanti anni fa dopo la visione di un capolavoro assoluto come "Cobra contro Ninja", film dove non c'è nessun cobra ed i ninja, semmai il pubblico di decerebrati al quale è destinato il film non dovesse riconoscerli, hanno sulla fronte una fascetta con scritto "Ninja". Giuro, più vero del vero), dove un gruppo di adolescenti appena usciti dalle pagine di un catalogo per la vendita a domicilio di Americani Idioti Ma Fichissimi schiaccia il pulsante play e ascolta la supermaledizione che tutti (TUTTI) gli dicevano di non ascoltare o, sempre i fichetti idioti di prima, entrano DI NOTTE, nella casa dalla quale nessuno è mai uscito perché pensano che le due gnocche che si portano dietro gliela daranno solo ed esclusivamente lì dentro nonostante urlino a pieni polmoni. No. Un bel mondo dominato dagli zombi.
Una ficata di proporzioni non documentabili in natura, come il livello
di bonosità di Jessica Biehl, come incontrare un alieno morente che
non solo non vuole entrare in nessuno dei tuoi orifizi per salvarsi
la buccia ma ti regala anche un anello verde sbrilluccicante con il
quale puoi far quel che caspita ti pare, come poter finalmente tirare
un cartone in faccia sia all'autore dei dialoghi di Lwaxana Troi che
a quello che ha scritto la puntata onirica di TNG (in tutte le serie
televisive c'è una stronzissima puntata onirica, di solito è la più
pallosa ed assurda, in TNG è quella che non mi ricordo chi, vede i componenti
dell'Enterprise con le cannucce infilate nel cervello e i vicini che
succhiano, quella in cui i posti vicino al consigliere Troi erano i
più ambiti). Provate
solo ad immaginarlo: niente musica del caspita o smielate ballad ma
solo sano, vecchio rock and roll sparato a duemila schitarrato e scatarrato,
te ne stai bello tappato dentro casetta tua e, nel momento in cui ti
dovesse servire qualcosa, non devi far altro che uscire sparando come
un ossesso a tutto quello che si muove, lentamente o no, sfondare qualche
vetrina e PRENDERTELO, il tutto continuando a sparare contro qualsiasi
cosa. Un mondo in cui se un tuo compagno di bevute è lì lì per essere
preso dall'orda zombesca, sei strautorizzato a scappare e le uniche
cose che senti da parte del tuo compare non sono "a brutto fijo de na
sporta de lumache, aritorna n'dietro e sarvame, a n'fameeeee!!", ma
parole che ti invitano a piantargli una pallottola in testa. Cosa che
tu fai con gioia visto che, non solo gli risparmi un destino infame
ma ti assicuri che magari il giorno dopo, a mente fresca, il succitato
amico, neo zombi, possa avercela a male con te. Se nei dintorni c'è
qualcuno che osserva puoi anche fare un po' di sceneggiata tipo "aaaahhhh,
no, non voglio spararti, resisti e troveremo un modo, ci DEVE ESSERE
UN MODO!!". Sapete, quelle frasi sceme lì. Se intorno non c'è nessuno,
prima di sparargli in testa fai anche lo splendido e gli dici una frase
tipo "salutami Elvis quando lo vedi". Puoi finalmente occupare il tuo tempo alla più sana e interessante delle occupazioni: creare un arma fica. Una
cosa che faccia MALE in maniera assolutamente gratuita o che possa efficacemente
far esplodere quante più cose possibili, ti guardi la mano sinistra
e pensi a quanto potrebbe essere più efficace sostituirla con una motosega
(Ash, onore imperituro a te). Dalla tua hai infinite possibilità fornite
dalla inesauribilità delle risorse a tua disposizione e dalle decine
di film sull'argomento che hai visto in tutta la tua vita. A ennesima
riprova di come tu, semplicemente guardando film che tutti definivano
"filmacci", ti sia evoluto in una forma di vita superiore, basta solo
vedere tutti i falliti che andavano appresso a Nanni Moretti, quelli
che vedevano robe tipo "Cocktail", "Top Gun" o robaccia del genere accanirsi,
sbavando, sulle tue finestre blindate alla ricerca, vana, di cibo. Il
cibo che loro vorrebbero sono 81 kg di italianissimo esemplare maschio
armato fino ai denti, cibo che non avranno mai, cinefili del mio sbafanzio.
Dov'è il montaggio analogico, ora? E la madre col bambino? Io, gli stivali
dei soldati li sfilo dalle fredde gambe dei loro cadaveri, io, grazie
ai miei filmacci, so smontare e rimontare un AK47 con le mani legate
dietro la schiena, bendato, con Pieraccioni nelle orecchie a raccontarmi
la trama del suo prossimo filmaccio e usando solo le narici. Un mondo in cui si salvano solo quelli che, come te, da sempre credono alla teoria del complotto, la crema della crema, gente convinta che l'uomo non abbia mai raggiunto la luna, che Paul Mc Cartney sia morto prima della pubblicazione di Abbey Road, che la piramide di Cheope fu costruita da Sbirulino e che Michael e La Toya Jackson siano la stessa persona. Naturalmente non c'è bisogno che vi dica che Elvis, Jim Morrison e Kennedy sono ancora vivi. Non voglio alimentarvi false speranze: Moana e Kurt no, mi dispiace. Il massimo della vita.
Non sono impazzito, è che, come ogni anno, mia moglie va quindici giorni
in vacanza con i suoi, abbandonandomi al mio destino di scatolette e
di cambi mancati di lenzuola. Negli anni ho scoperto di avere una involontaria
routine, sebbene mi sforzi di cambiare e di migliorare anno per anno
ma, ho scoperto, non c'è nulla da fare. Sono una bestia abitudinaria,
lei mi definisce un Cro Magnon scongelato ma le mogli sono mogli, si
sa. Fa parte del mio irresistibile fascino. Io ce l'ho, voi no. Fatevene una ragione. Ogni anno faccio seccare le piante, accumulo biancheria e forme di vita spongiformi in angoli di casa dove normalmente Mastro Lindo porta orgoglioso in visita i parenti, rileggo gli stessi libri e rivedo gli stessi film. Non è estate senza Alta Fedeltà, Priscilla la regina del deserto, Strade di fuoco, Cresceranno i carciofi a Mimongo e Fantastica Moana, tra gli altri. Ma (anche se il correttore automatico di Word mi spacca sempre le palle quando inizio con un "ma"), non sorge nemmeno il sole estivo senza il ciclo Romero con tutte le inevitabili aggiunte negli anni. A
tutti i film con la parola Zombi nel titolo seguita o preceduta da un
aggettivo a connotazione temporale, siano giorni, notti, albe o tramonti,
a tutti quelli che hanno cercato di emulare o semplicemente di seguire
il tracciato indicato dal grande maestro (lo so che per voi è assurdo,
ma per me Romero è l'equivalente dello Yoda cazzuto di Guerre Stellari
2, quello in cui si trasforma in una palla pazza che strumpallazza verde
e armata di forchetta laser, è Manuel Fantoni che mi insegna a vivere
"…c'ha dù chiodi", è il sergente istruttore di Full Metal Jacket), dicevo,
non posso rinunciare. Ho scoperto Shaun of dead , capolavoro assoluto, inimitabile e, da allora, entrato di diritto nella programmazione estiva. Così
come anche Undead , perfetto connubio tra fantascienza ed horror ma,
soprattutto, rivedo anche due o tre volte di seguito La terra dei morti
viventi e L'alba dei morti viventi, anche solo per rivedere l'attore
che ha fatto Marcellus Wallace (lo so che si chiama Ving Rhames, a regazzì,
fateme lavorà) con un fucile in mano e la faccia incazzata. Se nel film,
fossanche negli extra o in un easter egg, c'avessero messo una scena
in cui lui, dopo che due zombi gli hanno fatto secco un amico/compagno
di sventura, dicesse "adesso manderò due tossici strafatti di crack
a fare un servizietto medievale ai vostri culi resuscitati", beh, avrei
trovato la pace cinematografica in quanto niente, NIENTE più al mondo
potrebbe mai essere minimamente confrontabile a quella scena. Forse solo Jesse Ventura in Predator quando dice "non ho tempo per sanguinare" o la scena di Debbie che sbagliando porta, entra nello spogliatoio dei Dallas Cowboys vestita solo di cattive intenzioni. Non
c'è storia. Dover andare tutto il santo giorno in giro con lo stesso
pigiamino colorato, pulito pulito, incontrare e, addirittura, dover
fare il saluto a gente come Harry Kim (signori, Harry Kim. La forma
di vita umana più vicina al cercopiteco che si conosca), avere come
massimo per la serata un pallosissimo concerto in cui gli ufficiali
superiori suonano lo zufolo o altri strumenti dimenticati dai popoli,
ritirati fuori solo perché un androide rompipalle non sa come passare
il tempo. Nei cinema interni alle astronavi solo film in bianco e nero.
No. Volete mettere? Non ti cambi i vestiti, non perché non potresti (puoi fare esattamente TUTTO quello che vuoi, sei in salute, vivo ed armato) ma i jeans che indossi con orgoglio da tre mesi hanno delle deliziose macchie di sangue, non tuo, e c'hai messo un sacco di tempo prima di farle. Non dipendi da nessuno e non vuoi nessuno che ti dica cosa fare, ehi, semmai voleste un capo, sono disponibile, ma non contate su di me per tutti gli altri posti. Scopri che non hai ascoltato DAVVERO i Metallica fino a che non hai mandato in overload tutti gli amplificatori Marshall che ti sei preso e ora formano una selvaggia barriera corallina sonora tra te ed il nulla dove ci siete solo tu e Bruce Dickinson. In
breve, da una parte c'è il mondo, sporco, ostile, popolato quasi esclusivamente
da zombie, dall'altra ci sei tu, il tuo rifugio, il tuo arsenale e tutto
quello su cui riesci a mettere le mani. Il migliore dei mondi possibili, insisto. Un mondo in cui sei tu a fare la differenza, in cui sei autorizzatissimo a sparare prima di chiedere "chi è?" e nel quale non c'è nessuna betazoide con la puzza sotto il naso a dirti che c'hai un problema paranoide e nessuna dottoressa rossa tinta che vuole riempirti di psicofarmaci. Ed i capelli della dottoressa sono l'unica cosa di rosso che vorresti indossare. Certo saresti il "soldato del mese" in tutte le navi in cui fosse imbarcato Worf, ma sono sicuro che, se gli fosse data la possibilità di scegliere, anche lui preferirebbe vivere tra gli zombi. In effetti, rileggendo il tutto, posso dare l'impressione di essere in piena crisi di mezz'età. Vero. A mia parziale discolpa posso dire che, in ogni caso, questa mania ce l'ho da un sacco di tempo, la seconda è che vorrei vedere voi tutti i giorni con Pucca o Winnie Pooh come desktop. Inoltre risento ancora degli effetti nefasti dell'aver smesso di fumare. E sono a dieta. Ecco.
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