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VALIANT
M.J. FRIEDMAN
di Riccardo
"Summer" Palazzani
Rieccoci
a scrivere di M.J.
Friedman , prolifico autore di romanzi trek [già pubblicati
in italiano: 'Requiem' (stim90),
'Anima Klingon' del Ciclo 'Il giorno dell'Onore' (stim
n°44), 'Il Naufrago del Tempo', 'Il destino
di Spock', 'Un'ombra dal passato' (stim
n°0), il 'Tesoro di Dujonian' del ciclo 'La
Tavola del Capitano'] con una predilezione per le storie che narrano
le vicende di personaggi minori o a malapena citati in un qualche sperduto
episodio, personaggi cui egli dà spessore e una storia di vita
da raccontare, spesso legata ad una fine tragica.
Edito da Ultimo Avamposto Editore, è arrivato in Italia il titolo "Valiant",
romanzo scritto nel 2003, quindi piuttosto recente; come il titolo stesso
anticipa, è dedicato allo sfortunato equipaggio della S.S. Valiant, andata
distrutta dopo aver attraversato la Grande Barriera Galattica nell'anno
2068. Per un trekker dell'ultima era, poco ferrato sulla Serie
Classica, il nome Valiant non significherà gran che; ma siamo
di fronte alla prima di una lunga serie di navi sfortunate, citate nei
numerosi episodi delle serie di Star Trek, di cui conosciamo
solamente l'ultimo destino, il più delle volte di morte. La S.S. Valiant
viene citata nel primo episodio della Serie Classica,
"Oltre la galassia", in cui Kirk attraversa la Barriera Galattica
proprio sulle tracce della Valiant e cadrà vittima degli stessi guai.
Della Valiant viene ritrovata solamente una boa di registrazione ed il
suo destino è ignoto anche se è presumibile che sia andata distrutta.
E poi il nulla.
Friedman apre il romanzo descrivendo la vita dell'equipaggio a bordo della
Valiant e inventa, facendo appello alla fantasia, le ultime ore di vita
degli ufficiali guidati dal capitano Tarasco. Il loro incontro con la
Barriera, i problemi tecnici ed infine la lenta ma inesorabile trasformazione
psichica degli uomini dell'equipaggio, proprio come duecento anni dopo
accadrà al tenente Mitchell sull'Enterprise di Kirk.
Poi un nuovo salto temporale, di trecento anni, o meglio un poco meno.
Quando Picard era un semplice tenente e aveva ancora tutti i capelli.
Questa volta tocca ad un altro equipaggio, appena accennato in un paio
di episodi di The Next Generation, venire raccontato.
Quello della U.S.S. Stargazer.
La Stargazer, il cui modellino è presente nell'ufficio privato di Picard,
è la nave su cui prese servizio Jean-Luc e di essa, successivamente, si
guadagnò il comando. Fino all'assegnamento all'Enterprise D.
Viene citata nell'episodio "La Battaglia", in cui i Ferengi preparano
una trappola per Picard utilizzando un dispositivo ad onde cerebrali che
gli fa rivivere i momenti passati di una dura battaglia contro di loro: la
stessa da cui uscì vincitore grazie ad una spericolata manovra,
che verrà successivamente battezzata 'manovra Picard'. Durante l'episodio
vengono mostrati alcuni ex commilitoni di Picard e citati alcuni nomi.
Friedman riprende il filo e costruisce una trama che interseca le vite
di questi due equipaggi a malapena citati e utilizza Picard come elemento
unificante e come voce narrante.
La storia è ambientata quindi nella giovinezza di Picard e vede la Stargazer
in missione oltre la Barriera Galattica per rintracciare la colonia fondata
dai sopravvissuti della Valiant, giunti nel Quadrante Alfa per avvisare
la Federazione in primo luogo della loro esistenza ed in secondo luogo
dell'arrivo di una forza d'invasione. I Nuyyad.
I pronipoti della Valiant sono dotati delle portentose capacità mentali
frutto dell'esposizione alla barriera, che tanti problemi aveva causato
a Kirk con il suo caro amico Gary Mitchell; il che li rende potenzialmente
pericolosi, tanto che vengono tenuti in cella e sotto controllo visivo.
Al comando della Stargazer c'è il capitano Ruhalter, un tipo istintivo
e con una predilezione per Picard, suo secondo ufficiale.
La Stargazer parte per la Barriera Galattica, facendo scalo per prendere
a bordo Jomar, un Kelvano. I Kelvani sono originari dello spazio esterno
alla Barriera, come ricorderanno gli appassionati della TOS, e molti problemi
crearono al povero Kirk nell'episodio "Con Qualsiasi nome". Il
Kelvano è l'unico che abbia una certa conoscenza dello spazio oltre la
Barriera e che conosca la reale minaccia dei Nuyyad.
Friedman non si limita al punto di vista di Picard, ma si diletta a fornirci
dettagli particolareggiati della vita a bordo della Stargazer. Ci racconta
del medico Greyhorse, innamorato perso - ma non ricambiato - di Gerda,
metà umana metà klingon; del pandrillite Vigo, fedele ufficiale della
sicurezza; del soldato semplice Joshep Pug, assegnato alla custodia della
bella Serenity Santana, discendente della Valiant e capace di leggergli
il pensiero ed il cuore; del Capitano Ruhalter, che perderà la vita dopo
un attacco dei Nuyyad, e della sua difficoltà di rapporto con il rigido
Primo Ufficiale Leach; di Ben Zoma e del traditore Werber, che tenterà
un ammutinamento dopo aver fermamente dissentito con le scelte di Picard.
Ed infine appunto di un giovane Picard che si ritroverà improvvisamente
al comando della Stargazer dopo la morte del capitano ed il ferimento
grave del Primo Ufficiale.
La Stargazer rimane gravemente danneggiata dopo un primo scontro in i
Nuyyad, i cui temibili raggi vidrionici trapassano gli scudi della nave
come fossero una lama calda nel burro; come già detto il capitano Ruhalter
muore nello scontro, lasciando a Picard il compito di proseguire la missione.
L'incontro ravvicinato quanto improbabile - vista la vastità dello spazio
oltre la Barriera - con i Nuyyad fa pendere gli ufficiali di comando per
l'ipotesi di un'imboscata organizzata dai discendenti della Valiant. Picard
decide invece di dare fiducia alla bella Santana e si dirige vero Magnia,
la colonia fondata dai sopravvissuti della Valiant, dove troverà un popolazione
di alcune migliaia di umani tutti invariabilmente dotati di capacità mentali
incredibili, dalla telecinesi alla lettura del pensiero. Ma in forma meno
aggressiva e potente rispetto a quanto era accaduto al tenente Gary Mitchell
dell'Enterprise.
Terrestri e Magniani infine collaboreranno per sconfiggere la minaccia
dei Nuyyad. Le capacità mentali dei Magniani verranno integrate nei sistemi
della Stargazer, creando un potente raggio traente capace di aprire un
varco negli scudi nemici. Riparata la Stargazer, Picard si trova di fronte
ad una scelta: tornare nel Quadrante Alfa oppure attaccare un deposito
di armi dei Nuyyad in prossimità della barriera, testa di ponte per un'invasione.
Grazie all'aiuto dei Magniani e del Kelvano Jomar la Stargazer, con scudi
e armi modificate per meglio controbattere le armi dei Nuyyad, si lancia
all'attacco del deposito. Dopo averlo distrutto, Picard riporta la nave
oltre la Barriera, dove si vedrà assegnato il comando della Stargazer.
Il romanzo ha un inizio molto intrigante (anche se riesce difficile pensare
che soli cinque anni dopo la scoperta del motore a curvatura un vascello
con ottanta persone sia già andato così lontano) e la curiosità di conoscere
sempre nuovi dettagli sull'equipaggio della Valiant viene soddisfatta
col contagocce, giusto per tenerti incollato al libro.
Anche l'equipaggio della Stargazer è affascinante e alcuni personaggi
sono davvero pregevoli, come il dottor Greyhorse o Vigo; ma la trama nel
suo complesso è debole e il personaggio di Picard è, a mio giudizio, mal
rappresentato, quasi snaturato. D'accordo, è un Picard giovane, forse
più impulsivo, meno diplomatico, ma in tutto il romanzo il suo unico tentativo
di contatto con i Nuyyad è limitato al classico "Frequenze aperte…", dopodiché
sono soltanto siluri fotonici che volano a dozzine senza troppe domande
sui destini degli equipaggi delle navi distrutte. Anche l'attacco al deposito
di armi non è in stile Picard. E se non fosse stato un deposito d'armi?
Macché, giù di phaser e siluri. No, questo non è Picard, non quello che
comanderà l'Enterprise D.
Il romanzo cade sul finale, con una trama troppo lineare e scontata dedicata
all'azione pura, mentre ci avrei visto bene un incontro con questi Nuyyad
di cui non sapremo mai un bel nulla al di là del loro tipo di armamento;
insomma, un primo contatto che sarebbe stato decisamente più in linea
con il personaggio di Picard ed il suo background.
Il giudizio complessivo è comunque buono, sebbene Valiant
si legga molto in fretta fino a metà e poi venga voglia di saltare le
pagine per evitare di sorbirsi lunghe ed inutili descrizioni di manovre
tattiche, virate, colpi a segno e colpi a vuoto; cose che annoiano, in
quanto si sa che i protagonisti non muoiono mai e quindi è difficile creare
la giusta tensione narrativa. Infine il finale è frettoloso e privo di
phatos. Picard massacra i Nuyyad, torna a casa e il solito ammiraglio
pomposo prima finge di essere contrariato e poi lo promuove a capitano.
Visto e stravisto.
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