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OZ
- NIENTE LUCE IN PARADISO
Seconda puntata: Abitanti dell'Inferno
di
Anna "Ro`Laren"
Manfredini

"Congratulations,
America! This year, the prison population has reached an all time
high, 2 million. 2 million people are, what do you call it? Incarcerated.
2 fucking million. That’s the population of Vienna. That’s
the population of Houston, Texas. The U. S. of A has 5 percent of
the world's population, yet it has 25 percent of the world’s
prisoners. Whoopee!"
"Congratulazioni, America! Quest'anno
la popolazione carceraria ha raggiunto il massimo di sempre, due
milioni. Due milioni di persone sono, come si dice? Incarcerate.
Due fottuti milioni. È la popolazione di Vienna. È
la popolazione di Houston in Texas. Gli Stati Uniti hanno il 5%
della popolazione mondiale e il 25% dei detenuti del mondo. Yuppiiii!"
[Detenuto #95H522 Augustus Hill, OZ, 4x01 A
Cock and Balls Story - Uno con le palle]
E
rieccoci qui, dopo l'estate, a continuare il drammatico viaggio nell'universo
di Oz, il carcere di massima sicurezza americano che fa da sfondo alle
vicende raccontate in una delle più grandi serie televisive mai
realizzate.
Per chi volesse mantenere freschi i fili del discorso, questo
è il link all'articolo precedente, in cui ho cercato di sintetizzare
i motivi portanti che fanno - a mio avviso - di questa serie un vero capolavoro,
e insieme di offrire qualche spunto di riflessione a chi di OZ
è totalmente o parzialmente digiuno.
Parto
anche questo mese - e lo farò molto spesso - dalle illuminanti
parole di Augustus Hill (sul cui pregnante doppio ruolo
reale e metaforico di detenuto e narratore-filtro mi sono già soffermata
la volta scorsa) per introdurre l'argomento di questo articolo: i protagonisti.
E scelgo tra le tante proprio la citazione sopra riportata, perché
esprime al meglio la costante aura di nero sarcasmo che accompagna l'altrettanto
costante e impietosa denuncia volta a colpire l'intero sistema carcerario
e giudiziario americano, il cui contorto e spesso surreale corpus
di leggi, sentenze ed esecuzioni - orgoglio di tanti grossi esponenti
dell'ambiente politico - si rivela tante volte non solo totalmente inadeguato,
ma anche paradossalmente controproducente.
"I'm
innocent. You go to any prison, you ask any guy who's serving time and
he'll tell you he's inn-o-cent. 'I got a bum rap, I had a lousy lawyer,
I was in Toledo visiting my mamma.' Yeah, you'll hear a whole pack of
lies. But what about that one brother who's telling the truth, the one
who really is innocent? His voice is buried so damn deep beneath the others
he's gonna grow hoarse just trying to be heard."
"Sono
innocente. Andate in una prigione qualsiasi, chiedete a un tizio qualsiasi
che sta scontando la sua pena e lui vi dirà che è in-no-cen-te.
'Me l'hanno messo in culo, avevo un avvocato di merda, ero a Toledo a
trovare mia mamma.' Già, sentirete solo una paccata di balle. E
l'unico fratello che sta davvero dicendo la verità, l'unico che
è davvero innocente? La sua voce è sepolta così in
fondo sotto le altre che gli verrà la raucedine a forza di provare
a farsi sentire."
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 6x08 Exeunt Omnes]
È
così .
Sono innumerevoli gli esempi di "fallimento della giustizia"
che l'America offre, esempi che spesso arrivano al punto fatale, al punto
di non ritorno, vale a dire all'esecuzione capitale. Quanti innocenti
sono ancora rinchiusi nel braccio della morte, in quanti penitenziari,
in attesa che la presunta "giustizia" compia il suo deviato
corso (l'ultimo caso è quello di Kenneth
Foster)?
Ma torneremo su questo.
Ora tentiamo un rapido volo attraverso le schiere dei protagonisti
principali della serie, in modo da definire a grandi linee le forze
in gioco all'interno di questo particolarissimo ecosistema e da
permettere, in futuro, una certa agilità nell'analisi approfondita
delle vicende.
Abbiamo
già accennato, nello scorso articolo, all'importanza che assume
l'identità etnica all'interno di un universo totalmente a sé
stante come quello di Oz e abbiamo detto che la popolazione carceraria
viene distinta e classificata proprio in virtù del gruppo etnico
cui appartiene, eccezion fatta per i cosiddetti "Altri" (cioè
i detenuti che non mostrano una particolare tendenza all'identità
di razza o non risultano inseribili in un gruppo etnico definito) e per
i "Gay" (vale a dire travestiti e omosessuali dichiarati, gruppo
che non ha nulla a che fare con le storie di stupro/sesso/amore che normalmente
avvengono tra gli altri detenuti). Procederemo quindi, gruppo per gruppo,
a una sorta di "presentazione" degli elementi portanti, approfittando
del mirabile escamotage ideato da Tom
Fontana (autore della serie) che, attraverso brevi flashback
sparati lungo tutta la serie dal nostro Augustus Hill, introduce con pochi
ed efficaci tratti ogni detenuto, dal protagonista, la cui presenza si
snoda attraverso tutte e sei le stagioni, alla comparsa, che come una
meteora attraversa il singolo episodio.
Non sarà cosa facile, dato il numero
delle presenze che popolano questa serie; e non sarà
cosa facile anche perché perfino la comparsa in OZ
ha il suo peso. Comincerò - è ovvio - dai detenuti,
riservando allo staff direttivo l'articolo del prossimo mese, e
mi limiterò qui proprio a un'essenziale "scheda identificativa"
- avremo tempo di conoscerli a fondo nei prossimi mesi -, cercando
per ora di evitare eventuali spoiler, così da permettere
a tutti coloro che non conoscono questa serie un approccio quanto
più incontaminato possibile.
Oh, n.d.r.: evidenzierò con un *** le figure
che, all'interno di ciascun gruppo, giocano un ruolo chiave nella
globalità della narrazione.
1. Gli "Altri"
***Tobias "Toby" Beecher
Prisoner number 97B412, Tobias Beecher. Convicted July 5, '97.
Driving while intoxicated, vehicular manslaughter. Sentence: 15
years. Up for parole in 4.
Detenuto numero 97B412, Tobias Beecher. Condannato
il 5 Luglio del '97. Guida in stato di ebbrezza e omicidio colposo.
Pena: 15 anni. In libertà vigilata non prima di 4.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x01 The Routine
- Il Paradiso]
Interpretato
da Lee
Tergesen, è il primo in assoluto ad essere
"schedato" ed è sicuramente tra i personaggi più
profondi e tormentati dell'intera serie. Avvocato di grido, d'estrazione
borghese, buon padre di famiglia (ha moglie e tre figli), finisce
dentro per aver investito e ucciso una bambina mentre guidava in
preda all'alcool. Totalmente impreparato all'universo del carcere,
il suo secondo giorno in cella viene stuprato dall'ariano Vern Schillinger
(vedi oltre) e costretto a diventare la sua "troietta"
(prag). Da qui avrà origine una terribile catena
di misfatti generati da un odio reciproco tanto profondo quanto
apparentemente inesauribile e insanabile. La metamorfosi fisica
e psichica che Beecher subisce attraverso gli anni di permanenza
a Oz - e che passa attraverso l'eroina, la violenza, l'alcool, l'omicidio,
il sesso fine a se stesso, e soprattutto attraverso la travagliata
storia d'amore con Chris Keller - è agghiacciante e spesso
rasenta la follia; e l'angoscia esistenziale che costantemente lo
accompagna lacerandogli l'anima è disarmante.
***Christopher "Chris" Keller
Prisoner number 98K514, Christopher Keller. Convicted June 16,
'98, felony murder, two counts attempted murder, assault with a
deadly weapon, robbery, driving while under the influence, reckless
driving. Sentence: 88 years. Up for parole in 50.
Detenuto numero 98K514, Christopher Keller.
Condannato il 16 Giugno del '98 per omicidio, duplice tentato omicidio,
aggressione a mano armata, rapina, guida in stato di ebbrezza, guida
pericolosa. Pena: 88 anni. In libertà vigilata non prima
di 50.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x04 Losing Your
Appeal - Fidati di me]
Pur
apparendo per la prima volta solo a metà della Seconda Stagione,
Chris Keller assume immediatamente i tratti del protagonista. Interpretato
da Christopher
Meloni (noto ai più per il suo ruolo in Law&Order
- SVU), incarna la sensualità maschile e insieme
un modello decisamente spregevole di essere umano: soprannominato Killer
Keller dallo stesso Beecher, non esita a farsi giustizia da solo
né a superare qualsiasi possibile limite "morale" in
nome di una distorta mania di onnipotenza che - sostenuta dall'irresistibile
fascino che riesce a esercitare praticamente su chiunque, sorella Peter-Marie
compresa - rivelerà un potenziale distruttivo (in tutti i sensi,
fisico, psicologico, personale e relazionale) praticamente senza fondo
e capace di colpire nelle più svariate direzioni. Più volte
definito "predatore del sesso", è proprio sul sesso e
sulla propria capacità di far innamorare di sé le persone
che basa principalmente tutte le sue mosse; da libero si è sposato
e ha divorziato quattro volte, ed ha avuto parecchie avventure omosessuali,
tre delle quali seguite dall'omicidio (non sostenuto da prove) dell'amante
di turno. Ma la storia con Tobias Beecher si scoprirà essere per
lui molto più significativa e problematica del previsto.
***Augustus Hill
Prisoner number 95H522, Augustus Hill. Convicted November 6,
'95. Possession of illegal substances, murder in the second degree.
Sentence: life imprisonment. Up for parole in twenty years.
Detenuto numero 95H522, Augustus Hill. Condannato
il 6 Novembre del '95. Possesso di sostanze illegali e omicidio
di secondo grado. Pena: carcere a vita. In libertà vigilata
non prima di 20 anni.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal
and Otherwise - Vincoli matrimoniali]
Sì,
è sempre lui, il nostro Augustus (interpretato, l'abbiamo già
detto, da Harold
Perrineau Jr.). Assai più "umano" e
più vicino a noi di molti altri detenuti di Oz, ma anche lui senza
ombra di dubbio colpevole e - come tutti gli altri - senza ombra di dubbio
toccato dall'onda di disperazione che tende a spingere tutti nella direzione
opposta alla redenzione. L'ergastolo - ha modo di dirlo lui stesso in
uno dei suoi tanti interventi come narratore - costringe il condannato
a cambiare radicalmente il punto di vista con cui si guarda alla vita;
Augustus - complice il fatto che è costretto su una sedia a rotelle
- è forse l'unico tra tutti i detenuti che veramente arriva a sentire
Oz come una casa, come l'unica casa ipotizzabile nella
propria esistenza, nonstante abbia la possibilità - per quanto
molto lontana - della libertà vigilata. Stando a Oz, in effetti,
ha avuto modo di liberarsi dalla dipendenza da crack, di analizzare approfonditamente
i propri crimini e di giungere a un sincero pentimento; il suo ruolo allegorico
di "coscienza collettiva", tra l'altro, lo pone costantemente
super partes sia a livello metaforico che reale, scatenando la
nostra totale e disinteressata comprensione nei suoi confronti. Nel suo
ruolo di narratore, poi, Augustus veste i panni di una serie infinita
di personaggi, famosi e non, e ci appare nelle situazioni più polimorfe:
è tramite tali attimi di pura e sagace ironia che si stempera a
tratti la durezza del contesto reale. Qui
una carrellata.
Robert "Bob" Rebadow
Prisoner number 65R814, Robert Rebadow. Convicted September
9, '65. Murder in the first degree. Sentence: death, commuted to
life.
Detenuto numero 65R814, Robert Rebadow. Condannato
il 9 Settembre del '65. Omicidio di primo grado. Pena: la morte,
commutata in ergastolo.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers
- Rivolta]
Insieme
a Busmalis "La Talpa", con cui condivide l'acquario a
partire dalla Seconda Stagione, Bob Rebadow è uno dei due
"vecchietti" del Paradiso e uno tra i personaggi più
toccanti e umani di OZ. Si trova a Oz
da 35 anni, da 35 anni non vede la luce del sole e la sua è
una storia che ha del miracoloso: ex architetto, condannato a morte
per aver ucciso a sangue freddo un cliente colpevole di aver denigrato
un suo progetto, ebbe salva la vita in extremis grazie
a un blackout che mise fuori uso la sedia elettrica proprio al momento
della sua esecuzione. Da allora, sostiene di parlare con Dio e di
avere numerose premonizioni; fuori dal carcere ha un figlio e un
nipote che non ha mai visto e che lo credono morto da decenni. È
interpretato da George
Morfogen.
Agamemnon "La Talpa" Busmalis
Prisoner number 98B242, Agamemnon Busmalis, a.k.a. The Mole.
Convicted May 10, '98, grand theft larceny, breaking and entering.
Sentence: 10 years. Up for parole in 4.
Detenuto numero 98B242, Agamemnon Busmalis, alias La Talpa. Condannato
il 10 Maggio del '98 per furto con scasso. Pena: 10 anni. In libertà
vigilata non prima di 4.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x03 Great Men -
I grandi del millennio]
Di
chiara ascendenza greca, è l'unico
- in fondo - vero "buono" di OZ,
incapace di compiere (almeno direttamente) qualsiasi genere di atto
violento nei confronti di chiunque. Rubicondo, un po' tontolone,
sempre pronto alla battuta, quello che più gli piace fare
nella vita è scavare gallerie (principalmente per raggiungere
caveau di banche), che tratta come se fossero donne bellissime
e degne di ogni possibile attenzione. Una passione che Oz non gli
farà passare; ma a parte questo, il buon Busmalis (interpretato
da Tom
Mardirosian) gode della totale (o quasi) indifferenza
da parte di tutti gli altri detenuti, Rebadow escluso (il loro rapporto
d'amicizia si farà via via più intenso). Ci appare
quasi fuori posto in un luogo crudo e spietato come Oz, e la sua
solare ingenuità ce lo rende simpatico fin dalla sua prima
apparizione.
Omar White
Prisoner number 01W711, Omar White. Convicted January 4, 2001,
murder in the first degree. Sentence: 75 years. Up for parole in
20.
Detenuto numero 01W711, Omar White. Condannato
il 4 Gennaio 2001, omicidio di primo grado. Pena: 75 anni. In libertà
vigilata non prima di 20.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x09 Medium Rare
- Media in gabbia]
Detenuto
a Oz dalla metà della Quarta Stagione in poi (e interpretato
da Michael
Wright), è il classico "schizzato",
costantemente in balia di qualsiasi droga sia in grado di procurarsi
e costantemente coinvolto in risse scatenate dalla sua totale incapacità
di resistere alle provocazioni e dalla sua tendenza ad essere facilmente
plagiato. "Prescelto" da Tim McManus (il direttore del
Paradiso), che ne fa il suo personale "tentativo di redenzione
ad ogni costo", Omar instaura con lui un rapporto ossessivo
e stressante, al limite della psicopatia; saranno estremamente ardui
gli sforzi (cui parteciperà anche il leader musulmano Kareem
Said) per per cercare di raddirzzarlo.
2. I Musulmani
***Kareem Said
Prisoner number 97S444, Kareem Said a.k.a. Goodson Truman. Convicted
June 6, '97. Arson in the second degree. Sentence: 18 years. Eligibile
for parole in 5.
Detenuto numero 97S444, Kareem Said, alias
Goodson Truman. Condannato il 6 Giugno del '97. Incendio doloso
aggravato. Pena: 18 anni. In libertà vigilata non prima di
5.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x01 The Routine
- Il Paradiso]
Kareem
Said, Imam dei Musulmani di Oz (interpretato dal grandissimo Eamonn
Walker). Personaggio di calibro immenso, forse il più
grande dell'intera serie. Per innumerevoli ragioni, ma prima fra tutte
per il fatto che attraverso di lui, attraverso la sua fede totale e illuminata
nel potere e nel volere di Allah, l'Islam ci viene presentato come l'unica
religione veramente votata alla non violenza, al perseguimento dei diritti
umani in senso globale, alla lotta per quanto possibile pacifica
in nome solo e sempre di una giustizia superiore. È qualcosa che
lascia meravigliosamente perplessi in una serie nata, scritta e trasmessa
nell'America immediatamente precedente, contemporanea e immediatamente
successiva all'11 settembre. Credo che ciò sia indice di un coraggio
e di una chiarezza di intenti senza precedenti, per un serial americano
almeno. Ed è uno dei motivi principali per cui, a mio modesto parere,
OZ va veramente considerato un capolavoro unico
nel suo genere. Said è poi uomo di fine cultura, autore di pubblicazioni,
personaggio ben noto ai media, perfettamente conscio del potere che gli
deriva dal proprio carisma e quindi di fondamentale importanza all'interno
dei giochi di potere costantemente in atto a Oz: il direttore stesso del
carcere, Leo Glynn, cerca di assicurarsi immediatamente la sua collaborazione,
e in innumerevoli occasioni l'intervento di Said si rivelerà determinante.
Ma Oz non risparmierà nemmeno lui: anzi, il suo travaglio interiore,
religioso, ideologico e morale giungerà a sfiorare la disperazione
assoluta.
Zahir Arif
Prisoner number 97A622, Zahir Arif a.k.a. Jerome Van Dyke. Convicted
March 12, '97. First degree assault and possession of stolen goods.
Sentence: 18 Years. Up for parole in 7.
Detenuto numero 97A622, Zahir Arif, alias
Jerome Van Dyke. Condannato il 12 Marzo del '97. Aggressione di
primo grado e possesso di beni rubati. Pena: 18 anni. In libertà
vigilata non prima di 7.
È
il fedele braccio destro di Kareem Said, ma è molto più
integralista del suo stesso Imam; interpretato da Granville
Adams, fatica a comprendere e ad accettare la visione
così cara a Said di "un bene e una giustizia globali proiettati
oltre l'identità etnica e religiosa". Ciò lo porterà
in più occasioni a dubitare del suo Ministro di fede, fino ad arrivare
a rinnegarlo; processo che comunque non intaccherà mai la sua lealtà
e il suo profondo senso etico, consentendogli di raggiungere piena autocoscienza
e consapevolezza.
Kevin "Supreme Allah" Ketchum
Prisoner number 00K251, Kevin Ketchum, a.k.a. Supreme Allah.
Convicted March 22nd, 2000, murder in the second degree. Sentence:
25 years. Up for parole in 10.
Detenuto numero 00K251, Kevin Ketchum, alias
Supreme Allah. Condannato il 22 Marzo del 2000 per omicidio di secondo
grado. Pena: 25 anni. In libertà vigilata non prima di 10.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x05 Gray Matter
- Materia grigia]
Membro
del cosiddetto "Cinque per Cento", Supreme Allah
(interpretato da Lord
Jamar) è un musulmano completamente sui
generis: lui e gli altri appartenenti alla sua setta sono convinti
che il 5% dei neri siano illuminati da luce divina che permette
loro di comprendere il supremo significato della vita, che l'uomo
nero sia diretta incarnazione di Dio e il bianco di Satana. Ma come
sintetizza perfettamente Chris Keller, in realtà "sono
come i Musulmani, solo che fumano erba, spacciano droga, fanno tutto
quello che devono fare". La scomoda presenza di Supreme Allah
(a Oz dalla Quarta Stagione) creerà non pochi problemi a
Said e alla comunità musulmana "ortodossa".
3. Gli Ariani
***Vernon "Vern" Schillinger
Prisoner number 92S110, Vernon Schillinger. Convicted October
21, '92. Aggravated assault in the first degree. Sentence: 8 years.
Up for parole in 5.
Detenuto numero 92S110, Vernon Schillinger.
Condannato il 21 Ottobre del '92. Aggressione aggravata di primo
grado. Pena: 8 anni. In libertà vigilata non prima di 5.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers
- Rivolta]
Altro
elemento fondamentale nella definizione degli equilibri di potere all'interno
di Oz, Vern Schillinger, capo della Fratellanza Ariana, è l'incarnazione
deviante dei più ignobili e radicali "ideali" della destra
nazista: razzismo spietato, superiorità incondizionata della razza
ariana, intolleranza a qualsiasi livello e nei confronti di qualsiasi
minoranza, non ultima quella degli omosessuali dichiarati (ma proprio
Schillinger e i suoi non si fanno alcun problema a commettere i più
frequenti atti di stupro sui detenuti più giovani). A tal punto
vengono esasperati tali "ideali" nell'hortus conclusus
che è Oz, da esplodere in delitti di efferatezza inumana. E inumano
ci appare anche Schillinger, seraficamente sereno nella sua ferocia, la
cui ineffabilità viene intaccata soltanto superficialmente dalla
preoccupazione per due figli che lo hanno praticamente rinnegato e dall'inatteso
arrivo di una nipotina. In realtà, la scorza che avvolge questo
personaggio (interpretato da un altro grande, J.K.
Simmons, che molti conosceranno per i ruoli avuti in
numerosissimi serial - The Closer e Law&Order,
solo per fare due nomi) resta impenetrabile; l'odio razziale che la cementa
si scatenerà in primis contro i Musulmani (e soprattutto contro
Kareem Said) e gli Afro, ma Schillinger non risparmierà nessuno
che minacci la sua supremazia personale o il suo orgoglio o la sua sete
di vendetta (in primo luogo nei confronti di Beecher).
James Robson
Prisoner number 97R492, James Robson. Convicted November 7th,
1997, murder in the first degree, assault. Sentence, life. Up for
parole in 25 years.
Detenuto numero 97R492, James Robson. Condannato
il 7 Novembre '97, omicidio di primo grado e aggressione. Pena:
carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 25 anni.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 5x06 Variety - Varietà]
Per
lungo tempo ombra di Vern Schillinger, è detenuto nel Braccio
B (quindi non in Paradiso), il braccio dei cosiddetti "Normali"
(Gen Pop), in cui a un certo punto sarà trasferito
anche Schillinger. Nazi più per puro istinto alla violenza
che per reali convinzioni ideologiche, non mostra mai alcuna esitazione
quando si tratta di passare alle vie di fatto, sia che ciò
implichi l'uccisione di qualcuno, sia che ci sia in ballo la violenza
sessuale su qualche nuovo arrivato. Ma dovrà fare i conti
- a livello esclusivamente personale - con una realtà che
gli si rivolterà ferocemente contro, trasformandolo in modo
paradossale da carnefice in vittima. Lo interpreta R.E.
Rodgers, altro attore ben noto ai serial americani.
4. Gli Afro
***Simon Adebisi
Prisoner number 93A234, Simon Adebisi. Convicted May 2, '93.
Murder in the first degree. Sentence: life in prison without the
possibility of parole.
Detenuto numero 93A234, Simon Adebisi. Condannato
il 2 Maggio del '93. Omicidio di primo grado. Pena: carcere a vita.
In libertà vigilata: mai.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x08 A Game of Checkers
- Rivolta]
Un
altro colosso della serie, in senso fisico e non, interpretato da
un altro grandissimo attore, Adewale
Akinnuoye-Agbaje, a noi tutti noto per aver incarnato
il magnifico Mr. Eko di Lost - ma a mio
parere insuperabile proprio nel ruolo di Adebisi. Reso inconfondibile
dal copricapo portato in modo improbabile sulla testa completamente
rasata, Adebisi è per lungo tempo il leader indiscusso della
comunità Afro in Paradiso e insieme a Siciliani e Latinos
ha il controllo del traffico di droga. Tossicomane, pluriomicida,
inesorabile nel sottomettere sessualmente i giovani detenuti neri
appena arrivati a Oz, è tra i più irriducibili sostenitori
della propria identità razziale: "Loro non sono come
me," giunge a dire a proposito degli altri neri americani
del Paradiso. "Io sono Africano". Personaggio
di spessore immenso, è destinato a scontrarsi - paradossalmente
in nome degli stessi ideali, vale a dire la dignità e la
salvezza del popolo africano - con l'altro colosso della serie idealmente
situato ai suoi antipodi, Kareem Said, per il quale Adebisi nutre
un bruciante e contrastato sentimento di rispetto/rivalità,
ammirazione/disprezzo, amore/odio. In tutto ciò che fa, Adebisi
è guidato dal devastante fuoco che ha dentro e che - costretto
per la vita entro le mura di Oz - non ha sufficiente spazio per
sfogare; ha addosso la fierezza di un leone, ma è un leone
in gabbia; trasuda la potenza di un sovrano, ma la sua unica prospettiva
in termini di regno è l'Inferno.
***Burr Redding
Prisoner number 01R289, Burr Redding. Convicted January 11,
2001. Murder in the first degree, seven counts of attempted murder.
Sentence: life, without the possibility of parole.
Detenuto numero 01R289, Burr Redding. Condannato
l'11 Gennaio 2001. Omicidio di primo grado e sette tentati omicidi.
Pena: carcere a vita. In libertà vigilata: mai.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x10 Conversions
- Clandestini a Oz]
L'arrivo
di Redding (interpretato da Anthony
Chisholm) - poco dopo la metà della Quarta Stagione
- segna per così dire una "nuova epoca" nella storia
della comunità Afro a Oz. Personaggio ormai di una certa età,
ma proprio per questo (e per l'"esperienza nel e sul campo"
che ne deriva) estremamente determinato nell'acquisire un immediato ruolo
di leader soprattutto nel traffico di droga, ha alle spalle una storia
che lo segna molto più profondamente dei suoi compagni di prigionia
più giovani. Infanzia nel ghetto, spaccio, crimini di ogni genere
fin dalla più giovane età, guerra in Vietnam, rientro in
patria e nella criminalità, numerosi arresti. Ma soprattutto, essendo
grandissimo amico e commilitone del padre di Augustus Hill caduto in guerra,
al suo ritorno lo ha sostituito e ha preso sotto la propria pericolosa
ma amorevole ala il piccolo Augustus, istradandolo sulla via del crimine.
Il rapporto tra i due, che si ritrovano a Oz dopo anni, si rivelerà
subito determinante sia per l'esistenza dell'uno che per quella dell'altro.
Arnold "Il Poeta" Jackson
Prisoner number 96J332, Arnold Jackson, a.k.a. Poet. Convicted
February 15, '96, armed robbery, attempted murder, possession of
a deadly weapon. Sentence: 16 years. Up for parole in 9.
Detenuto numero 96J332, Arnold Jackson, alias
Il Poeta. Condannato il 15 Febbraio del '96 per rapina a mano armata,
tentato omicidio e detenzione di arma da fuoco. Pena: 16 anni. In
libertà vigilata non prima di 9.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x02 Ancient Tribes
- Antiche Tribù]
Tra
i detenuti è forse quello che si trova ad avere a portata di mano
le maggiori speranze di redenzione, anche se non vi dirò né
in che modo né con che esito. Anche lui tossicodipendente cronico,
anche lui fedele gregario del leader di turno della sua comunità,
è tuttavia dotato di un dono che gli permette di spiccare tra gli
altri suoi compagni di sventura: la vocazione per la poesia, che "scrive"
principalmente attraverso incomprensibili schizzi e che puntualmente declama
dal palco della mensa durante la colazione, il pranzo o la cena. L'attore
che lo interpreta, muMs,
è guardacaso un poeta anche nella vita reale. Un estratto della
sua opera in OZ? Eccolo qui (nella traduzione
mi sono concessa qualche licenza poetica, cercando di mantenere il più
possibile le rime, n.d.r.).
Too many
prisons and not enough schools
Too many weapons and not enough tools
Not enough teachers, too many fools
But me, I'm from where fights is born
I'm from where nights is dawn
I'm from the ingredients spit from the sun
I formed an allegience with the number one
The letter A, the beginning of the day
The way, the wisdom, the wish, the will
The river, the tree, the try, the trek
The rub of the neck
The ball of the foot
The back of the thigh
The glimmer of their eye
Appeared at what it's intrigued by
Tried by what it's believed by
I have taken on the likeness of love
The harbor of hate
The hell of here
And the wonder of the whereafter
I've discerned the disaster
And drank Dom Perignon and armagedd-ion
I have drank the sacred ambrosia
Housed in the chalice of the rebellion
Cherubim, disguised as quarter juices
I have died toothless and been reborn
144,000 times
I've got 144,000 rhymes
for every brain cell
But I waste away in a cell. |
Troppe prigioni
e troppo poche scuole
Troppe armi e troppo poche parole
Troppo pochi insegnanti, troppi deficienti
Tranne me, io vengo da dove nascono le lotte
Io vengo da dove l'alba è la notte
Degli ingredienti del sole io non ne ho nessuno
Ho fatto un'alleanza con il numero uno
L'inizio del giorno, la lettera A
La via, la saggezza, la voglia, la volontà
Il fiume, l'albero, la prova, il cammino
Il massaggio al coppino
Il bozzo sotto il piede
Il crampo alla coscia
Il barlume nei loro occhi
Ho preso parte a quanto si intrigava
Tentato da ciò in cui si credeva
Ho indossato l'apparenza dell'amore
L'àncora del rancore
Il presente infernale
E il futuro angelicale
Ho sentito il disastro
Ho bevuto Dom Perignon e armagedd-ion
Ho bevuto la sacra ambrosia
Offertami nel calice dell'Angelo
ribelle, mascherata da succo di frutta
Sono morto sdentato e sono resuscitato
in 144.000 circostanze
Ho 144.000 assonanze
per ogni cellula che il cervello abbia
Ma mi butto via qui, in una gabbia.
|
[Detenuto
#96J332, Arnold Jackson alias Il Poeta, OZ,
2x05 Family Bizness - Affari di famiglia]
Kenny
"Bricks" Wangler
Prisoner number 97W566, Kenneth Wangler. Yeah, boy! Sixteen years
old tried as an adult. Convicted July 6, '97. Murder in the first degree.
Sentence: 20 years. Up for parole in 6.
Detenuto numero 97W566, Kenneth Wangler. Eggià,
ragazzi! Sedici anni e processato come un adulto. Condannato il 6 Luglio
del '97. Omicidio di primo grado. Pena: 20 anni. In libertà vigilata
non prima di 6.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin'
- In affari con Dio]
Un
tipico esempio di gioventù bruciata, potremmo dire. A soli
16 anni omicida, spacciatore, tossicomane e anche già padre
di un bambino. L'atteggiamento di Kenny (interpretato da J.D.
Williams) lungo tutta la sua permanenza a Oz è
quello tipico dei teppistelli della sua età ed è un
misto di arroganza, di brama di dimostrarsi "uomo" ad
ogni costo, di desiderio incontenibile d'essere considerato un "boss"
della mala nonostante sia ancora un ragazzino; il tutto condito
da quella distorta aura pericolosamente "giocosa" che
normalmente accompagna chi non si rende conto di non avere i mezzi
effettivi per gestire situazioni molto più grandi di lui.
Situazioni con cui, inevitabilmente, finirà per doversi scontrare.
Jefferson Keane
Prisoner number 97K186, Jefferson Keane. Convicted May 14, '97.
Two counts murder in the first degree. Sentence: life imprisonment
without the possibility of parole.
Detenuto numero 97K186, Jefferson Keane. Condannato
il 14 Maggio del '97. Duplice omicidio di primo grado. Pena: carcere
a vita. In libertà vigilata: mai.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal
and Otherwise - Vincoli matrimoniali]
Una
delle tante "meteore" di OZ.
Ma anche una delle più intense, a livello di approfondimento
psicologico. Jefferson Keane (interpretato dal bravissimo - e bellissimo
- Leon)
è il leader iniziale della comunità Afro in Paradiso;
anche lui ergastolano apparentemente spietato, in realtà
si rivela subito avvolto da un disarmante alone di disincanto, di
amarezza cosmica, di frustrazione. Il suo percorso di ricerca interiore
verso un appagamento etico, ideologico e religioso che sia in grado
di dargli sollievo dal devastante rimorso per i delitti commessi,
e che si esaurisce in pochissimi episodi, è tra i più
profondi e significativi dell'intera serie. È a questo personaggio
che viene affidato il primo tragico messaggio di denuncia nei confronti
di un sistema giudiziario che nella sua cieca intransigenza giunge
spesso a commettere misfatti ben più gravi di quelli che
si vanta di punire.
5. I Siciliani
***Nino Schibetta
Prisoner number 95S604, Nino Schibetta. Convicted December 12,
'95. Two counts conspiracy to commit murder. Sentence: 120 years.
Up for parole in 70.
Detenuto numero 95S604, Nino Schibetta. Condannato
il 12 Dicembre del '95. Due accuse come mandante di omicidio. Pena:
120 anni. In libertà vigilata non prima di 70.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x02 Visits, Conjugal
and Otherwise - Vincoli matrimoniali]
Altro
personaggio di grande intensità, interpretato da un attore
che non ha bisogno di presentazioni: Tony
Musante. È il boss dei Siciliani ad inizio
serie ed ha tutte le caratteristiche peculiari del classico "uomo
d'onore": gestisce con impeccabile maestria tutti i traffici
illegali che avvengono dentro il Paradiso e dal Paradiso governa
le mosse della Famiglia all'esterno; è il vero padrino,
criminale spietato e insieme perfetto gentiluomo, sostenuto da un'etica
ferrea e inesorabile; non si sporca mai direttamente le mani, ma
assiste dall'alto e con imperscrutabile freddezza ad ogni misfatto
da lui ordinato; gode di enorme rispetto presso tutti gli altri
detenuti ("Noi non ammazziamo gli uomini d'onore", dirà
Jefferson Keane a Ryan O'Reily che tenta di convincerlo a far fuori
un membro del clan dei Siciliani, Dino Ortolani) e perfino presso
i membri dello Staff Direttivo, Direttore Glynn e Tim McManus in
primis. Tutto ciò che avviene in Paradiso deve passare
attraverso di lui e sotto la sua guida i Siciliani godono di una
supremazia praticamente incondizionata.
***Chucky "Il Duro" Pancamo
Prisoner number 97P468, Charles Pancamo, a.k.a. Chucky The Enforcer.
Convicted June 4, 1997. Murder in second degree. Sentence: 35 years.
Up for parole in 15.
Detenuto numero 97P468, Charles Pancamo, alias
Chucky Il Duro. Condannato il 4 Giugno del '97. Omicidio di secondo
grado. Pena: 35 anni. In libertà vigilata non prima di 15.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 5x02 Laws Of Gravity - Forza di gravità]
Subentrato
alla guida dei Siciliani in seguito a vicissitudini varie, non ha
affatto i tratti caratteristici del padrino - in realtà,
dopo Nino Schibetta nessun altro vestirà a tutti gli effetti
tali panni -, ma piuttosto quelli del mafioso "di nuova generazione",
killer determinato, veramente duro nell'aspetto e nei modi,
emotivamente inaridito, in apparenza incapace di provare qualsiasi
genere di sentimento, pronto ad eseguire senza battere ciglio gli
ordini della Famiglia che giungono dall'esterno. Interpretato
da Chuck
Zito, rispetto agli altri detenuti ci appare quasi
del tutto immune all'influsso distruttivo di Oz; ma anche per lui
arriveranno tempi per così dire "di riflessione",
a cominciare dal momento in cui sarà costretto a fronteggiare
la brama di potere di Simon Adebisi.
Antonio Nappa
Prisoner number 98N744, Antonio Nappa. Convicted June 4, '98,
murder in the second degree. Sentence: 80 years. Up for parole in
50.
Detenuto numero 98N744, Antonio Nappa. Condannato
il 4 Giugno del '98 per omicidio di secondo grado. Pena: 80 anni.
In libertà vigilata non prima di 50.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x07 Animal Farm
- Nella vecchia fattoria]
Anch'egli
ben noto e assai "rispettato" boss della mafia, assume
per un periodo limitato il controllo delle operazioni in Paradiso,
dopo l'"Era Schibetta" e prima dell'"Era Pancamo".
Più vicino negli atteggiamenti e nel modo di "gestire
gli affari" al "modello Nino" (anche perché,
vista la sua età, è un boss di vecchia generazione),
si troverà però di fronte - suo malgrado - a una situazione
talmente inaspettata e per lui inconcepibile da costringerlo a cambiare
radicalmente "prospettive esistenziali", tanto da andare
incontro a conseguenze davvero impensabili. Lo interpreta un altro
attore dalla fulgida carriera, Mark
Margolis.
Peter Schibetta
Prisoner number 98S112, Peter Schibetta. Convicted May 19, '98,
five counts of extortion, money laundering. Sentence: 35 years.
Up for parole in 20.
Detenuto numero 98S112, Peter Schibetta. Condannato
il 19 Maggio del '98: Cinque accuse di estorsione e riciclaggio
di denaro sporco. Pena: 35 anni. In libertà vigilata non
prima di 20.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x02 Ancient Tribes
- Antiche Tribù]
Figlio
di Nino (e interpretato da Eddie
Malavarca), arriva a Oz in un momento di profonda
crisi all'interno del clan dei Siciliani. È lontanissimo
dalla "statura" del padre, e ancora molto giovane; appare
immediatamente evidente la sua incapacità di controllare
la situazione sotto tutti i punti di vista: gestione del traffico
di droga, delle relazioni con gli altri gruppi di detenuti, dei
rapporti con lo staff direttivo (e soprattutto con Glynn). Un vago
alone di celato compatimento nei suoi confronti - trattenuto soltanto
dalla consapevolezza delle nobili ascendenze paterne - non tarda
a trasparire inesorabile dai volti di Pancamo e degli altri ogni
volta che Peter tenta di prendere una decisione; invano Peter cercherà
di mascherare la propria totale inadeguatezza adottando un atteggiamento
carico di arroganza e presunzione. La cosa inevitabilmente finirà
per giocare contro di lui, con conseguenze disastrose.
6. Gli Irandesi
***Ryan O'Reily
Prisoner number 97P904, Ryan O'Reily. Convicted July 12, '97.
Two counts of vehicular manslaughter, five counts of reckless endangerment,
possession of controlled substances, criminal possession of a weapon,
parole violation. Sentence: Life imprisonment. Up for parole in
12 years.
Detenuto numero 97P904, Ryan O'Reily. Condannato
il 12 Luglio del '97. Duplice omicidio volontario, cinque accuse
per guida pericolosa in stato di ebbrezza, possesso di danaro sporco,
uso illecito di arma da fuoco, violazione della libertà vigilata.
Pena: carcere a vita. In libertà vigilata non prima di 12
anni.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin'
- In affari con Dio]
Altro
perno fondamentale nell'intreccio narrativo della serie, Ryan O'Reily
(irlandese nero, come lui stesso fieramente sostiene) ci
si presenta subito - in fortissimo contrasto con il suo angelico
aspetto esteriore - come il più subdolo, infido, maligno
macchinatore di intrighi di tutto il Paradiso. In nome della propria
sopravvivenza a Oz è disposto a ordire le trame più
sordide, a stringere le alleanze più ambigue e a sguazzare
in un persistente doppio gioco, senza esitare a ingannare, tradire,
uccidere (ma solo in un'occasione con le sue stesse mani) chiunque
minacci la sua personale sicurezza, presunti alleati e presunti
amici compresi. È grazie a lui che molte lotte si scatenano
a Oz, ed è grazie a lui che parecchi abitanti del Paradiso
perdono la vita. Eppure, nonostante la sua radicale assenza di fiducia
nei confronti di chiunque a parte se stesso, due persone riescono
a scatenare in Ryan (interpretato da Dean
Winters) sentimenti di una profondità inimmaginabile
e di una sincerità che rasenta la disperazione: l'amatissimo
"fratellino" ritardato, Cyril, e l'oggetto del suo amore
cosmico e incondizionato, la dottoressa del carcere Gloria Nathan.
Cyril O'Reily
Prisoner number 98P284, Cyril O'Reily. Convicted July 1, '98,
murder in the first degree. Sentence: life. Up for parole in 60
years.
Detenuto numero 98P284, Cyril O'Reily. Condannato
il 1 Luglio del '98 per omicidio di primo grado. Pena: carcere a
vita. In libertà vigilata non prima di 60 anni.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x06 Strage Bedfellows
- Compagni di letto]
Fratello
minore di Ryan, Cyril è interpretato da Scott
William Winters, fratello di Dean anche nella realtà.
A causa di un violento trauma cranico subito qualche anno prima dell'incarcerazione,
Cyril si trova ora in una condizione irreversibile di ritardo mentale
che lo rende non più "maturo" di un bambino di 5 anni.
Vede in Ryan il suo Faro di Alessandria e si aggrappa a lui disperatamente,
incondizionatamente, obbedendo ciecamente a qualsiasi sua imposizione
e confidando totalmente (e con ragione) nella sua protezione. Creatura
completamente indifesa all'interno di un universo spietato che oltrepassa
ogni sua possibilità di comprensione, al suo arrivo a Oz Cyril
viene immediatamente stuprato da Schillinger e i suoi; segnato in modo
irrimediabile da questa esperienza e del tutto privo dei mezzi per affrontare
la vita a Oz - nonostante l'impegno del fratello e nonstante gli innumerevoli
tentativi di terapia della psicologa del carcere, sorella Peter-Marie
-, le sue condizioni mentali subiranno un lento ma inesorabile processo
di deterioramento. Attraverso Cyril ci verrà offerto inoltre un
altro esempio di quali aberrazioni può raggiungere lo snaturato
sistema giudiziario americano.
Timothy "Timmy" Kirk
Prisoner number 96K423 Timothy Kirk. Convicted April 16, 1996,
manslaughter, endangering the welfare of a child. Sentence, 12 years.
Up for parole in 7.
Detenuto numero 96K423 Timothy Kirk. Condannato
il 16 aprile del '96 per abbandono di minore e omicidio preterintenzionale.
Pena: 12 anni. In libertà vigilata non prima di 7.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x11 Revenge Is
Sweet - Dolce vendetta]
Personaggio
"in ombra" per gran parte della prima metà della
serie, Timmy Kirk comincia ad emergere e ad acquistare peso nello
schema della narrazione con l'arrivo a Oz del reverendo Jeremiah
Cloutier, pastore protestante, che ne farà subito uno dei
suoi adepti. L'illuminazione divina che sembra colpire il giovane
Timmy (interpretato da Sean
Dugan) facendolo deviare dal cattolicesimo non
tarderà ad evolversi in distorta ossessione, con conseguenze
letteralmente inimmaginabili e mettendo a dura prova perfino l'integrità
morale e religiosa del cappellano del carcere, padre Ray Mukada.
Attraverso le parole e le azioni di Timmy Kirk e attraverso quanto
tali parole e azioni scateneranno, sarà lanciata una delle
più pesanti denunce nei confronti della religione cristiana
la quale, sia essa cattolica o protestante, spesso non differisce
in nulla rispetto ad altre professioni di fede considerate integraliste
e violente per antonomasia.
7. I Latinos
***Miguel Alvarez
Prisoner number 97A413, Miguel Alvarez. Convicted February 3,
'97. Assault with a deadly weapon, criminal mischief in the second
degree. Sentence: 15 years. Up for parole in 2.
Detenuto numero 97A413, Miguel Alvarez. Condannato
il 3 Febbraio del '97. Aggressione a mano armata e omicidio preterintenzionale
di secondo grado. Pena: 15 anni. In libertà vigilata non
prima di 2.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 1x03 God's Chillin'
- In affari con Dio]
Se
dovessi definire in due parole il percorso di Miguel Alvarez (interpretato
da Kirk
Acevedo, anche lui noto per numerose apparizioni in
Law&Order e parecchi altri serial - compreso
un altro capolavoro targato HBO, Band of Brothers)
attraverso sei stagioni di OZ, direi semplicemente
"senza speranza". È l'unico, insieme a Tobias Beecher,
a subire un processo metamorfico devastante, derivato dalla permanenza
in carcere e nonostante - al contrario del Beecher che fa il suo ingresso
a Oz - non sia affatto uno stinco di santo. Ma, sempre al contrario di
Beecher che nel bene e nel male vive dell'amore di e per Keller, Miguel
non ha nemmeno questo sostegno. Pur non essendosi macchiato di crimini
particolarmente gravi prima del suo arresto, finisce per invischiarsi
nelle situazioni più tragiche e sanguinose; leader dei Latinos
solo per pochissimo tempo, per una serie di ragioni che a dir poco hanno
dell'assurdo si vedrà ripudiato e minacciato dalla sua stessa gente;
in seguito a una reazione violentissima e del tutto ingiustificata nei
suoi confronti da parte del Direttore Glynn, dovrà subire per anni
le immotivate conseguenze del rancore di quest'ultimo. E tra tutti gli
abitanti di Oz è il solo che si ritroverà a vivere in un
mortale stato interiore di solitudine cosmica.
Raoul "El Cid" Hernandez
Prisoner number 98H498, Raoul Hernandez, a.k.a. El Cid. Convicted
July 10, '98, murder in the second degree. Sentence: 36 years. Up
for parole in 20.
Detenuto numero 98H498, Raoul Hernandez, alias
El Cid. Condannato il 10 Luglio del '98 per omicidio di secondo
grado. Pena: 36 anni. In libertà vigilata non prima di 20.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x06 Strange Bedfellows
- Compagni di letto]
Leader
indiscusso dei Latinos fuori e dentro Oz, in cui viene incarcerato
a metà della Seconda Stagione, Hernandez (interpretato da
Luis
Guzmán) è un personaggio che fatica
a suscitare simpatia. La rudezza dei suoi tratti somatici e del
suo comportamento, ma soprattutto la scena in cui ci viene presentato
e in cui intima allegramente a Miguel Alvarez (assegnatogli come
"angelo custode" e pronto a dimostrargli tutta la sua
devozione) di "levarsi dal cazzo perché è troppo
bianco per essere un latino", lo piazzano immediatamente ai
nostri occhi su un piano "di sospetto". E le cose non
miglioreranno, via via che il suo astio nei confronti dell'incolpevole
Miguel crescerà fino a trasformarsi in ossessione.
Enrique Morales
Prisoner number 00M871, Enrique Morales. Convicted April 6,
2000. Murder in the second degree. Sentence: 25 years, up for parole
in 15.
Detenuto numero 00M871, Enrique Morales. Condannato
il 6 Aprile del 2000. Omicidio di secondo grado. Pena: 25 anni.
In libertà vigilata non prima di 15.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x03 Bill Of Wrongs
- Il conto da pagare]
Leader
di tutt'altra pasta rispetto a Hernandez e detenuto a Oz da poco
dopo l'inizio della Quarta Stagione, Morales (che è interpretato
da David
Zayas) puntualizza immediatamente di non essere
il delinquente vecchio stampo: lui è altresì un vero
"uomo d'affari", che ama vestire Armani e navigare in
rete. Tale sua "moderna formazione culturale" risulterà
subito evidente dal suo modo di gestire le cose in Paradiso, dal
suo atteggiamento determinato ma quasi sempre "educato",
dalla sua "ampiezza di vedute" (in senso strettamente
affaristico, è ovvio) che bene o male arginerà la
crisi in atto all'interno del clan dei Latinos al suo arrivo a Oz.
Ma - come Pancamo - si troverà presto a dover fare i conti
con un Adebisi assetato di potere come non mai e - in seguito -
con le terribili conseguenze che la vita a Oz è in grado
di causare su chiunque.
8. I Bikers
Jaz Hoyt
Prisoner number 98H432, Jaz Hoyt. Convicted August 12, '98,
aggravated assault in the first degree. Sentence: 8 years. Up for
parole in 4.
Detenuto numero 98H432, Jaz Hoyt. Condannato
il 12 Agosto del '98 per aggressione aggravata di primo grado. Pena:
8 anni. In libertà vigilata non prima di 4.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x07 Animal Farm
- Nella vecchia fattoria]
È
il classico centauro, completamente ricoperto di tatuaggi, con la
bandana incollata sulla testa, rude e sempre pronto a menare le
mani, ma anche capace di organizzare una colletta per sostenere
un altro detenuto (Bob Rebadow, nella fattispecie) in grave difficoltà.
È l'unico che emerge all'interno del suo gruppo (schierato
di base sempre dalla parte di Vern Schillinger e della Fratellanza
Ariana) e il suo percorso - soprattutto psicologico - all'interno
di Oz passerà, anche qui (come per Timmy Kirk) complice la
presenza del reverendo Cloutier, dalla pur violenta e comunque distorta
"normalità" a uno stadio che definire di psicosi
schizoide non è affatto esagerato. L'interprete di Hoyt,
Evan
Seinfeld, è meglio noto per essere bassista
e vocalist in diverse band hardcore/metal (tra cui i Biohazard)
e se sfogliate la sua gallery su IMDB scoprirete che - almeno esteriormente
- è identico al suo personaggio.
9. I Cristiani
Reverendo Jeremiah Cloutier
Prisoner number 00C966, Jeremiah Cloutier. Convicted December
27, 2000, embezzlement and petty larceny. Sentence, 9 years. Up
for parole in 5.
Detenuto numero
00C966, Jeremiah Cloutier. Condannato il 27 Dicembre 2000 per appropriazione
indebita e furto con scasso. Pena: 9 anni. In libertà vigilata
non prima di 5.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 4x10 Conversions
- Clandestini a Oz]
Figura
a dir poco bizzarra all'interno del già sufficientemente complesso
universo di Oz. Pastore protestante dotato di poteri di guaritore, evangelizza
via etere ed è quindi personaggio arcinoto ai media e molto benestante;
arrestato per appropriazione indebita dei beni della sua congregazione,
arriva a Oz a metà della Quarta Stagione. Abituato all'interazione
con il pubblico e fermamente convinto del proprio "stato di elezione",
Cloutier (interpretato nientemeno che da Luke
Perry) è in grado di sedurre in breve tempo una
grossa fetta dei detenuti del Paradiso. Nella sua crociata in nome di
quello che considera il "vero cristianesimo", però, è
accecato da un'eccessiva fiducia nel "potere di Cristo" e non
si rende conto di due cose: primo, il suo operato rischia di dare vita
ad un assurdo quanto pericoloso "conflitto di interessi" tra
lui e il portavoce del cattolicesimo a Oz, padre Ray Mukada; secondo,
in un luogo come Oz il "potere di Cristo" e una forma così
"televisiva" di evangelizzazione funzionano esclusivamente finché
agiscono nell'interesse della "popolazione" e nello stesso tempo
possono scatenare forme di estremismo praticamente incontrollabili.
10. I Gay
Tra
i Gay, a parte Jason Cramer, Richie Hanlon
e Nat Ginzburg, i cui interventi sono comunque abbastanza
contenuti (per quanto significativi), non ci sono figure di spicco, né
personaggi che in qualche modo rivestano ruoli determinanti nell'intreccio
narrativo della serie. Ciò è dovuto al fatto che il gruppo
dei Gay (di cui fanno parte, ripetiamo, travestiti e omosessuali dichiarati)
ha pochissimo peso - se non addirittura nullo - nei giochi di potere che
si snodano all'interno di Oz e che sono gestiti da clan ben più
determinati, interessati e soprattutto forti. In ogni caso, per dare ulteriore
prova del fatto che in OZ tutto è
rivestito di particolare pregnanza, riporto questo breve dialogo tra il
suddetto Jason Cramer (lo vedete a destra nella foto con il suo amante)
e Kareem Said (che in quanto musulmano aborrisce l'omosessualità):
Jason Cramer: "Minister Said. May we talk?"
Kareem Said: "What is it that you and I could
possibly have to talk about?"
Jason Cramer: "Oh, you mean ‘cause I’m
queer and you Muslims consider homosexuality an abomination?"
Kareem Said: "Yes. There you have it."
Jason Cramer: "Would you say you're prejudiced
against me?"
Kareem Said: "No. I pray every day for your
kind to find the way to God."
Jason Cramer: "Seems to me that makes you
all the more prejudiced. I mean, I’m not going around asking
Allah to turn you into a faggot."
Jason Cramer: "Imam
Said. Possiamo parlare?"
Kareem Said: "Di che cosa potremmo mai parlare io
e te?"
Jason Cramer: "Oh, lo dici perché io
sono un finocchio e voi Musulmani considerate l'omosessualità
una cosa abominevole?"
Kareem Said: "Sì. Hai indovinato."
Jason Cramer: "Vuoi forse dire che sei prevenuto
nei miei confronti?"
Kareem Said: "No. Io prego ogni giorno perché
la tua razza ritrovi la luce di Dio."
Jason Cramer: "A me pare che questo ti renda
ancora più prevenuto. Perché io non vado in giro a
chiedere ad Allah di trasformarti in un frocio."
[OZ,
4x02 Obituaries - Necrologi]
11.
L'Isolamento
Insieme al Braccio della Morte, l'Isolamento è la sezione più
alienante di qualsiasi struttura penitenziaria. Temutissimo da tutti i
carcerati (il taglio netto e totale con qualsiasi possibilità di
contatto, spesso per periodi di tempo molto lunghi, conduce facilmente
alla degenerazione psicologica), a Oz ha tra i suoi ospiti fissi quei
detenuti che si rivelano completamente ingestibili in qualsiasi altro
contesto. Tra essi, oltre a William Giles che schederò qui sotto,
ricordo Greg Penders, personaggio sicuramente non fondamentale,
ma interpretato da un attore che merita come minimo di essere nominato,
John
Lurie [ricordate ad esempio "Down by
Law" ("Daunbailò"), "Paris,
Texas", "L'ultima tentazione di Cristo"
o "Il piccolo diavolo",
vero?].
William Giles
Prisoner number 58G714, William Giles. Convicted February 6,
1958, second degree murder. Sentenced to life. Up for parole in
60 years.
Detenuto numero 58G714, William Giles. Condannato
il 6 Febbraio del '58 per omicidio di secondo grado. Pena: carcere
a vita. In libertà vigilata non prima di 60 anni.
[Detenuto
#95H522 Augustus Hill, OZ, 2x03 Great Men -
I grandi del millennio]
È
un ometto gracile, ormai avanti con gli anni e in apparenza del tutto
innocuo, che - probabilmente proprio a causa della lunga permanenza in
Isolamento - da anni comunica solo attraverso singole parole spesso apparentemente
sconnesse. In realtà, va soggetto a fortissime crisi isteriche
e a violente ed improvvise alterazioni d'umore, che possono sfociare in
atti estremi nei confronti di chiunque si trovi nelle sue vicinanze. Considerato
"fuori di testa" da detenuti e Staff, che praticamente hanno
eretto un muro tra sé e lui, troverà in sorella Peter-Marie
l'unico appiglio con la realtà: sarà lei infatti che riuscirà
a penetrare quel muro e a leggere dietro lo slang incomprensibile che
esce dalla bocca di Giles (interpretato da Austin
Pendleton), facendo scoperte davvero insospettabili.
12. Il Braccio della Morte
***Shirley Bellinger
Prisoner number 97B642, Shirley Bellinger. Convicted December 6, 1997.
Murder In The First Degree. Sentence: Death.
Detenuta numero 97B642, Shirley Bellinger. Condannata
il 6 Dicembre del '97. Omicidio di primo grado. Pena: la morte.
Shirley
(la interpreta Kathryn
Erbe) è un personaggio che amo molto, un personaggio
per molti aspetti unico. Prima di tutto perché è l'unica
donna ad essere detenuta a Oz, in quanto è stata condannata a morte
e nessun carcere femminile dello Stato è dotato di strutture per
la pena capitale. È una giovane madre molto graziosa, dolce e sensuale,
ammantata di una serenità così eterea e distaccata da farla
sembrare una sorta di creatura fatata ed immortale. Invece, si è
macchiata del delitto più agghiacciante che si possa immaginare:
ha ucciso a sangue freddo la sua bambina di 4 anni, simulando un incidente
d'auto. L'aspetto, l'atteggiamento, la gentilezza ineffabile di Shirley
e la consapevolezza del crimine tremendo che ha commesso danno vita a
un contrasto di una potenza incredibile, che spiazza non soltanto noi
spettatori, ma anche gli altri "inquilini" del Braccio della
Morte, stupefatti e affascinati di fronte all'apparente noncuranza e superiorità
con cui Shirley affronta il suo destino. E la sua presenza in quel braccio
ha a tratti il potere di trasformarlo da ultima fermata prima della fine
a paradossale luogo di svago e d'evasione.
Su Shirley, sul Braccio della Morte e sugli altri detenuti che là
soggiornano ritornerò in un altro articolo. Per ora, vi dirò
che avranno modo di passare un po' di tempo in quel braccio (ma non saprete
ancora con quali conseguenze) anche Chris Keller, Cyril O'Reily, Jefferson
Keane, Jaz Hoyt, Timmy Kirk, William Giles, Richie Hanlon e Nat Ginzburg.
Per ragioni di spazio, ho poi lasciato fuori parecchi altri personaggi
in cui passaggio a Oz non è affatto indolore: Nikolai Stanislovsky,
Carmen "Chico" Guerra, Jackson Vahue, John Basil alias Desmond
Mobay, Jia Kenmin, Padraig Connolly, Padre Daniel Meehan... Non li ho
dimenticati, li ritroveremo tutti lungo i prossimi mesi, man mano che
procederemo nel racconto.
Considerazioni personali
Non posso chiudere questo lunghissimo excursus senza aggiungere due parole
sulle mie personali preferenze in merito alla marea di personaggi che
popolano OZ.
Premetto: trovo che tutti - personaggi "minori" compresi - siano
disegnati con assoluta maestria e profondità e interpretati con
grande sagacia; ma tra tutti, a Chris Keller e Toby Beecher per primi
va sicuramente il mio amore, un amore incondizionato e totale, come quello
che - pur così tormentato - lega loro due.
Quello che segue è solo un frammento, e probabilmente per voi avrà
poco senso così avulso dal suo contesto; ma consideratelo un guizzo
di fiamma su una tra le più belle, intense, vere (nel
senso letterale del termine) storie d'amore mai raccontate.
[Chris Keller sta per essere temporaneamente trasferito
da Oz e i due si stanno salutando, n.d.r.]
Sister
Peter-Marie: "It's time, gentlemen."
[Beecher and Keller kiss.]
Chris Keller: "I'll see you."
Tobias Beecher: "When?"
Chris Keller: "Back here. Or in heaven."
Tobias Beecher: "You really think we're gonna get into
heaven?"
Chris Keller: "Oh, you and me together? God doesn't have
the balls to keep us out."
Sorella
Peter-Marie: "È ora, signori."
[Beecher e Keller si baciano.]
Chris Keller: "Ci vediamo."
Tobias Beecher: "Quando?"
Chris Keller: "Qui, quando torno. Oppure in cielo."
Tobias Beecher: "Tu credi davvero che noi andremo
in cielo?"
Chris Keller: "Oh, io e te insieme? Dio non ha le
palle per tenerci fuori."
[OZ,
4x12 Cuts Like A Knife - Affilato come un coltello]
La loro va
ben oltre la stereotipata "storia gay", la loro non è
una "storia gay", né loro sono gay o altro che li
possa inquadrare entro i limiti di una definizione; sono, semplicemente,
due uomini che si amano. Malgrado tutto. Disperatamente.
"Io non vorrei amarlo," dice Toby di Chris rispondendo a Said
che lo ammonisce. "Ma lo amo."
Amo moltissimo anche Adebisi e Said, per la forza che sia individualmente
sia interagendo riescono a trasmettermi; amo moltissimo Augustus Hill,
per l'ironia, la tenerezza, la spettacolare agilità con cui sa
muoversi attraverso centinaia di citazioni; e amo moltissimo Ryan O'Reily,
perché anche in fondo all'anima più nera c'è un barlume
di speranza, e Miguel Alvarez, perché il suo tormento dilania anche
me; amo Shirley, e Cyril, e Keane.
Amo OZ.
E spero che anche grazie alle mie parole in tanti vi sentiate spinti -
se non lo avete già fatto - a condividere con me l'esperienza unica
che è.
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