OZ - NIENTE LUCE IN PARADISO
Seconda puntata: Abitanti dell'Inferno
di Anna "Ro`Laren" Manfredini


"Congratulations, America! This year, the prison population has reached an all time high, 2 million. 2 million people are, what do you call it? Incarcerated. 2 fucking million. That’s the population of Vienna. That’s the population of Houston, Texas. The U. S. of A has 5 percent of the world's population, yet it has 25 percent of the world’s prisoners. Whoopee!"

"Congratulazioni, America! Quest'anno la popolazione carceraria ha raggiunto il massimo di sempre, due milioni. Due milioni di persone sono, come si dice? Incarcerate. Due fottuti milioni. È la popolazione di Vienna. È la popolazione di Houston in Texas. Gli Stati Uniti hanno il 5% della popolazione mondiale e il 25% dei detenuti del mondo. Yuppiiii!"

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x01 A Cock and Balls Story - Uno con le palle]

E rieccoci qui, dopo l'estate, a continuare il drammatico viaggio nell'universo di Oz, il carcere di massima sicurezza americano che fa da sfondo alle vicende raccontate in una delle più grandi serie televisive mai realizzate.
Per chi volesse mantenere freschi i fili del discorso, questo è il link all'articolo precedente, in cui ho cercato di sintetizzare i motivi portanti che fanno - a mio avviso - di questa serie un vero capolavoro, e insieme di offrire qualche spunto di riflessione a chi di OZ è totalmente o parzialmente digiuno.

Parto anche questo mese - e lo farò molto spesso - dalle illuminanti parole di Augustus Hill (sul cui pregnante doppio ruolo reale e metaforico di detenuto e narratore-filtro mi sono già soffermata la volta scorsa) per introdurre l'argomento di questo articolo: i protagonisti.
E scelgo tra le tante proprio la citazione sopra riportata, perché esprime al meglio la costante aura di nero sarcasmo che accompagna l'altrettanto costante e impietosa denuncia volta a colpire l'intero sistema carcerario e giudiziario americano, il cui contorto e spesso surreale corpus di leggi, sentenze ed esecuzioni - orgoglio di tanti grossi esponenti dell'ambiente politico - si rivela tante volte non solo totalmente inadeguato, ma anche paradossalmente controproducente.

"I'm innocent. You go to any prison, you ask any guy who's serving time and he'll tell you he's inn-o-cent. 'I got a bum rap, I had a lousy lawyer, I was in Toledo visiting my mamma.' Yeah, you'll hear a whole pack of lies. But what about that one brother who's telling the truth, the one who really is innocent? His voice is buried so damn deep beneath the others he's gonna grow hoarse just trying to be heard."

"Sono innocente. Andate in una prigione qualsiasi, chiedete a un tizio qualsiasi che sta scontando la sua pena e lui vi dirà che è in-no-cen-te. 'Me l'hanno messo in culo, avevo un avvocato di merda, ero a Toledo a trovare mia mamma.' Già, sentirete solo una paccata di balle. E l'unico fratello che sta davvero dicendo la verità, l'unico che è davvero innocente? La sua voce è sepolta così in fondo sotto le altre che gli verrà la raucedine a forza di provare a farsi sentire."

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 6x08 Exeunt Omnes]

È così .
Sono innumerevoli gli esempi di "fallimento della giustizia" che l'America offre, esempi che spesso arrivano al punto fatale, al punto di non ritorno, vale a dire all'esecuzione capitale. Quanti innocenti sono ancora rinchiusi nel braccio della morte, in quanti penitenziari, in attesa che la presunta "giustizia" compia il suo deviato corso (l'ultimo caso è quello di Kenneth Foster)?
Ma torneremo su questo.
Ora tentiamo un rapido volo attraverso le schiere dei protagonisti principali della serie, in modo da definire a grandi linee le forze in gioco all'interno di questo particolarissimo ecosistema e da permettere, in futuro, una certa agilità nell'analisi approfondita delle vicende.
Abbiamo già accennato, nello scorso articolo, all'importanza che assume l'identità etnica all'interno di un universo totalmente a sé stante come quello di Oz e abbiamo detto che la popolazione carceraria viene distinta e classificata proprio in virtù del gruppo etnico cui appartiene, eccezion fatta per i cosiddetti "Altri" (cioè i detenuti che non mostrano una particolare tendenza all'identità di razza o non risultano inseribili in un gruppo etnico definito) e per i "Gay" (vale a dire travestiti e omosessuali dichiarati, gruppo che non ha nulla a che fare con le storie di stupro/sesso/amore che normalmente avvengono tra gli altri detenuti). Procederemo quindi, gruppo per gruppo, a una sorta di "presentazione" degli elementi portanti, approfittando del mirabile escamotage ideato da Tom Fontana (autore della serie) che, attraverso brevi flashback sparati lungo tutta la serie dal nostro Augustus Hill, introduce con pochi ed efficaci tratti ogni detenuto, dal protagonista, la cui presenza si snoda attraverso tutte e sei le stagioni, alla comparsa, che come una meteora attraversa il singolo episodio.
Non sarà cosa facile, dato il numero delle presenze che popolano questa serie; e non sarà cosa facile anche perché perfino la comparsa in OZ ha il suo peso. Comincerò - è ovvio - dai detenuti, riservando allo staff direttivo l'articolo del prossimo mese, e mi limiterò qui proprio a un'essenziale "scheda identificativa" - avremo tempo di conoscerli a fondo nei prossimi mesi -, cercando per ora di evitare eventuali spoiler, così da permettere a tutti coloro che non conoscono questa serie un approccio quanto più incontaminato possibile.
Oh, n.d.r.: evidenzierò con un *** le figure che, all'interno di ciascun gruppo, giocano un ruolo chiave nella globalità della narrazione.

1. Gli "Altri"

***Tobias "Toby" Beecher
Prisoner number 97B412, Tobias Beecher. Convicted July 5, '97. Driving while intoxicated, vehicular manslaughter. Sentence: 15 years. Up for parole in 4.

Detenuto numero 97B412, Tobias Beecher. Condannato il 5 Luglio del '97. Guida in stato di ebbrezza e omicidio colposo. Pena: 15 anni. In libertà vigilata non prima di 4.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x01 The Routine - Il Paradiso]

Interpretato da Lee Tergesen, è il primo in assoluto ad essere "schedato" ed è sicuramente tra i personaggi più profondi e tormentati dell'intera serie. Avvocato di grido, d'estrazione borghese, buon padre di famiglia (ha moglie e tre figli), finisce dentro per aver investito e ucciso una bambina mentre guidava in preda all'alcool. Totalmente impreparato all'universo del carcere, il suo secondo giorno in cella viene stuprato dall'ariano Vern Schillinger (vedi oltre) e costretto a diventare la sua "troietta" (prag). Da qui avrà origine una terribile catena di misfatti generati da un odio reciproco tanto profondo quanto apparentemente inesauribile e insanabile. La metamorfosi fisica e psichica che Beecher subisce attraverso gli anni di permanenza a Oz - e che passa attraverso l'eroina, la violenza, l'alcool, l'omicidio, il sesso fine a se stesso, e soprattutto attraverso la travagliata storia d'amore con Chris Keller - è agghiacciante e spesso rasenta la follia; e l'angoscia esistenziale che costantemente lo accompagna lacerandogli l'anima è disarmante.

***Christopher "Chris" Keller
Prisoner number 98K514, Christopher Keller. Convicted June 16, '98, felony murder, two counts attempted murder, assault with a deadly weapon, robbery, driving while under the influence, reckless driving. Sentence: 88 years. Up for parole in 50.

Detenuto numero 98K514, Christopher Keller. Condannato il 16 Giugno del '98 per omicidio, duplice tentato omicidio, aggressione a mano armata, rapina, guida in stato di ebbrezza, guida pericolosa. Pena: 88 anni. In libertà vigilata non prima di 50.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x04 Losing Your Appeal - Fidati di me]

Pur apparendo per la prima volta solo a metà della Seconda Stagione, Chris Keller assume immediatamente i tratti del protagonista. Interpretato da Christopher Meloni (noto ai più per il suo ruolo in Law&Order - SVU), incarna la sensualità maschile e insieme un modello decisamente spregevole di essere umano: soprannominato Killer Keller dallo stesso Beecher, non esita a farsi giustizia da solo né a superare qualsiasi possibile limite "morale" in nome di una distorta mania di onnipotenza che - sostenuta dall'irresistibile fascino che riesce a esercitare praticamente su chiunque, sorella Peter-Marie compresa - rivelerà un potenziale distruttivo (in tutti i sensi, fisico, psicologico, personale e relazionale) praticamente senza fondo e capace di colpire nelle più svariate direzioni. Più volte definito "predatore del sesso", è proprio sul sesso e sulla propria capacità di far innamorare di sé le persone che basa principalmente tutte le sue mosse; da libero si è sposato e ha divorziato quattro volte, ed ha avuto parecchie avventure omosessuali, tre delle quali seguite dall'omicidio (non sostenuto da prove) dell'amante di turno. Ma la storia con Tobias Beecher si scoprirà essere per lui molto più significativa e problematica del previsto.

***Augustus Hill
Prisoner number 95H522, Augustus Hill. Convicted November 6, '95. Possession of illegal substances, murder in the second degree. Sentence: life imprisonment. Up for parole in twenty years.

Detenuto numero 95H522, Augustus Hill. Condannato il 6 Novembre del '95. Possesso di sostanze illegali e omicidio di secondo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 20 anni.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal and Otherwise - Vincoli matrimoniali]

Sì, è sempre lui, il nostro Augustus (interpretato, l'abbiamo già detto, da Harold Perrineau Jr.). Assai più "umano" e più vicino a noi di molti altri detenuti di Oz, ma anche lui senza ombra di dubbio colpevole e - come tutti gli altri - senza ombra di dubbio toccato dall'onda di disperazione che tende a spingere tutti nella direzione opposta alla redenzione. L'ergastolo - ha modo di dirlo lui stesso in uno dei suoi tanti interventi come narratore - costringe il condannato a cambiare radicalmente il punto di vista con cui si guarda alla vita; Augustus - complice il fatto che è costretto su una sedia a rotelle - è forse l'unico tra tutti i detenuti che veramente arriva a sentire Oz come una casa, come l'unica casa ipotizzabile nella propria esistenza, nonstante abbia la possibilità - per quanto molto lontana - della libertà vigilata. Stando a Oz, in effetti, ha avuto modo di liberarsi dalla dipendenza da crack, di analizzare approfonditamente i propri crimini e di giungere a un sincero pentimento; il suo ruolo allegorico di "coscienza collettiva", tra l'altro, lo pone costantemente super partes sia a livello metaforico che reale, scatenando la nostra totale e disinteressata comprensione nei suoi confronti. Nel suo ruolo di narratore, poi, Augustus veste i panni di una serie infinita di personaggi, famosi e non, e ci appare nelle situazioni più polimorfe: è tramite tali attimi di pura e sagace ironia che si stempera a tratti la durezza del contesto reale. Qui una carrellata.

Robert "Bob" Rebadow
Prisoner number 65R814, Robert Rebadow. Convicted September 9, '65. Murder in the first degree. Sentence: death, commuted to life.

Detenuto numero 65R814, Robert Rebadow. Condannato il 9 Settembre del '65. Omicidio di primo grado. Pena: la morte, commutata in ergastolo.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers - Rivolta]

Insieme a Busmalis "La Talpa", con cui condivide l'acquario a partire dalla Seconda Stagione, Bob Rebadow è uno dei due "vecchietti" del Paradiso e uno tra i personaggi più toccanti e umani di OZ. Si trova a Oz da 35 anni, da 35 anni non vede la luce del sole e la sua è una storia che ha del miracoloso: ex architetto, condannato a morte per aver ucciso a sangue freddo un cliente colpevole di aver denigrato un suo progetto, ebbe salva la vita in extremis grazie a un blackout che mise fuori uso la sedia elettrica proprio al momento della sua esecuzione. Da allora, sostiene di parlare con Dio e di avere numerose premonizioni; fuori dal carcere ha un figlio e un nipote che non ha mai visto e che lo credono morto da decenni. È interpretato da George Morfogen.

Agamemnon "La Talpa" Busmalis
Prisoner number 98B242, Agamemnon Busmalis, a.k.a. The Mole. Convicted May 10, '98, grand theft larceny, breaking and entering. Sentence: 10 years. Up for parole in 4.

Detenuto numero 98B242, Agamemnon Busmalis, alias La Talpa. Condannato il 10 Maggio del '98 per furto con scasso. Pena: 10 anni. In libertà vigilata non prima di 4.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x03 Great Men - I grandi del millennio]

Di chiara ascendenza greca, è l'unico - in fondo - vero "buono" di OZ, incapace di compiere (almeno direttamente) qualsiasi genere di atto violento nei confronti di chiunque. Rubicondo, un po' tontolone, sempre pronto alla battuta, quello che più gli piace fare nella vita è scavare gallerie (principalmente per raggiungere caveau di banche), che tratta come se fossero donne bellissime e degne di ogni possibile attenzione. Una passione che Oz non gli farà passare; ma a parte questo, il buon Busmalis (interpretato da Tom Mardirosian) gode della totale (o quasi) indifferenza da parte di tutti gli altri detenuti, Rebadow escluso (il loro rapporto d'amicizia si farà via via più intenso). Ci appare quasi fuori posto in un luogo crudo e spietato come Oz, e la sua solare ingenuità ce lo rende simpatico fin dalla sua prima apparizione.

Omar White
Prisoner number 01W711, Omar White. Convicted January 4, 2001, murder in the first degree. Sentence: 75 years. Up for parole in 20.

Detenuto numero 01W711, Omar White. Condannato il 4 Gennaio 2001, omicidio di primo grado. Pena: 75 anni. In libertà vigilata non prima di 20.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x09 Medium Rare - Media in gabbia]

Detenuto a Oz dalla metà della Quarta Stagione in poi (e interpretato da Michael Wright), è il classico "schizzato", costantemente in balia di qualsiasi droga sia in grado di procurarsi e costantemente coinvolto in risse scatenate dalla sua totale incapacità di resistere alle provocazioni e dalla sua tendenza ad essere facilmente plagiato. "Prescelto" da Tim McManus (il direttore del Paradiso), che ne fa il suo personale "tentativo di redenzione ad ogni costo", Omar instaura con lui un rapporto ossessivo e stressante, al limite della psicopatia; saranno estremamente ardui gli sforzi (cui parteciperà anche il leader musulmano Kareem Said) per per cercare di raddirzzarlo.

2. I Musulmani

***Kareem Said
Prisoner number 97S444, Kareem Said a.k.a. Goodson Truman. Convicted June 6, '97. Arson in the second degree. Sentence: 18 years. Eligibile for parole in 5.

Detenuto numero 97S444, Kareem Said, alias Goodson Truman. Condannato il 6 Giugno del '97. Incendio doloso aggravato. Pena: 18 anni. In libertà vigilata non prima di 5.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x01 The Routine - Il Paradiso]

Kareem Said, Imam dei Musulmani di Oz (interpretato dal grandissimo Eamonn Walker). Personaggio di calibro immenso, forse il più grande dell'intera serie. Per innumerevoli ragioni, ma prima fra tutte per il fatto che attraverso di lui, attraverso la sua fede totale e illuminata nel potere e nel volere di Allah, l'Islam ci viene presentato come l'unica religione veramente votata alla non violenza, al perseguimento dei diritti umani in senso globale, alla lotta per quanto possibile pacifica in nome solo e sempre di una giustizia superiore. È qualcosa che lascia meravigliosamente perplessi in una serie nata, scritta e trasmessa nell'America immediatamente precedente, contemporanea e immediatamente successiva all'11 settembre. Credo che ciò sia indice di un coraggio e di una chiarezza di intenti senza precedenti, per un serial americano almeno. Ed è uno dei motivi principali per cui, a mio modesto parere, OZ va veramente considerato un capolavoro unico nel suo genere. Said è poi uomo di fine cultura, autore di pubblicazioni, personaggio ben noto ai media, perfettamente conscio del potere che gli deriva dal proprio carisma e quindi di fondamentale importanza all'interno dei giochi di potere costantemente in atto a Oz: il direttore stesso del carcere, Leo Glynn, cerca di assicurarsi immediatamente la sua collaborazione, e in innumerevoli occasioni l'intervento di Said si rivelerà determinante. Ma Oz non risparmierà nemmeno lui: anzi, il suo travaglio interiore, religioso, ideologico e morale giungerà a sfiorare la disperazione assoluta.

Zahir Arif
Prisoner number 97A622, Zahir Arif a.k.a. Jerome Van Dyke. Convicted March 12, '97. First degree assault and possession of stolen goods. Sentence: 18 Years. Up for parole in 7.

Detenuto numero 97A622, Zahir Arif, alias Jerome Van Dyke. Condannato il 12 Marzo del '97. Aggressione di primo grado e possesso di beni rubati. Pena: 18 anni. In libertà vigilata non prima di 7.

È il fedele braccio destro di Kareem Said, ma è molto più integralista del suo stesso Imam; interpretato da Granville Adams, fatica a comprendere e ad accettare la visione così cara a Said di "un bene e una giustizia globali proiettati oltre l'identità etnica e religiosa". Ciò lo porterà in più occasioni a dubitare del suo Ministro di fede, fino ad arrivare a rinnegarlo; processo che comunque non intaccherà mai la sua lealtà e il suo profondo senso etico, consentendogli di raggiungere piena autocoscienza e consapevolezza.

Kevin "Supreme Allah" Ketchum
Prisoner number 00K251, Kevin Ketchum, a.k.a. Supreme Allah. Convicted March 22nd, 2000, murder in the second degree. Sentence: 25 years. Up for parole in 10.

Detenuto numero 00K251, Kevin Ketchum, alias Supreme Allah. Condannato il 22 Marzo del 2000 per omicidio di secondo grado. Pena: 25 anni. In libertà vigilata non prima di 10.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x05 Gray Matter - Materia grigia]

Membro del cosiddetto "Cinque per Cento", Supreme Allah (interpretato da Lord Jamar) è un musulmano completamente sui generis: lui e gli altri appartenenti alla sua setta sono convinti che il 5% dei neri siano illuminati da luce divina che permette loro di comprendere il supremo significato della vita, che l'uomo nero sia diretta incarnazione di Dio e il bianco di Satana. Ma come sintetizza perfettamente Chris Keller, in realtà "sono come i Musulmani, solo che fumano erba, spacciano droga, fanno tutto quello che devono fare". La scomoda presenza di Supreme Allah (a Oz dalla Quarta Stagione) creerà non pochi problemi a Said e alla comunità musulmana "ortodossa".

3. Gli Ariani

***Vernon "Vern" Schillinger
Prisoner number 92S110, Vernon Schillinger. Convicted October 21, '92. Aggravated assault in the first degree. Sentence: 8 years. Up for parole in 5.

Detenuto numero 92S110, Vernon Schillinger. Condannato il 21 Ottobre del '92. Aggressione aggravata di primo grado. Pena: 8 anni. In libertà vigilata non prima di 5.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers - Rivolta]

Altro elemento fondamentale nella definizione degli equilibri di potere all'interno di Oz, Vern Schillinger, capo della Fratellanza Ariana, è l'incarnazione deviante dei più ignobili e radicali "ideali" della destra nazista: razzismo spietato, superiorità incondizionata della razza ariana, intolleranza a qualsiasi livello e nei confronti di qualsiasi minoranza, non ultima quella degli omosessuali dichiarati (ma proprio Schillinger e i suoi non si fanno alcun problema a commettere i più frequenti atti di stupro sui detenuti più giovani). A tal punto vengono esasperati tali "ideali" nell'hortus conclusus che è Oz, da esplodere in delitti di efferatezza inumana. E inumano ci appare anche Schillinger, seraficamente sereno nella sua ferocia, la cui ineffabilità viene intaccata soltanto superficialmente dalla preoccupazione per due figli che lo hanno praticamente rinnegato e dall'inatteso arrivo di una nipotina. In realtà, la scorza che avvolge questo personaggio (interpretato da un altro grande, J.K. Simmons, che molti conosceranno per i ruoli avuti in numerosissimi serial - The Closer e Law&Order, solo per fare due nomi) resta impenetrabile; l'odio razziale che la cementa si scatenerà in primis contro i Musulmani (e soprattutto contro Kareem Said) e gli Afro, ma Schillinger non risparmierà nessuno che minacci la sua supremazia personale o il suo orgoglio o la sua sete di vendetta (in primo luogo nei confronti di Beecher).

James Robson
Prisoner number 97R492, James Robson. Convicted November 7th, 1997, murder in the first degree, assault. Sentence, life. Up for parole in 25 years.

Detenuto numero 97R492, James Robson. Condannato il 7 Novembre '97, omicidio di primo grado e aggressione. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 25 anni.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 5x06 Variety - Varietà]

Per lungo tempo ombra di Vern Schillinger, è detenuto nel Braccio B (quindi non in Paradiso), il braccio dei cosiddetti "Normali" (Gen Pop), in cui a un certo punto sarà trasferito anche Schillinger. Nazi più per puro istinto alla violenza che per reali convinzioni ideologiche, non mostra mai alcuna esitazione quando si tratta di passare alle vie di fatto, sia che ciò implichi l'uccisione di qualcuno, sia che ci sia in ballo la violenza sessuale su qualche nuovo arrivato. Ma dovrà fare i conti - a livello esclusivamente personale - con una realtà che gli si rivolterà ferocemente contro, trasformandolo in modo paradossale da carnefice in vittima. Lo interpreta R.E. Rodgers, altro attore ben noto ai serial americani.

4. Gli Afro

***Simon Adebisi
Prisoner number 93A234, Simon Adebisi. Convicted May 2, '93. Murder in the first degree. Sentence: life in prison without the possibility of parole.

Detenuto numero 93A234, Simon Adebisi. Condannato il 2 Maggio del '93. Omicidio di primo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata: mai.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers - Rivolta]

Un altro colosso della serie, in senso fisico e non, interpretato da un altro grandissimo attore, Adewale Akinnuoye-Agbaje, a noi tutti noto per aver incarnato il magnifico Mr. Eko di Lost - ma a mio parere insuperabile proprio nel ruolo di Adebisi. Reso inconfondibile dal copricapo portato in modo improbabile sulla testa completamente rasata, Adebisi è per lungo tempo il leader indiscusso della comunità Afro in Paradiso e insieme a Siciliani e Latinos ha il controllo del traffico di droga. Tossicomane, pluriomicida, inesorabile nel sottomettere sessualmente i giovani detenuti neri appena arrivati a Oz, è tra i più irriducibili sostenitori della propria identità razziale: "Loro non sono come me," giunge a dire a proposito degli altri neri americani del Paradiso. "Io sono Africano". Personaggio di spessore immenso, è destinato a scontrarsi - paradossalmente in nome degli stessi ideali, vale a dire la dignità e la salvezza del popolo africano - con l'altro colosso della serie idealmente situato ai suoi antipodi, Kareem Said, per il quale Adebisi nutre un bruciante e contrastato sentimento di rispetto/rivalità, ammirazione/disprezzo, amore/odio. In tutto ciò che fa, Adebisi è guidato dal devastante fuoco che ha dentro e che - costretto per la vita entro le mura di Oz - non ha sufficiente spazio per sfogare; ha addosso la fierezza di un leone, ma è un leone in gabbia; trasuda la potenza di un sovrano, ma la sua unica prospettiva in termini di regno è l'Inferno.

***Burr Redding
Prisoner number 01R289, Burr Redding. Convicted January 11, 2001. Murder in the first degree, seven counts of attempted murder. Sentence: life, without the possibility of parole.

Detenuto numero 01R289, Burr Redding. Condannato l'11 Gennaio 2001. Omicidio di primo grado e sette tentati omicidi. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata: mai.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x10 Conversions - Clandestini a Oz]

L'arrivo di Redding (interpretato da Anthony Chisholm) - poco dopo la metà della Quarta Stagione - segna per così dire una "nuova epoca" nella storia della comunità Afro a Oz. Personaggio ormai di una certa età, ma proprio per questo (e per l'"esperienza nel e sul campo" che ne deriva) estremamente determinato nell'acquisire un immediato ruolo di leader soprattutto nel traffico di droga, ha alle spalle una storia che lo segna molto più profondamente dei suoi compagni di prigionia più giovani. Infanzia nel ghetto, spaccio, crimini di ogni genere fin dalla più giovane età, guerra in Vietnam, rientro in patria e nella criminalità, numerosi arresti. Ma soprattutto, essendo grandissimo amico e commilitone del padre di Augustus Hill caduto in guerra, al suo ritorno lo ha sostituito e ha preso sotto la propria pericolosa ma amorevole ala il piccolo Augustus, istradandolo sulla via del crimine. Il rapporto tra i due, che si ritrovano a Oz dopo anni, si rivelerà subito determinante sia per l'esistenza dell'uno che per quella dell'altro.

Arnold "Il Poeta" Jackson
Prisoner number 96J332, Arnold Jackson, a.k.a. Poet. Convicted February 15, '96, armed robbery, attempted murder, possession of a deadly weapon. Sentence: 16 years. Up for parole in 9.

Detenuto numero 96J332, Arnold Jackson, alias Il Poeta. Condannato il 15 Febbraio del '96 per rapina a mano armata, tentato omicidio e detenzione di arma da fuoco. Pena: 16 anni. In libertà vigilata non prima di 9.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x02 Ancient Tribes - Antiche Tribù]

Tra i detenuti è forse quello che si trova ad avere a portata di mano le maggiori speranze di redenzione, anche se non vi dirò né in che modo né con che esito. Anche lui tossicodipendente cronico, anche lui fedele gregario del leader di turno della sua comunità, è tuttavia dotato di un dono che gli permette di spiccare tra gli altri suoi compagni di sventura: la vocazione per la poesia, che "scrive" principalmente attraverso incomprensibili schizzi e che puntualmente declama dal palco della mensa durante la colazione, il pranzo o la cena. L'attore che lo interpreta, muMs, è guardacaso un poeta anche nella vita reale. Un estratto della sua opera in OZ? Eccolo qui (nella traduzione mi sono concessa qualche licenza poetica, cercando di mantenere il più possibile le rime, n.d.r.).

Too many prisons and not enough schools
Too many weapons and not enough tools
Not enough teachers, too many fools
But me, I'm from where fights is born
I'm from where nights is dawn
I'm from the ingredients spit from the sun
I formed an allegience with the number one
The letter A, the beginning of the day
The way, the wisdom, the wish, the will
The river, the tree, the try, the trek
The rub of the neck
The ball of the foot
The back of the thigh
The glimmer of their eye
Appeared at what it's intrigued by
Tried by what it's believed by
I have taken on the likeness of love
The harbor of hate
The hell of here
And the wonder of the whereafter
I've discerned the disaster
And drank Dom Perignon and armagedd-ion
I have drank the sacred ambrosia
Housed in the chalice of the rebellion
Cherubim, disguised as quarter juices
I have died toothless and been reborn
144,000 times
I've got 144,000 rhymes
for every brain cell
But I waste away in a cell.

Troppe prigioni e troppo poche scuole
Troppe armi e troppo poche parole
Troppo pochi insegnanti, troppi deficienti
Tranne me, io vengo da dove nascono le lotte
Io vengo da dove l'alba è la notte
Degli ingredienti del sole io non ne ho nessuno
Ho fatto un'alleanza con il numero uno
L'inizio del giorno, la lettera A
La via, la saggezza, la voglia, la volontà
Il fiume, l'albero, la prova, il cammino
Il massaggio al coppino
Il bozzo sotto il piede
Il crampo alla coscia
Il barlume nei loro occhi
Ho preso parte a quanto si intrigava
Tentato da ciò in cui si credeva
Ho indossato l'apparenza dell'amore
L'àncora del rancore
Il presente infernale
E il futuro angelicale
Ho sentito il disastro
Ho bevuto Dom Perignon e armagedd-ion
Ho bevuto la sacra ambrosia
Offertami nel calice dell'Angelo
ribelle, mascherata da succo di frutta
Sono morto sdentato e sono resuscitato
in 144.000 circostanze
Ho 144.000 assonanze
per ogni cellula che il cervello abbia
Ma mi butto via qui, in una gabbia.

[Detenuto #96J332, Arnold Jackson alias Il Poeta, OZ, 2x05 Family Bizness - Affari di famiglia]

Kenny "Bricks" Wangler
Prisoner number 97W566, Kenneth Wangler. Yeah, boy! Sixteen years old tried as an adult. Convicted July 6, '97. Murder in the first degree. Sentence: 20 years. Up for parole in 6.

Detenuto numero 97W566, Kenneth Wangler. Eggià, ragazzi! Sedici anni e processato come un adulto. Condannato il 6 Luglio del '97. Omicidio di primo grado. Pena: 20 anni. In libertà vigilata non prima di 6.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin' - In affari con Dio]

Un tipico esempio di gioventù bruciata, potremmo dire. A soli 16 anni omicida, spacciatore, tossicomane e anche già padre di un bambino. L'atteggiamento di Kenny (interpretato da J.D. Williams) lungo tutta la sua permanenza a Oz è quello tipico dei teppistelli della sua età ed è un misto di arroganza, di brama di dimostrarsi "uomo" ad ogni costo, di desiderio incontenibile d'essere considerato un "boss" della mala nonostante sia ancora un ragazzino; il tutto condito da quella distorta aura pericolosamente "giocosa" che normalmente accompagna chi non si rende conto di non avere i mezzi effettivi per gestire situazioni molto più grandi di lui. Situazioni con cui, inevitabilmente, finirà per doversi scontrare.

Jefferson Keane
Prisoner number 97K186, Jefferson Keane. Convicted May 14, '97. Two counts murder in the first degree. Sentence: life imprisonment without the possibility of parole.

Detenuto numero 97K186, Jefferson Keane. Condannato il 14 Maggio del '97. Duplice omicidio di primo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata: mai.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal and Otherwise - Vincoli matrimoniali]

Una delle tante "meteore" di OZ. Ma anche una delle più intense, a livello di approfondimento psicologico. Jefferson Keane (interpretato dal bravissimo - e bellissimo - Leon) è il leader iniziale della comunità Afro in Paradiso; anche lui ergastolano apparentemente spietato, in realtà si rivela subito avvolto da un disarmante alone di disincanto, di amarezza cosmica, di frustrazione. Il suo percorso di ricerca interiore verso un appagamento etico, ideologico e religioso che sia in grado di dargli sollievo dal devastante rimorso per i delitti commessi, e che si esaurisce in pochissimi episodi, è tra i più profondi e significativi dell'intera serie. È a questo personaggio che viene affidato il primo tragico messaggio di denuncia nei confronti di un sistema giudiziario che nella sua cieca intransigenza giunge spesso a commettere misfatti ben più gravi di quelli che si vanta di punire.

5. I Siciliani

***Nino Schibetta
Prisoner number 95S604, Nino Schibetta. Convicted December 12, '95. Two counts conspiracy to commit murder. Sentence: 120 years. Up for parole in 70.

Detenuto numero 95S604, Nino Schibetta. Condannato il 12 Dicembre del '95. Due accuse come mandante di omicidio. Pena: 120 anni. In libertà vigilata non prima di 70.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal and Otherwise - Vincoli matrimoniali]

Altro personaggio di grande intensità, interpretato da un attore che non ha bisogno di presentazioni: Tony Musante. È il boss dei Siciliani ad inizio serie ed ha tutte le caratteristiche peculiari del classico "uomo d'onore": gestisce con impeccabile maestria tutti i traffici illegali che avvengono dentro il Paradiso e dal Paradiso governa le mosse della Famiglia all'esterno; è il vero padrino, criminale spietato e insieme perfetto gentiluomo, sostenuto da un'etica ferrea e inesorabile; non si sporca mai direttamente le mani, ma assiste dall'alto e con imperscrutabile freddezza ad ogni misfatto da lui ordinato; gode di enorme rispetto presso tutti gli altri detenuti ("Noi non ammazziamo gli uomini d'onore", dirà Jefferson Keane a Ryan O'Reily che tenta di convincerlo a far fuori un membro del clan dei Siciliani, Dino Ortolani) e perfino presso i membri dello Staff Direttivo, Direttore Glynn e Tim McManus in primis. Tutto ciò che avviene in Paradiso deve passare attraverso di lui e sotto la sua guida i Siciliani godono di una supremazia praticamente incondizionata.

***Chucky "Il Duro" Pancamo
Prisoner number 97P468, Charles Pancamo, a.k.a. Chucky The Enforcer. Convicted June 4, 1997. Murder in second degree. Sentence: 35 years. Up for parole in 15.

Detenuto numero 97P468, Charles Pancamo, alias Chucky Il Duro. Condannato il 4 Giugno del '97. Omicidio di secondo grado. Pena: 35 anni. In libertà vigilata non prima di 15.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 5x02 Laws Of Gravity - Forza di gravità]

Subentrato alla guida dei Siciliani in seguito a vicissitudini varie, non ha affatto i tratti caratteristici del padrino - in realtà, dopo Nino Schibetta nessun altro vestirà a tutti gli effetti tali panni -, ma piuttosto quelli del mafioso "di nuova generazione", killer determinato, veramente duro nell'aspetto e nei modi, emotivamente inaridito, in apparenza incapace di provare qualsiasi genere di sentimento, pronto ad eseguire senza battere ciglio gli ordini della Famiglia che giungono dall'esterno. Interpretato da Chuck Zito, rispetto agli altri detenuti ci appare quasi del tutto immune all'influsso distruttivo di Oz; ma anche per lui arriveranno tempi per così dire "di riflessione", a cominciare dal momento in cui sarà costretto a fronteggiare la brama di potere di Simon Adebisi.

Antonio Nappa
Prisoner number 98N744, Antonio Nappa. Convicted June 4, '98, murder in the second degree. Sentence: 80 years. Up for parole in 50.

Detenuto numero 98N744, Antonio Nappa. Condannato il 4 Giugno del '98 per omicidio di secondo grado. Pena: 80 anni. In libertà vigilata non prima di 50.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x07 Animal Farm - Nella vecchia fattoria]

Anch'egli ben noto e assai "rispettato" boss della mafia, assume per un periodo limitato il controllo delle operazioni in Paradiso, dopo l'"Era Schibetta" e prima dell'"Era Pancamo". Più vicino negli atteggiamenti e nel modo di "gestire gli affari" al "modello Nino" (anche perché, vista la sua età, è un boss di vecchia generazione), si troverà però di fronte - suo malgrado - a una situazione talmente inaspettata e per lui inconcepibile da costringerlo a cambiare radicalmente "prospettive esistenziali", tanto da andare incontro a conseguenze davvero impensabili. Lo interpreta un altro attore dalla fulgida carriera, Mark Margolis.

Peter Schibetta
Prisoner number 98S112, Peter Schibetta. Convicted May 19, '98, five counts of extortion, money laundering. Sentence: 35 years. Up for parole in 20.

Detenuto numero 98S112, Peter Schibetta. Condannato il 19 Maggio del '98: Cinque accuse di estorsione e riciclaggio di denaro sporco. Pena: 35 anni. In libertà vigilata non prima di 20.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x02 Ancient Tribes - Antiche Tribù]

Figlio di Nino (e interpretato da Eddie Malavarca), arriva a Oz in un momento di profonda crisi all'interno del clan dei Siciliani. È lontanissimo dalla "statura" del padre, e ancora molto giovane; appare immediatamente evidente la sua incapacità di controllare la situazione sotto tutti i punti di vista: gestione del traffico di droga, delle relazioni con gli altri gruppi di detenuti, dei rapporti con lo staff direttivo (e soprattutto con Glynn). Un vago alone di celato compatimento nei suoi confronti - trattenuto soltanto dalla consapevolezza delle nobili ascendenze paterne - non tarda a trasparire inesorabile dai volti di Pancamo e degli altri ogni volta che Peter tenta di prendere una decisione; invano Peter cercherà di mascherare la propria totale inadeguatezza adottando un atteggiamento carico di arroganza e presunzione. La cosa inevitabilmente finirà per giocare contro di lui, con conseguenze disastrose.

6. Gli Irandesi

***Ryan O'Reily
Prisoner number 97P904, Ryan O'Reily. Convicted July 12, '97. Two counts of vehicular manslaughter, five counts of reckless endangerment, possession of controlled substances, criminal possession of a weapon, parole violation. Sentence: Life imprisonment. Up for parole in 12 years.

Detenuto numero 97P904, Ryan O'Reily. Condannato il 12 Luglio del '97. Duplice omicidio volontario, cinque accuse per guida pericolosa in stato di ebbrezza, possesso di danaro sporco, uso illecito di arma da fuoco, violazione della libertà vigilata. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 12 anni.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin' - In affari con Dio]

Altro perno fondamentale nell'intreccio narrativo della serie, Ryan O'Reily (irlandese nero, come lui stesso fieramente sostiene) ci si presenta subito - in fortissimo contrasto con il suo angelico aspetto esteriore - come il più subdolo, infido, maligno macchinatore di intrighi di tutto il Paradiso. In nome della propria sopravvivenza a Oz è disposto a ordire le trame più sordide, a stringere le alleanze più ambigue e a sguazzare in un persistente doppio gioco, senza esitare a ingannare, tradire, uccidere (ma solo in un'occasione con le sue stesse mani) chiunque minacci la sua personale sicurezza, presunti alleati e presunti amici compresi. È grazie a lui che molte lotte si scatenano a Oz, ed è grazie a lui che parecchi abitanti del Paradiso perdono la vita. Eppure, nonostante la sua radicale assenza di fiducia nei confronti di chiunque a parte se stesso, due persone riescono a scatenare in Ryan (interpretato da Dean Winters) sentimenti di una profondità inimmaginabile e di una sincerità che rasenta la disperazione: l'amatissimo "fratellino" ritardato, Cyril, e l'oggetto del suo amore cosmico e incondizionato, la dottoressa del carcere Gloria Nathan.

Cyril O'Reily
Prisoner number 98P284, Cyril O'Reily. Convicted July 1, '98, murder in the first degree. Sentence: life. Up for parole in 60 years.

Detenuto numero 98P284, Cyril O'Reily. Condannato il 1 Luglio del '98 per omicidio di primo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 60 anni.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x06 Strage Bedfellows - Compagni di letto]

Fratello minore di Ryan, Cyril è interpretato da Scott William Winters, fratello di Dean anche nella realtà. A causa di un violento trauma cranico subito qualche anno prima dell'incarcerazione, Cyril si trova ora in una condizione irreversibile di ritardo mentale che lo rende non più "maturo" di un bambino di 5 anni. Vede in Ryan il suo Faro di Alessandria e si aggrappa a lui disperatamente, incondizionatamente, obbedendo ciecamente a qualsiasi sua imposizione e confidando totalmente (e con ragione) nella sua protezione. Creatura completamente indifesa all'interno di un universo spietato che oltrepassa ogni sua possibilità di comprensione, al suo arrivo a Oz Cyril viene immediatamente stuprato da Schillinger e i suoi; segnato in modo irrimediabile da questa esperienza e del tutto privo dei mezzi per affrontare la vita a Oz - nonostante l'impegno del fratello e nonstante gli innumerevoli tentativi di terapia della psicologa del carcere, sorella Peter-Marie -, le sue condizioni mentali subiranno un lento ma inesorabile processo di deterioramento. Attraverso Cyril ci verrà offerto inoltre un altro esempio di quali aberrazioni può raggiungere lo snaturato sistema giudiziario americano.

Timothy "Timmy" Kirk
Prisoner number 96K423 Timothy Kirk. Convicted April 16, 1996, manslaughter, endangering the welfare of a child. Sentence, 12 years. Up for parole in 7.

Detenuto numero 96K423 Timothy Kirk. Condannato il 16 aprile del '96 per abbandono di minore e omicidio preterintenzionale. Pena: 12 anni. In libertà vigilata non prima di 7.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x11 Revenge Is Sweet - Dolce vendetta]

Personaggio "in ombra" per gran parte della prima metà della serie, Timmy Kirk comincia ad emergere e ad acquistare peso nello schema della narrazione con l'arrivo a Oz del reverendo Jeremiah Cloutier, pastore protestante, che ne farà subito uno dei suoi adepti. L'illuminazione divina che sembra colpire il giovane Timmy (interpretato da Sean Dugan) facendolo deviare dal cattolicesimo non tarderà ad evolversi in distorta ossessione, con conseguenze letteralmente inimmaginabili e mettendo a dura prova perfino l'integrità morale e religiosa del cappellano del carcere, padre Ray Mukada. Attraverso le parole e le azioni di Timmy Kirk e attraverso quanto tali parole e azioni scateneranno, sarà lanciata una delle più pesanti denunce nei confronti della religione cristiana la quale, sia essa cattolica o protestante, spesso non differisce in nulla rispetto ad altre professioni di fede considerate integraliste e violente per antonomasia.

7. I Latinos

***Miguel Alvarez
Prisoner number 97A413, Miguel Alvarez. Convicted February 3, '97. Assault with a deadly weapon, criminal mischief in the second degree. Sentence: 15 years. Up for parole in 2.

Detenuto numero 97A413, Miguel Alvarez. Condannato il 3 Febbraio del '97. Aggressione a mano armata e omicidio preterintenzionale di secondo grado. Pena: 15 anni. In libertà vigilata non prima di 2.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin' - In affari con Dio]

Se dovessi definire in due parole il percorso di Miguel Alvarez (interpretato da Kirk Acevedo, anche lui noto per numerose apparizioni in Law&Order e parecchi altri serial - compreso un altro capolavoro targato HBO, Band of Brothers) attraverso sei stagioni di OZ, direi semplicemente "senza speranza". È l'unico, insieme a Tobias Beecher, a subire un processo metamorfico devastante, derivato dalla permanenza in carcere e nonostante - al contrario del Beecher che fa il suo ingresso a Oz - non sia affatto uno stinco di santo. Ma, sempre al contrario di Beecher che nel bene e nel male vive dell'amore di e per Keller, Miguel non ha nemmeno questo sostegno. Pur non essendosi macchiato di crimini particolarmente gravi prima del suo arresto, finisce per invischiarsi nelle situazioni più tragiche e sanguinose; leader dei Latinos solo per pochissimo tempo, per una serie di ragioni che a dir poco hanno dell'assurdo si vedrà ripudiato e minacciato dalla sua stessa gente; in seguito a una reazione violentissima e del tutto ingiustificata nei suoi confronti da parte del Direttore Glynn, dovrà subire per anni le immotivate conseguenze del rancore di quest'ultimo. E tra tutti gli abitanti di Oz è il solo che si ritroverà a vivere in un mortale stato interiore di solitudine cosmica.

Raoul "El Cid" Hernandez
Prisoner number 98H498, Raoul Hernandez, a.k.a. El Cid. Convicted July 10, '98, murder in the second degree. Sentence: 36 years. Up for parole in 20.

Detenuto numero 98H498, Raoul Hernandez, alias El Cid. Condannato il 10 Luglio del '98 per omicidio di secondo grado. Pena: 36 anni. In libertà vigilata non prima di 20.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x06 Strange Bedfellows - Compagni di letto]

Leader indiscusso dei Latinos fuori e dentro Oz, in cui viene incarcerato a metà della Seconda Stagione, Hernandez (interpretato da Luis Guzmán) è un personaggio che fatica a suscitare simpatia. La rudezza dei suoi tratti somatici e del suo comportamento, ma soprattutto la scena in cui ci viene presentato e in cui intima allegramente a Miguel Alvarez (assegnatogli come "angelo custode" e pronto a dimostrargli tutta la sua devozione) di "levarsi dal cazzo perché è troppo bianco per essere un latino", lo piazzano immediatamente ai nostri occhi su un piano "di sospetto". E le cose non miglioreranno, via via che il suo astio nei confronti dell'incolpevole Miguel crescerà fino a trasformarsi in ossessione.

Enrique Morales
Prisoner number 00M871, Enrique Morales. Convicted April 6, 2000. Murder in the second degree. Sentence: 25 years, up for parole in 15.

Detenuto numero 00M871, Enrique Morales. Condannato il 6 Aprile del 2000. Omicidio di secondo grado. Pena: 25 anni. In libertà vigilata non prima di 15.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x03 Bill Of Wrongs - Il conto da pagare]

Leader di tutt'altra pasta rispetto a Hernandez e detenuto a Oz da poco dopo l'inizio della Quarta Stagione, Morales (che è interpretato da David Zayas) puntualizza immediatamente di non essere il delinquente vecchio stampo: lui è altresì un vero "uomo d'affari", che ama vestire Armani e navigare in rete. Tale sua "moderna formazione culturale" risulterà subito evidente dal suo modo di gestire le cose in Paradiso, dal suo atteggiamento determinato ma quasi sempre "educato", dalla sua "ampiezza di vedute" (in senso strettamente affaristico, è ovvio) che bene o male arginerà la crisi in atto all'interno del clan dei Latinos al suo arrivo a Oz. Ma - come Pancamo - si troverà presto a dover fare i conti con un Adebisi assetato di potere come non mai e - in seguito - con le terribili conseguenze che la vita a Oz è in grado di causare su chiunque.

8. I Bikers

Jaz Hoyt
Prisoner number 98H432, Jaz Hoyt. Convicted August 12, '98, aggravated assault in the first degree. Sentence: 8 years. Up for parole in 4.

Detenuto numero 98H432, Jaz Hoyt. Condannato il 12 Agosto del '98 per aggressione aggravata di primo grado. Pena: 8 anni. In libertà vigilata non prima di 4.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x07 Animal Farm - Nella vecchia fattoria]

È il classico centauro, completamente ricoperto di tatuaggi, con la bandana incollata sulla testa, rude e sempre pronto a menare le mani, ma anche capace di organizzare una colletta per sostenere un altro detenuto (Bob Rebadow, nella fattispecie) in grave difficoltà. È l'unico che emerge all'interno del suo gruppo (schierato di base sempre dalla parte di Vern Schillinger e della Fratellanza Ariana) e il suo percorso - soprattutto psicologico - all'interno di Oz passerà, anche qui (come per Timmy Kirk) complice la presenza del reverendo Cloutier, dalla pur violenta e comunque distorta "normalità" a uno stadio che definire di psicosi schizoide non è affatto esagerato. L'interprete di Hoyt, Evan Seinfeld, è meglio noto per essere bassista e vocalist in diverse band hardcore/metal (tra cui i Biohazard) e se sfogliate la sua gallery su IMDB scoprirete che - almeno esteriormente - è identico al suo personaggio.

9. I Cristiani

Reverendo Jeremiah Cloutier
Prisoner number 00C966, Jeremiah Cloutier. Convicted December 27, 2000, embezzlement and petty larceny. Sentence, 9 years. Up for parole in 5.

Detenuto numero
00C966, Jeremiah Cloutier. Condannato il 27 Dicembre 2000 per appropriazione indebita e furto con scasso. Pena: 9 anni. In libertà vigilata non prima di 5.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x10 Conversions - Clandestini a Oz]

Figura a dir poco bizzarra all'interno del già sufficientemente complesso universo di Oz. Pastore protestante dotato di poteri di guaritore, evangelizza via etere ed è quindi personaggio arcinoto ai media e molto benestante; arrestato per appropriazione indebita dei beni della sua congregazione, arriva a Oz a metà della Quarta Stagione. Abituato all'interazione con il pubblico e fermamente convinto del proprio "stato di elezione", Cloutier (interpretato nientemeno che da Luke Perry) è in grado di sedurre in breve tempo una grossa fetta dei detenuti del Paradiso. Nella sua crociata in nome di quello che considera il "vero cristianesimo", però, è accecato da un'eccessiva fiducia nel "potere di Cristo" e non si rende conto di due cose: primo, il suo operato rischia di dare vita ad un assurdo quanto pericoloso "conflitto di interessi" tra lui e il portavoce del cattolicesimo a Oz, padre Ray Mukada; secondo, in un luogo come Oz il "potere di Cristo" e una forma così "televisiva" di evangelizzazione funzionano esclusivamente finché agiscono nell'interesse della "popolazione" e nello stesso tempo possono scatenare forme di estremismo praticamente incontrollabili.

10. I Gay

Tra i Gay, a parte Jason Cramer, Richie Hanlon e Nat Ginzburg, i cui interventi sono comunque abbastanza contenuti (per quanto significativi), non ci sono figure di spicco, né personaggi che in qualche modo rivestano ruoli determinanti nell'intreccio narrativo della serie. Ciò è dovuto al fatto che il gruppo dei Gay (di cui fanno parte, ripetiamo, travestiti e omosessuali dichiarati) ha pochissimo peso - se non addirittura nullo - nei giochi di potere che si snodano all'interno di Oz e che sono gestiti da clan ben più determinati, interessati e soprattutto forti. In ogni caso, per dare ulteriore prova del fatto che in OZ tutto è rivestito di particolare pregnanza, riporto questo breve dialogo tra il suddetto Jason Cramer (lo vedete a destra nella foto con il suo amante) e Kareem Said (che in quanto musulmano aborrisce l'omosessualità):

Jason Cramer: "Minister Said. May we talk?"
Kareem Said: "What is it that you and I could possibly have to talk about?"
Jason Cramer: "Oh, you mean ‘cause I’m queer and you Muslims consider homosexuality an abomination?"
Kareem Said: "Yes. There you have it."
Jason Cramer: "Would you say you're prejudiced against me?"
Kareem Said: "No. I pray every day for your kind to find the way to God."
Jason Cramer: "Seems to me that makes you all the more prejudiced. I mean, I’m not going around asking Allah to turn you into a faggot."

Jason Cramer: "Imam Said. Possiamo parlare?"
Kareem Said: "Di che cosa potremmo mai parlare io e te?"
Jason Cramer: "Oh, lo dici perché io sono un finocchio e voi Musulmani considerate l'omosessualità una cosa abominevole?"
Kareem Said: "Sì. Hai indovinato."
Jason Cramer: "Vuoi forse dire che sei prevenuto nei miei confronti?"
Kareem Said: "No. Io prego ogni giorno perché la tua razza ritrovi la luce di Dio."
Jason Cramer: "A me pare che questo ti renda ancora più prevenuto. Perché io non vado in giro a chiedere ad Allah di trasformarti in un frocio."

[OZ, 4x02 Obituaries - Necrologi]

11. L'Isolamento

Insieme al Braccio della Morte, l'Isolamento è la sezione più alienante di qualsiasi struttura penitenziaria. Temutissimo da tutti i carcerati (il taglio netto e totale con qualsiasi possibilità di contatto, spesso per periodi di tempo molto lunghi, conduce facilmente alla degenerazione psicologica), a Oz ha tra i suoi ospiti fissi quei detenuti che si rivelano completamente ingestibili in qualsiasi altro contesto. Tra essi, oltre a William Giles che schederò qui sotto, ricordo Greg Penders, personaggio sicuramente non fondamentale, ma interpretato da un attore che merita come minimo di essere nominato, John Lurie [ricordate ad esempio "Down by Law" ("Daunbailò"), "Paris, Texas", "L'ultima tentazione di Cristo" o "Il piccolo diavolo", vero?].

William Giles
Prisoner number 58G714, William Giles. Convicted February 6, 1958, second degree murder. Sentenced to life. Up for parole in 60 years.

Detenuto numero 58G714, William Giles. Condannato il 6 Febbraio del '58 per omicidio di secondo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 60 anni.

[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 2x03 Great Men - I grandi del millennio]

È un ometto gracile, ormai avanti con gli anni e in apparenza del tutto innocuo, che - probabilmente proprio a causa della lunga permanenza in Isolamento - da anni comunica solo attraverso singole parole spesso apparentemente sconnesse. In realtà, va soggetto a fortissime crisi isteriche e a violente ed improvvise alterazioni d'umore, che possono sfociare in atti estremi nei confronti di chiunque si trovi nelle sue vicinanze. Considerato "fuori di testa" da detenuti e Staff, che praticamente hanno eretto un muro tra sé e lui, troverà in sorella Peter-Marie l'unico appiglio con la realtà: sarà lei infatti che riuscirà a penetrare quel muro e a leggere dietro lo slang incomprensibile che esce dalla bocca di Giles (interpretato da Austin Pendleton), facendo scoperte davvero insospettabili.

12. Il Braccio della Morte

***Shirley Bellinger
Prisoner number 97B642, Shirley Bellinger. Convicted December 6, 1997. Murder In The First Degree. Sentence: Death.

Detenuta numero 97B642, Shirley Bellinger. Condannata il 6 Dicembre del '97. Omicidio di primo grado. Pena: la morte.

Shirley (la interpreta Kathryn Erbe) è un personaggio che amo molto, un personaggio per molti aspetti unico. Prima di tutto perché è l'unica donna ad essere detenuta a Oz, in quanto è stata condannata a morte e nessun carcere femminile dello Stato è dotato di strutture per la pena capitale. È una giovane madre molto graziosa, dolce e sensuale, ammantata di una serenità così eterea e distaccata da farla sembrare una sorta di creatura fatata ed immortale. Invece, si è macchiata del delitto più agghiacciante che si possa immaginare: ha ucciso a sangue freddo la sua bambina di 4 anni, simulando un incidente d'auto. L'aspetto, l'atteggiamento, la gentilezza ineffabile di Shirley e la consapevolezza del crimine tremendo che ha commesso danno vita a un contrasto di una potenza incredibile, che spiazza non soltanto noi spettatori, ma anche gli altri "inquilini" del Braccio della Morte, stupefatti e affascinati di fronte all'apparente noncuranza e superiorità con cui Shirley affronta il suo destino. E la sua presenza in quel braccio ha a tratti il potere di trasformarlo da ultima fermata prima della fine a paradossale luogo di svago e d'evasione.

Su Shirley, sul Braccio della Morte e sugli altri detenuti che là soggiornano ritornerò in un altro articolo. Per ora, vi dirò che avranno modo di passare un po' di tempo in quel braccio (ma non saprete ancora con quali conseguenze) anche Chris Keller, Cyril O'Reily, Jefferson Keane, Jaz Hoyt, Timmy Kirk, William Giles, Richie Hanlon e Nat Ginzburg.
Per ragioni di spazio, ho poi lasciato fuori parecchi altri personaggi in cui passaggio a Oz non è affatto indolore: Nikolai Stanislovsky, Carmen "Chico" Guerra, Jackson Vahue, John Basil alias Desmond Mobay, Jia Kenmin, Padraig Connolly, Padre Daniel Meehan... Non li ho dimenticati, li ritroveremo tutti lungo i prossimi mesi, man mano che procederemo nel racconto.

Considerazioni personali

Non posso chiudere questo lunghissimo excursus senza aggiungere due parole sulle mie personali preferenze in merito alla marea di personaggi che popolano OZ.
Premetto: trovo che tutti - personaggi "minori" compresi - siano disegnati con assoluta maestria e profondità e interpretati con grande sagacia; ma tra tutti, a Chris Keller e Toby Beecher per primi va sicuramente il mio amore, un amore incondizionato e totale, come quello che - pur così tormentato - lega loro due.
Quello che segue è solo un frammento, e probabilmente per voi avrà poco senso così avulso dal suo contesto; ma consideratelo un guizzo di fiamma su una tra le più belle, intense, vere (nel senso letterale del termine) storie d'amore mai raccontate.

[Chris Keller sta per essere temporaneamente trasferito da Oz e i due si stanno salutando, n.d.r.]
Sister Peter-Marie: "It's time, gentlemen."
[Beecher and Keller kiss.]
Chris Keller: "I'll see you."
Tobias Beecher: "When?"
Chris Keller: "Back here. Or in heaven."
Tobias Beecher: "You really think we're gonna get into heaven?"
Chris Keller: "Oh, you and me together? God doesn't have the balls to keep us out."


Sorella Peter-Marie: "È ora, signori."
[Beecher e Keller si baciano.]
Chris Keller: "Ci vediamo."
Tobias Beecher: "Quando?"
Chris Keller: "Qui, quando torno. Oppure in cielo."
Tobias Beecher: "Tu credi davvero che noi andremo in cielo?"
Chris Keller: "Oh, io e te insieme? Dio non ha le palle per tenerci fuori."

[OZ, 4x12 Cuts Like A Knife - Affilato come un coltello]

La loro va ben oltre la stereotipata "storia gay", la loro non è una "storia gay", né loro sono gay o altro che li possa inquadrare entro i limiti di una definizione; sono, semplicemente, due uomini che si amano. Malgrado tutto. Disperatamente.
"Io non vorrei amarlo," dice Toby di Chris rispondendo a Said che lo ammonisce. "Ma lo amo."

Amo moltissimo anche Adebisi e Said, per la forza che sia individualmente sia interagendo riescono a trasmettermi; amo moltissimo Augustus Hill, per l'ironia, la tenerezza, la spettacolare agilità con cui sa muoversi attraverso centinaia di citazioni; e amo moltissimo Ryan O'Reily, perché anche in fondo all'anima più nera c'è un barlume di speranza, e Miguel Alvarez, perché il suo tormento dilania anche me; amo Shirley, e Cyril, e Keane.
Amo OZ.
E spero che anche grazie alle mie parole in tanti vi sentiate spinti - se non lo avete già fatto - a condividere con me l'esperienza unica che è.

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