CONTAMINAZIONI
Parte 2

di
Daniele "Nemo" Volpi



"Chi la conosce soltanto per sentito dire, crede che la fantascienza sia una letteratura di sfrenate e mirabolanti trovate, una sorta di inesauribile Luna Park pieno di imprevisto e di colore. In realtà, è frequente il caso di scrittori di SF più ricchi di concetti che di immaginazione, più inclini a predicare che a raccontare, e le intelligenti sorprese, le ben congegnate invenzioni, non sono affatto alla portata di chiunque…"
Dalla presentazione di "Il Guardiano ed Altri Racconti", Urania n. 356, 1 Novembre 1964.

Sohl, Matheson, Johnson, Bloch, Spinrad. Ormai dovreste avere correttamente metabolizzato i nomi dei primi cinque autori di SF più o meno pesantemente coinvolti con la Serie Originale dedicata a Star Trek, ed esservi fatta un’idea abbastanza precisa di quello che hanno realizzato, delle loro opere più importanti e della loro influenza sulla Fantascienza moderna (e non soltanto su quella…). Probabilmente molti di voi hanno cominciato a guardare la bancarella del mercatino di quartiere, quella che rivende fumetti e libri usati, con un occhio diverso; sarei felice di sapere che almeno uno dei miei coraggiosi e scapestrati lettori ha voluto stampare i titoli e le coordinate che vi ho lasciato la volta scorsa, per cercare i volumi citati nella biblioteca della sua città… Ma il nostro discorso non è finito: data la grande quantità di cose che dobbiamo ancora raccontare e l’importanza degli ultimi nomi che compongono la rosa di scrittori, impegnata nella realizzazione della TOS, sono stato costretto a spezzare la nostra chiacchierata in due parti. Questo mese chiuderemo il discorso con un poker di nomi di tutto rispetto, un vero "Parterre de Roi" del mondo della Fantascienza, colta e d’autore, che minaccia di metterci tutti, duramente, alla prova… Non ci credete? Dobbiamo affrontare due Mostri Sacri Assoluti come Theodore Sturgeon ed Harlan Ellison, che già da soli fanno tremare le vene ai polsi (e vedremo tra pochissimo il perché, abbiate un poco di pazienza…), completando poi il nostro viaggio con David Gerrold e Jerome Bixby, un paio di nomi ben conosciuti nel mondo della SF, che si dimostrano perfettamente in grado di reggere il confronto con i loro ben più famosi colleghi! Vogliamo cominciare?

1. "Buchi su Marte ,Vermi Purpurei, Giovani Semidei Capricciosi e Stramaledette Pallette di Pelo": proprio roba da Fantascienza!

Alexander: La Paramount ti ha dato carta bianca?
Roddenberry: Si, non è stato facile scrivere il primo Star Trek e rimanere onesto, mi obbligavano ma alla fine sono riuscito comunque a fare di Star Trek uno show onesto, non quanto avrei voluto ma quasi
Alexander: E’ stato un programma molto avanti nel tempo per quei giorni
Roddenberry: Si lo penso anche io, e mi fa piacere pensarci.
Alexander: Potremmo definirlo rivoluzionario?
Roddenberry: Penso che lo fosse, anche se all’inizio non era mia intenzione fare uno show rivoluzionario, pensavo fossero cose ovvie dal momento in cui scrivi di una nave stellare che visita mondi alieni e civiltà
Alexander: La serie classica era un telefilm per adulti e a quel tempo non ce ne erano altri in tv, con la syndication Star Trek è diventato un fenomeno, certo non avevi intenzione di scrivere un fenomeno ma così è stato
Roddenberry: Si ma non mi rendevo conto di quanto fosse rivoluzionario ciò che stavo facendo, pensavo solo all’eccitazione di scrivere un buon drama, non ero conscio che ciò che stavo scrivendo fosse così particolare per le persone medie.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, "The Humanist" (1991).

Jerome Bixby - Episodi realizzati: "Mirror Mirror" (Specchio, Specchio), "By Other Name" (Con Qualsiasi Nome), "Day of the Dove" (La Forza dell'Odio) e "Requiem for Methuselah" (Requiem per Matusalemme).

"Il nome di Jerome Bixby, oggi, dovrebbe essere molto più conosciuto di quanto lo sia veramente, dal momento che è legato ad un numero significativo di lungometraggi e programmi televisivi piuttosto famosi. Certamente un esame critico e minuzioso del suo lavoro suggerisce che egli sia un autore incapace di genuina creatività e che si accontenti di manipolare gli elementi familiari delle storie (di SF); ma nel suo ambiente naturale l’autore è in grado di trasformare questi elementi con una capacità da mozzare il fiato".
Gary Westfahl's Bio-Encyclopedia of Science Fiction Film - Jerome Bixby.

Drexel Jerome Lewis Bixby (11 Gennaio 1923 Los Angeles, California - 28 Aprile 1998 San Bernardino, California) era scrittore, editore e sceneggiatore, stranamente molto noto al pubblico proprio per quella piccola parte dei suoi scritti dedicati alla Fantascienza (l’autore fu, d’altra parte, un artigiano del racconto western decisamente prolifico, con gli pseudonimi di D. B. Lewis, Harry Neal, Albert Russell, J. Russell, M. St. Vivant, Thornecliff Herrick ed Alger Rome, utilizzato durante una collaborazione con Algis Budrys [vedi 'Daniele "Nemo" Volpi, Il Satellite Proibito, Algis Budrys' - STIM 83, Luglio/Agosto 2006]). Tra le altre cose Bixby ricoprì la carica di direttore della rivista "Planet Stories" dall’estate del 1950 al Luglio 1951, passando poi a ricoprire la carica di editore per "Two Complete Science Adventure Novels" dall’inverno del 1950 al Luglio 1951. Il suo racconto di SF più famoso, "It's a Good Life" (1953), più tardi verrà inserito a furor di popolo nella The Science Fiction Hall of Fame ed utilizzato da Rod Serling come base per un impressionate episodio del programma "Ai Confini della Realtà/The Twilight Zone" (1961).
Se, da una parte, si tratta dell’ennesima storia che ha per protagonista un bambino dotato di poteri quasi divini (o quasi demoniaci, a seconda del punto di vista…) con vaghi accenni che si ricollegavano alla SF, Antony, il ragazzino creato da Bixby tormentava ingenuamente gli adulti che aveva accanto (in modo talvolta mortale…) insistendo che questi dovessero essere sempre felici, in un mondo idilliaco che ricordava da vicino l’America del dopoguerra. Con un tema tanto intrigante per i giovani appassionati di SF, non deve sorprendere che "It's a Good Life" fu uno dei tre episodi della serie originale ripresi e rielaborati durante la realizzazione di "Twilight Zone, The Movie" (1983) e che nel 1970 venne votato dagli aderenti alla SFWA (Science Fiction Writers of America) come uno dei migliori venti racconti di fantascienza scritti sino a quel momento. Per noi spettatori del mondo Trek la storia di un giovane, dotato di poteri mentali illimitati, che terrorizza una piccola comunità, riveste un significato tutto particolare, dal momento che assomiglia pericolosamente (ed è palese che il racconto di Bixby sia servito come ispirazione per la sceneggiatura) alla vicenda narrata nell’episodio "Charlie X/Il Naufrago delle Stelle". Prima che "It's a Good Life" venisse trasmesso, comunque, l’autore si era già unito a quella particolare ondata di scrittori di Fantascienza che avevano preferito dedicarsi alla realizzazione di sceneggiature cinematografiche, durante i tardi anni '50.
Il lavoro di Bixby per il grande schermo iniziò collaborando con Edward L. Cahn, un recalcitrante regista specializzato in SF, per la realizzazione dello script di un lungometraggio entrato trionfalmente nella storia del cinema fantastico, "It! The Terror from Beyond Space" (Il Mostro dell’Astronave, 1958), una storia drammatica e piena di suspence in cui una creatura mostruosa ed affamata sale clandestinamente su di un razzo, di ritorno da una spedizione di soccorso sul pianeta Marte, ed inizia ad uccidere sistematicamente i componenti del suo equipaggio. Molti, in questa pellicola hanno voluto vedere una adattamento non autorizzato delle storie "Black Destroyer/Discord in Scarlet" (Coeur/Ixtl, 1939) inserite da A.E. van Vogt nel suo "The Voyage of the Space Beagle/Crociera nell’infinito" (1950), ma Bixby sapeva bene come fare funzionare la cosa sullo schermo, e mentre Vogt avrebbe portato in tribunale Ridley Scott per avere il proprio nome nei credits di Alien, il campione d’incassi del 1977 doveva molto di più al vecchio capolavoro scritto da Bixby, che non all’opera letteraria realizzata da Vogt [vedi Daniele "Nemo" Volpi, "Crociera nell’Infinito, Alfred Elton van Vogt" - STIM 88, Febbraio 2007].
La seconda sceneggiatura sviluppata da Bixby per lo stesso regista, "Curse of the Faceless Man" (1958), trasporta nel nostro paese la tipica storia di una Mummia, con la creatura che da il titolo alla pellicola prendere forma dalle immagini "possedute" degli abitanti di Pompei, pietrificati dalle ceneri dell’eruzione del Vesuvio (79 AD). La ricerca dell’Uomo senza Faccia, che aveva lo scopo di trovare l’attuale reincarnazione del suo antico amore, comunque, risultò per il pubblico meno coinvolgente di quanto l’autore poteva aspettarsi; la pellicola male strutturata sembrava utilizzare una narrazione piuttosto rozza per compensare la mancanza di una vera e propria colonna sonora…
Purtroppo nemmeno una colonna sonora completa avrebbe potuto salvare dal disastro il terzo film scritto dal nostro autore (con William A. Berke e John McPartland), The Lost Missile (1958), un thriller ambientato durante la Guerra Fredda con una trama incentrata su di un razzo del Blocco Sovietico che sembrava destinato a distruggere il mondo. Dopo una breve incursione sul piccolo schermo, dove aveva assistito (senza esserne accreditato) Curt Siodmak nella realizzazione di un pilot di scarso successo per la serie Tales of Frankenstein (1958) ed avere scritto un episodio della serie "Men into Space" intitolato "Is There Another Civilization?" (1960, passato molto di rado in televisione), il nome di Jerome Bixby fa capolino tra i credits di un lungometraggio del 1960 che credo conosciamo tutti, anche soltanto per sentito dire: "Fantastic Voyage" (Viaggio Allucinante). Saltellando qua e là in Rete scopriamo che Bixby, insieme ad Otto Klement aveva sviluppato le idee principali della vicenda, un vecchio topos della SF che vede un gruppo di persone ridotte ai minimi termini ed inserite nel corpo di un uomo con una missione importantissima da portare a termine, cioè salvare la vita ad un uomo politico di grande fama entro un limite di tempo imposto artificialmente alla vicenda dallo stesso procedimento di miniaturizzazione che risulta efficace soltanto temporaneamente. Lo scenario immaginato da Bixby e Klement finì poi nelle mani di David Duncan, che adattò la storia ed introdusse nella squadra di soccorso miniaturizzata la presenza di un agente nemico che tramava nell’ombra per far fallire la missione. Questo prima che Harry Kleiner venisse cooptato per scrivere la versione definitiva della sceneggiatura che tutti noi, o quasi, abbiamo visto realizzata. Al di là delle vicissitudini che hanno portato alla nascita della sceneggiatura, il film che ne è venuto fuori mette assieme idee estremamente interessanti con situazioni incredibilmente sciocche ed ha richiesto l’intervento di Isaac Asimov, con la sua novelisation della pellicola, per rendere la storia abbastanza coerente… Naturalmente Bixby viene ancora oggi ricordato, per il suo notevole contributo dato alla Serie Originale di Star Trek (ben 4 episodi), sviluppati con alterne fortune. "Day of the Dove/La Forza dell’Odio" (1968) è un allegoria antimilitarista piuttosto interessante, forse con qualche ingenuità di troppo; "By Any Other Name/Con Qualsiasi Altro Nome" (1967, Bixby scrisse la storia originale e collaborò con D.C. Fontana per la sceneggiatura) si riduce ad una vicenda piuttosto monotona dove il tentativo di invasione portato avanti da un gruppo di alieni, provenienti dall’esterno della nostra galassia, viene vanificato dall’esposizione di questi ultimi alle emozioni umane presenti sull’Enterprise. Di tutt’altra pasta si dimostra "Requiem for Methuselah/Requiem per Matusalemme" (1969), una sceneggiatura molto intensa, costruita con stile e spesso sottovalutata dal pubblico, anche se, in definitiva, ci troviamo in presenza dell’ennesima riscrittura della vicenda di un umanoide immortale, che nei secoli ha assunto le identità di alcuni dei personaggi più famosi della storia Terrestre. Ma l’episodio per cui Bixby verrà ricordato negli anni a venire dalla comunità Trek è quello splendido "Mirror, Mirror" (1967) in cui prende il via la saga dell’Universo (dello) Specchio, dove l’autore ancora una volta fa sua una vecchia idea della SF, la possibilità che possa esistere un universo parallelo al nostro, abitato dalle copie malvagie degli esseri viventi che popolano il nostro.
Nasce così una storia drammatica, costruita con ritmo brillante, in cui Bixby aggiunge piccole dosi di violenza, sesso ed anche una piccola verità capace di fare riflettere il pubblico, il primo incontro con quella dimensione alternativa che tornerà spesso nelle varie serie Trek (tranne Voyager) e che otterrà persino una nomination al premio Hugo.
Se cerchiamo un singolo episodio che rappresenti con efficacia l’intera Serie Originale, con il suo livido melodramma, la sua cruda emotività e la sua profonda filosofia pacifista, "Mirror, Mirror" fa proprio al caso nostro; e la stessa cosa deve avere pensato il responsabile dello Smithsonian Institute che ha scelto questo episodio come testimonianza della serie da preservare per i posteri e che, certamente, non poteva fare una scelta migliore… A questo punto Bixby smise di scrivere sceneggiature per il piccolo schermo, ma gli effetti delle vicende narrate in "Mirror, Mirror" continuarono a propagarsi all’interno dell’universo di Star Trek tanto che, all’inizio degli anni '90, i produttori di "Star Trek: Deep Space Nine", (re)introdussero l’Universo (dello) Specchio in parecchi episodi, per rivitalizzare una delle sottotrame della serie, mettendo di fronte i personaggi regolari del programma e le loro sinistre, ma simpatiche, controparti. Dopo la scomparsa di Bixby, l’episodio della settima stagione di DS9, intitolato "The Emperor's New Cloak/Il Vestito Nuovo dell’Imperatore"(1999), ambientato nel Universo dello Specchio, è stato dedicato alla sua memoria. L’ultima apparizione di un suo lavoro sul grande schermo fu la nuova versione dell’episodio "It's a Good Life" di "Twilight Zone, The Movie" (Joe Dante, John Landis, George Miller e Steven Spielberg, 1983), ma gli omaggi più sorprendenti alla figura di Jerome Bixby sono arrivati soltanto in questi ultimi anni: innanzitutto, la nuova versione di "The Twilight Zone" in televisione che ha presentato un vero e proprio sequel del suo capolavoro, intitolato "It's Still a Good Life" (2003), dove gli attori dell’episodio originale tornavano sulla scena per esplorare la vita adulta di Anthony e di sua figlia, che sembra avere ereditato le sue capacità psichiche. E poi la realizzazione dell’ultima grande sceneggiatura scritta dall’autore ed intitolata "The Man From Earth", concepita nei primi anni '60 e completata, pensate, sul suo letto di morte nell’Aprile del 1998…  Nel 2007, "Jerome Bixby's The Man From Earth" (come viene chiamato il film tratto da questa sceneggiatura) è diventato una pellicola indipendente di prossima uscita che vede come Produttore Esecutivo lo stesso figlio maggiore di Bixby, Emerson, Richard Schenkman come regista e fra gli interpreti David Lee Smith, William Katt, Richard Riehle, Tony Todd, Annika Peterson, Alexis Thorpe, Ellen Crawford e John Billingsley. Ancora una volta non ci troviamo davanti a qualcosa di completamente nuovo (essenzialmente si tratta di "Requiem per Matusalemme" ambientato sulla Terra ai giorni nostri) ma anche questo lavoro ha tutte le caratteristiche delle opere tipiche di questo autore: dialoghi interessanti, una storia costruita con grande accuratezza ed al suo interno un messaggio affascinante.
Ad oltre 10 anni dalla sua morte, è bello rivedere il nome di Jerome Bixby nei titoli di testa un lavoro di qualità e possiamo soltanto sperare che questo lungometraggio ispiri nuova attenzione da parte del pubblico verso i suoi lavori.
Le ceneri dello scrittore furono disperse in mare, un anno dopo la sua scomparsa.

David Gerrold - Episodi realizzati: "I, Mudd" (Io, Mudd), "The Trouble with Tribbles" (Animaletti pericolosi), "The Cloudminers" (Una città tra le nuvole, soggetto), "More Tribbles, More Troubles" (Animaletti pericolosi, TAS 1973)e "Bem" (Il Comandante Bem, TAS 1973).

Chtorr (pronuncia ktor). Sostantivo maschile indicante:

  1. Il pianeta Chtorr, che si ritiene disti 30 anni-luce dalla Terra;

  2. Il sistema di cui tale pianeta fa parte, probabilmente costituito da una gigante rossa tuttora non identificata;

  3. La razza dominante del pianeta Chtorr, detta più propriamente Chtorran;

  4. Nell'uso formale, uno o più membri della specie dominante di Chtorr;

  5. L'urlo gutturale e agghiacciante di uno Chtorr.

Dal dizionario Random House della lingua inglese (XXI secolo).

Jerrold David Friedman (24 Gennaio 1944 - vivente) nato a Chicago, Illinois, è un autore di Science Fiction che ha iniziato la propria carriera nel 1966, mentre era soltanto uno studente di college, sottoponendo ai responsabili della serie televisiva che apprezziamo tanto l’idea per la trama di un episodio (che, naturalmente, questi ultimi non gli avevano minimamente richiesto!). Invitato a presentare ulteriori progetti, l’autore inviò alla produzione quella che venne scelta e filmata con il titolo di "The Trouble with Tribbles/Animaletti Pericolosi", uno degli episodi più amati e popolari della Serie Originale. Dopo il suo primo successo con "The Trouble with Tribbles/Animaletti Pericolosi" Gerrold ha continuato a realizzare sceneggiature per la televisione (la maggior parte per serie di SF come "Land of the Lost", "Babylon 5", "Sliders/I Viaggiatori" e "The Twilight Zone/Ai Confini della Realtà") e romanzi di Fantascienza, come "The Man Who Folded Himself " (1973, inedito in Italia), che racconta di un ricercatore i cui esperimenti con una macchina del tempo modificano gli avvenimenti della sua vita e della sua realtà, oppure "When HARLIE Was One" (La Macchina di D.I.O, 1972), la storia dell’amicizia di una intelligenza artificiale con i suoi creatori. "When HARLIE Was One" è stato candidato come migliore romanzo sia per il premio Hugo che per il premio Nebula ed una edizione riveduta e corretta, intitolata "When HARLIE Was One, Release 2.0", è stata pubblicata nel 1988 incorporando nuove intuizioni dell’autore ed i nuovi sviluppi, per l’epoca, nel campo dell’informatica.
Oltre a queste opere, Gerrold aveva pubblicato: "The Flying Sorcerers" (Pianeta Stregato con Larry Niven, 1971), "The Space Skimmer" (Ricerca nel Cosmo,1972), una storia di imperi galattici in decadenza, "Moonstar Odyssey" (1977, inedito in Italia), "Deathbeast" (Superbestia, 1978), ancora una storia di viaggi nel tempo e "Chess With A Dragon" (1987, inedito in Italia). Ma fermiamoci un momento ad approfondire il collegamento fra l’autore e la saga creata da Gene Roddenberry, dal momento che Gerrold è stato uno dei pochi ad avere vissuto, in prima persona, sia la nascita del mito che il suo ritorno dall’oblio. Pochi giorni dopo avere assistito al debutto della Serie Originale, "The Man Trap/La Trappola Umana", l’8 Settembre 1966, Gerrold aveva scritto una bozza di sedici pagine per la realizzazione di un episodio in due parti che si doveva intitolare "Tomorrow Was Yesterday", dove l’autore descriveva l’incontro dell’Enterprise con una nave generazionale lanciata dalla Terra centinaia di anni prima.
Il produttore di Star Trek, Gene L. Coon, aveva rifiutato il soggetto ma aveva anche intuito il talento del giovane e per questo lo aveva spronato a proporre altri progetti. Con in mano soltanto alcuni titoli preliminari ed in alcuni casi una bozza dei nomi dei personaggi, Gerrold inviò a Coon ben cinque embrioni di sceneggiature. La quinta, "The Fuzzies", seguì il triste destino di quelle che l’avevano preceduta, venendo ancora una volta rifiutata da Coon, che più tardi pensò bene di cambiare idea, richiamare l’agente di Gerrold ed acquistarla. A questo punto l’autore poté elaborare ed espandere l’idea in una sceneggiatura intitolata "A Fuzzy Thing Happened To Me…" rinominata successivamente "The Trouble With Tribbles", dal momento che il nome "Fuzzy" era già stato utilizzato dallo scrittore H. Beam Piper per il suo "Little Fuzzy/Il Piccolo Popolo" (vedi 'Daniele "Nemo" Volpi, Il Ciclo Del "Paratempo" di H. Beam Piper' - STIM n. 87, Gennaio 2007).
Lo script subì numerose riscritture, incluso lo spostamento della vicenda, consigliato con insistenza dallo stesso agente dell’autore, nei depositi di una cittadina di frontiera invece che su di una "costosa" stazione spaziale. Gerrold più tardi avrebbe addirittura pubblicato un intero volume, intitolato "The Trouble With Tribbles" (vedi 'Susanna Ricci, A Fuzzy Thing Happened to Me Ovvero: cose mai viste della Serie Classica' - STIM n. 88 Febbraio 2007), raccontando tutta la vicenda e spiegando al pubblico le premesse e la realizzazione di uno degli episodi più amati della Serie Classica, dove comparivano per la prima volta gli odiosissimi Triboli (Tribbles). Questo fu uno dei due volumi che Gerrold scrisse su Star Trek, all’inizio degli anni 70, dopo che la Serie Originale venne cancellata; l’altro libro dedicato all’universo creato da Roddenberry era intitolato "The World of Star Trek" e rappresentava un’analisi omnicomprensiva della serie, un opera che l’autore avrebbe più volte discusso durante numerose convention a cui veniva invitato come oratore o come ospite.
Nel volume lo scrittore criticava con decisione alcuni degli elementi dello spettacolo, come la poco invidiabile abilità di Kirk di cacciarsi sempre in situazioni pericolose e l’abitudine del Capitano di comandare personalmente le squadre  di sbarco della Enterprise. Naturalmente Gerrold forniva anche dei suggerimenti su cosa cambiare se il programma fosse andato in onda nuovamente: fra queste la presenza di un Klingon come membro dell’equipaggio, l’introduzione di un Consigliere di Bordo, che doveva avere il compito di controllare le vite e la stabilità mentale dei diversi personaggi e la presenza sulla nave delle loro famiglie. Saggiamente, Roddenberry avrebbe fatto tesoro di queste idee, che furono incorporate in "Star Trek: The Next Generation" quando la nuova serie debuttò nel 1987. In particolare, proprio a Gerrold va il merito di avere trasformato della figura del "Primo Ufficiale", che ora viene visto come l’ufficiale esecutivo della nave e Comandante delle squadre di sbarco (per risolvere il problema, assurdo, di vedere il Capitano del vascello continuamente teletrasportato nelle situazioni più pericolose). Gerrold lasciò il suo incarico di produttore [esecutivo] nel programma all’inizio della prima stagione, dopo una disputa con il Sindacato degli scrittori, Sindacato che richiedeva che all’autore venisse economicamente riconosciuto il merito di avere (ri)creato la serie, dal momento che proprio Gerrold avrebbe scritto la maggior parte delle linee guida presenti nella "bibbia" di TNG, al posto del sofferente Gene Roddenberry.
L’autore venne pagato per questo ma preferì rinunciare al proprio nome nei credits del programma. I sostenitori di Roddenberry tornarono all’attacco, contro lo scrittore, dopo la morte del primo nel 1991, con un lungo passaggio all’interno della biografia scritta da David Alexander "Star Trek Creator", dove si suggeriva che Gerrold avesse plagiato il cosiddetto Gatto-Piatto Marziano, descritto da Robert A. Heinlein nel suo racconto "The Rolling Stones", per creare i Triboli visti in "Animaletti Pericolosi" (una cosa che lo stesso Gerrold ha sempre categoricamente negato, dicendo piuttosto che l’idea gli era venuta considerando la notizia dell’incontrollata diffusione dei conigli in Australia), per cui soltanto l’età avanzata del maestro e la sua classe da gentiluomo della vecchia scuola di SF avevano risparmiato a Gerrold il pericolo di una causa in tribunale.
In realtà, sembra che Heinlein e Gerrold fossero grandi e vecchi amici: si erano conosciuti nella seconda metà degli anni 70, e lo erano rimasti per molti anni (Gerrold ha persino dedicato il suo "A Matter For Men" a Robert e Virginia Heinlein!), tanto che dopo la morte del grande scrittore, la moglie Ginny aveva venduto la loro casa in California e Gerrold aveva adottato il gatto dell’amico scomparso, Pixel (un aneddoto che ricorda molto Data…).
Altro momento di attrito fra l’autore e la produzione di "Star Trek: The Next Generation" fu la realizzazione di una sceneggiatura di Gerrold intitolata "Blood and Fire", che doveva rappresentare nella serie un’allegoria al problema dell’AIDS (ci troviamo molto vicini all’inizio della diffusione dell’infezione a livello mondiale della malattia, che era un problema molto, molto sentito, all’epoca…), insieme a diverse scene in cui venivano presentati due componenti della Flotta Stellare identificati chiaramente come una coppia gay. L’autore aveva realizzato questa sceneggiatura dopo avere ascoltato Roddenberry rispondere al pubblico di una convention del 1987, che la nuova serie dedicata alla Next Generation avrebbe trattato anche il problema dell’orientamento sessuale nel futuro della Federazione. Purtroppo lo script venne dapprima riscritto per eliminare la coppia di personaggi omosessuali, e poi definitivamente abbandonato in un cassetto, quando fu chiaro che alcune persone avrebbero comunque criticato aspramente la messa in onda di un episodio che chiedeva compassione per le persone colpite dalla malattia (vogliamo chiamare questi signori con il nome che si meritano e cioè razzisti…?).
Gerrold decise allora di trasformare la sceneggiatura in un racconto, "Blood and Fire", che divenne il terzo volume dedicato alla saga della "Star Wolf" e più tardi riprese in mano nuovamente la sceneggiatura originale, per trasportare la vicenda nel periodo della TOS, in modo che potesse essere utilizzata per un Webisode degli "Star Trek: New Voyages" che dovrebbe arrivare in rete entro la fine del 2007.
Gerrold ha sempre desiderato apparire dal vivo in un episodio di Star Trek, in modo particolare proprio nel suo "The Trouble with Tribbles"; il personaggio del Guardiamarina Freeman, che appare nella scena della zuffa scatenata dai Federali nel bar della stazione spaziale K7 con i Klingon, venne introdotto proprio dall’autore per avere la possibilità di partecipare attivamente alla realizzazione dell’episodio. Ma un altro attore ebbe il ruolo e non se ne fece più nulla, almeno per il momento, visto che lo scrittore è riuscito comunque ad apparire de visu nel suo programma preferito diversi anni dopo. Infatti Gerrold è presente nell’equipaggio della nuova Enterprise in "Star Trek: The Motion Picture" e ricoprì la parte di una maglietta rossa nel premiatissimo episodio di DS9 "Trials and Tribble-Ations".
Tra le altre cose l’autore ha pubblicato la novelization della prima puntata della TNG "Encounter at Farpoint/Incontro a Farpoint" (1987) ed un racconto originale dedicato alla TOS, dal titolo "The Galactic Whirlpool" (1980) basato sulla traccia presentata una quindicina di anni prima a Gene L. Coon, "Tomorrow Was Yesterday". Nel 2006, per celebrare il 40esimo compleanno di Star Trek, Gerrold ha realizzato insieme a Robert J. Sawyer una collezione di saggi intitolata "Boarding the Enterprise".

Come si dice "autobus affollato" in lingua Chtorran? - Cibo in scatola.
Come si dice "Chicago" in lingua Chtorran? - Colazione.
E come si dice "New York"? – Pranzo.

Come si dice "Gerrold" in lingua Chtorran? - Cibo.
Come si dice "Chtorr" nella lingua di Gerrold? - Dollari a palate.

Gerrold è famoso nel mondo della SF per avere dato vita alla serie di volumi dedicati alla "Guerra Contro i Chtorr", dove si descrive l’invasione del nostro pianeta da parte di misteriosi alieni: "The War Against the Chtorr: A Matter of Man" (La Guerra Contro gli Chtorr, 1990), "The War Against the Chtorr Book 2: A Day for the Damnation" (Il Ritorno degli Chtorr, 1989), "The War Against the Chtorr Book 3: A Rage for Revenge" (Il Giorno della vendetta, 1990) e "The War Against the Chtorr Book 4: A Season for Slaughter" (L'Anno del Massacro, 1993).
L’autore sta terminando il quinto volume della serie (che dovrebbe intitolarsi "A Method For Madness"), a cui dovrebbe seguire il sesto ("A Time For Treason"), per concludersi con il volume "A Case For Courage", età e problemi di salute permettendo (secondo quanto si legge sul sito dello scrittore, http://www.gerrold.com).
Con un cambiamento di prospettiva decisamente originale, l’invasione descritta da Gerrold è, almeno all’inizio, un tentativo di conquista prettamente ecologico. Invece che attraverso un attacco armato, gli invasori misteriosi rilasciano gradualmente sul nostro pianeta piante ed animali provenienti dal loro mondo di origine, molto più vecchio ed evoluto; in questo modo la flora e la fauna autoctone vengono ben presto rimpiazzate dai nuovi arrivati che gradualmente trasformano il nostro pianeta in un ecosistema Chtorr, mano a mano che la guerra procede…Lo scrittore è anche responsabile di avere realizzato la serie di romanzi dedicati alla nave da guerra Star Wolf ed al suo equipaggio, originariamente concepita come un gruppo di sceneggiature per una nuova serie televisiva: "Yesterday's Children" (L'Ombra dell'Astronave, 1972 che non è altro che un racconto realizzato tempo prima, dove compaiono gli stessi personaggi della serie, ripubblicato come "Starhunt" ed inserito nella continuity della vicenda come prequel) a cui farà seguito nel 1990 "Voyage of the Star Wolf" (Il Viaggio dello Star Wolf) seguito nel 1995 da "The Middle of Nowhere" (Le Ultime Ore di Shaleen) e Blood and Fire (2004, inedito in Italia). Le avventure della Star Wolf vengono utilizzate dall’autore per sostenere che, a causa delle enormi distanze in gioco, le battaglie nello spazio saranno molto più simili ai combattimenti fra sottomarini della Seconda Guerra Mondiale, piuttosto che ai combattimenti aerei a cui ci hanno abituato innumerevoli pellicole del secolo scorso… A causa delle particolarità fisiche delle navi in questione (niente curvatura, ma piuttosto motori a singolarità quantiche, leggi "buchi neri", sul modello Romulano, altra intuizione probabilmente sfruttata da Star Trek) in molti casi i vascelli che si danno battaglia non sarebbero nemmeno in grado di vedersi l’uno con l’altro.
Gerrold ha scritto anche il volume "Worlds of Wonder: How to Write Science Fiction & Fantasy", pubblicato nel 2001 e nel 2000, la sua grande ammirazione per le opere dell’amico Robert A. Heinlein lo hanno portato a realizzare una nuova serie di romanzi dedicati ai fratelli "Dillingian", dove si narrano le avventure di un teenager pieno di risorse e della sua famiglia; sebbene il ciclo non sia necessariamente canon, ci sono indizi che legano questa serie di romanzi alle vicende del ciclo della "Guerra contro i Chtorr", con molti degli elementi visti nei romanzi dei vermoni, dalla trasformazione dell’ecosistema terrestre all’apparizione delle gigantesche creature purpuree. La trilogia è composta dai volumi: "Jumping Off The Planet" (Ascensore per la Luna, 2000), "Bouncing Off the Moon" (Prima Fermata: Luna, 2001) , "Leaping To The Stars" (2002, inedito in Italia)

2. "Ed Abbiamo Lasciato il Meglio per la fine…!"

Alexander: Una delle cose per cui ha ricevuto complimenti è proprio il fatto di aver incoraggiato nuovi scrittori a scoprirsi.
Roddenberry: Sono molto preziosi per me.
Alexander: Come hai detto, se non ci fossero degli scrittori non ci sarebbe neanche una buona televisione.
Roddenberry: Mi ricordo che avevamo uno scrittore Ted Sturgeon, che cominciò a scrivere delle cose per la tv, e prima aveva fatto anche ottimi romanzi, qualcuno gli disse: “Ted so che adesso stai facendo Star Trek, ma non sai che il 90% di tutto ciò che è in TV è******? e lui rispose “Il 90% di tutto in ogni campo è******“.
Alexander: E’ vero questo può essere applicato alla TV, ci sono solo una manciata di programmi che hanno scripts di qualità come ad esempio “Hill Street Blues“,“M*A*S*H*“, “St. Elsewhere“,“L.A. Law“,“Equal Justice“, non me ne vengono in mente altri.
Roddenberry: Anche “Cheers“.
Alexander: Dipende sempre dagli scrittori.
Roddenberry: Si ma non puoi separare gli scrittori dai produttori, spesso sono quest’ultimi che gli fanno scrivere questi scripts...
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, "The Humanist" (1991).

Theodore Sturgeon - Episodi realizzati: "Amok time" (Il Duello) e "Shore Leave" (Licenza di Sbarco).

"Ogni scrittore dice qualcosa; spesso dice una sola cosa importante, e la ripete in eterno... e allora, cosa scrivevo io? Ultimamente l'ho scoperto. Tutte le mie opere rientrano in una sola categoria; io cerco "l'uomo migliore", ma non il superuomo. Il superuomo classico, Superman, ad esempio, è un mostro... Ha muscoli enormi e bulbosi, e con un salto scavalca un grattacielo; è un autentico scherzo di natura. L'uomo "migliore", invece, o "uomo ottimale", possiede un'ecologia interna perfettamente equilibrata; il suo cuore è il cuore ottimale, la sua milza è la milza ottimale, e così pure i suoi occhi, le sue narici, il suo udito sono ottimali... Ma non super. Quest'uomo possiede anche un "cervello ottimale", ed è proprio questo l'angolo più oscuro. E' per questo che io voglio conoscere veramente, disperatamente, quasi ossessivamente il cervello ottimale e la mente ottimale. Tutte le mie storie cercano questo punto: la "mente ottimale".
Theodore Sturgeon, Ferrara 1976.

Theodore Sturgeon (26 Febbraio 1918 - 8 Maggio 1985) nacque come Edward Hamilton Waldo a Staten Island, nello stato di New York. Nel 1929, dopo il divorzio, la madre si era risposata con William Sturgeon ed Edward aveva deciso di cambiare il suo nome in Theodore, per meglio accompagnarsi al suo nomignolo "Ted", ed assumere il cognome del patrigno. Il secondo marito della madre è una figura severa ed intransigente, che vieta al ragazzo la lettura, e vede per lui una brillante carriera universitaria. Per reazione a questo stato di cose, Sturgeon non otterrà mai il benché minimo successo negli studi e l'unico campo in cui lo si vedrà eccellere sarà quello sportivo, ma a 15 anni viene colpito da reumatismo cardiaco ed è costretto ad abbandonare, per sempre, lo sport. Non potendo più sopportare la tirannia e il disprezzo del patrigno, lascia la famiglia e si arruola in Marina, ma anche qui non resterà che per tre mesi, esasperato dagli scherzi di cui è vittima insieme con le altre matricole (angherie e soprusi che saranno sublimati e testimoniati in alcuni dei suoi romanzi); svolge diversi lavori quali trapezista, marinaio, suonatore di chitarra, rappresentante, direttore d'albergo, conducente di bulldozer e si sposa cinque volte, con numerosi figli. La sua carriera di scrittore inizia nel 1937, quando vende un racconto realistico ad una rivista del McClure's Syndacate; fino al 1939 continua a produrre opere di questo tipo e poi, su insistenza di un amico, tenta la strada del genere fantastico con il racconto "Ether Breather" che viene subito acquistato da "Astounding Science-Fiction" e segna l'inizio della sua fortunata carriera. Inizialmente Sturgeon produrrà soltanto racconti brevi, che saranno pubblicati su riviste del tipo di "Astounding" ed "Unknown", ma anche su pubblicazioni di respiro più vasto come ad esempio "Argosy Magazine" (lo scrittore utilizzerà lo pseudonimo di "E. Waldo Hunter" quando due delle sue storie verranno pubblicate contemporaneamente sullo stesso numero di "Astounding", mentre la maggior parte dei suoi primi lavori verrà pubblicata con il nome di "Theodore H. Sturgeon"). La produzione antecedente il 1945 è tuttavia piuttosto leggera e, secondo lo stesso autore, viene realizzata principalmente con lo scopo di divertire il lettore.
D’altra parte, le opere successive al 1946 rivelano contenuti profondi, ed in questi romanzi l'autore si serve della Fantascienza per raccontare la propria sfida continua nei confronti di una vita impietosa, segnata dal trauma del divorzio dei genitori, quando aveva appena tre anni, dall'infanzia difficile, dalle difficoltà economiche e dalle depressioni causate dai suoi quattro matrimoni falliti.
Non è un caso quindi se i personaggi infantili, spesso perseguitati o solitari, rivestono ruoli di primo piano nella sua opera; nei suoi romanzi e racconti di SF predilige i temi fiabeschi, sceglie i suoi protagonisti tra gli 'anomali' e i 'diversi' della nostra società contemporanea, a cominciare dai bambini che per l’autore diventano il simbolo di una concezione tenera e malinconica della vita. Di Sturgeon dobbiamo soprattutto ricordare la grande cura che metteva nella definizione psicologica dei personaggi, stabilendo una vera e propria empatia con essi e trasformandoli, con pochi tratti di penna, da semplici creature di carta e parole, in esseri umani veri e propri, non più soltanto dei meri abbozzi come era pratica comune fare nella SF di quel periodo. Ma di questo autore dobbiamo anche sottolineare l'estrema sensibilità, la capacità di comunicare atmosfere che riuscivano a coinvolgere il lettore nelle sue storie, dove i protagonisti (bambini o disadattati) rappresentavano il tentativo dell’uomo di superare i propri limiti, di andare verso qualcosa che sta oltre, che si trova sempre un poco più in là…
Il suo periodo migliore è considerato quello appena successivo alla Seconda Guerra Mondiale, quando pubblica i suoi capolavori assoluti: "The Dreaming Jewels/The Syntetic Men" (Cristalli Sognanti, 1950), "More Than Human" (Nascita del Superuomo, 1953 vincitore dell'International Fantasy Award), "The Cosmic Rape" (I Figli di Medusa, 1958). Del 1970 è invece il suo famoso racconto "Slow Sculpture" (Scultura Lenta vincitore, nel 1971, dei premi Hugo e Nebula come miglior racconto dell'anno). Ricordiamoci comunque che Sturgeon fu candidato comunque al premio Nebula del 1967 con la novella "If All Men Were Brothers Would You Let One Marry Your Sister" (Se Tutti gli Uomini Fossero Fratelli, a chi Dareste in Moglie Vostra Sorella?, nell’antologia "Dangerous Visions" di Harlan Ellison) ed al Nebula del 1967 per il racconto breve "The Man Who Learned Loving" (L’Uomo che Imparò ad Amare). Molti, se non addirittura tutti, dei lavori di Theodore Sturgeon presentano un profondo contenuto poetico, esaltato da una tecnica particolare, utilizzata dallo scrittore, che si può definire "rhythmic prose/prosa ritmica"; attraverso questo particolare tipo di scrittura Sturgeon aveva la possibilità di provocare un sottile mutamento nello stato d’animo del lettore senza che questi riuscisse ad intuirlo, a livello cosciente. L’esempio lampante di questa capacità è il romanzo "More Than Human/Nascita del Superuomo" che ottenne numerosi riconoscimenti accademici, in particolare nel vecchio continente, dove venne considerato fin dalla sua pubblicazione come un opera di letteratura di altissima qualità.
Sturgeon scrisse anche la sceneggiatura per due episodi di Star Trek abbastanza particolari: "Shore Leave" (Licenza di Sbarco,1966) ed "Amok Time" (Il Duello, 1967, pubblicato in volume nel 1978). Il secondo è meglio conosciuto per l’introduzione del Pon Farr, il rituale di accoppiamento Vulcaniano e per avere mostrato Vulcano, il pianeta natale del signor Spock, o almeno una piccola parte di esso, per la prima volta. Sturgeon scrisse anche le sceneggiature per diversi altri episodi di Star Trek che non furono mai realizzati: "The Invaders", "The Wild Wild West" e "The Joy Machine" dove veniva presentata per la prima volta anche la famosa "Prima Direttiva della non-interferenza con le altre Civiltà".
La sua novella del 1944, "Killdozer", ispirò un film per la televisione nella metà degli anni 70, un fumetto della Marvel ed il nome di un gruppo di Rock Alternativo. Inoltre lo scrittore realizzò un episodio della serie "The Invaders" dal titolo "The Betrayed" (1967), un episodio della serie "Land of the Lost" intitolato "The Pylon Express" (1975) e due delle sue storie vennero utilizzate per la serie "The New Twilight Zone" e cioè "A Matter of Minutes" ed "A Saucer of Lonliess", quest’ultimo trasmesso nel 1986 e dedicato alla sua memoria…
Sebbene Sturgeon sia meglio conosciuto fra i lettori delle antologie dei classici della science-fiction (nel suo momento di massima popolarità, durante gli anni '50, Sturgeon era il più antologizzato fra gli autori viventi) e fortemente rispettato e considerato dai critici (John Clute ha scritto nel volume 'The Encyclopedia of Science Fiction': "La sua influenza nei confronti degli scrittori come Harlan Ellison e Samuel R. Delany è stata seminale, mentre nella sua esistenza e con il suo lavoro rappresentò una potente e liberatoria influenza per la SF  negli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale"), l’autore non sembra molto considerato dal grande pubblico negli ultimi anni e, durante la sua carriera, ha conquistato relativamente pochi riconoscimenti (bisogna anche considerare che la parte migliore della sua opera è stata pubblicata prima che si stabilissero i premi più importanti per questo genere letterario, mentre negli anni successivi la sua produzione è risultata meno interessante e più diluita nel tempo). Sturgeon è stato indicato come una delle influenze principali per autori come Ray Bradbury e lo scrittore Kurt Vonnegut ha dichiarato che il suo Kilgore Trout venne tratteggiato prendendo come riferimento proprio Theodore Sturgeon. Ammirato ed apprezzato anche al di fuori della Fantascienza, Sturgeon è uno dei pochi scrittori di cui la Science Fiction possa essere veramente orgogliosa: scrittore maturo, raffinato, l’autore riesce a rappresentare nelle sue storie tutta la sua potente sensibilità interiore ed a coinvolgere il lettore a livello emotivo con un'intensità che difficilmente possiamo trovare oggi nella narrativa fantastica (i suoi manoscritti sono stati depositati presso l’Università del Kansas, che nel 1987 ha istituito il Theodore Sturgeon Memorial Award).
Profondamente affascinato dall'amore, Sturgeon ha affrontato tale sentimento in molte sue storie ed in tutte le sue forme possibili: dall'omosessualità/bisessualità di "The World Well Lost" (Un Mondo Proprio Perduto, 1953) e "Venere Più X" (Venus Plus X, 1960/1961), all'amore verso creature non umane in "To Marry Medusa" (Sposare Medusa/I Figli di Medusa, 1958), al vampirismo di "Some of your Blood" (Qualche Goccia del tuo Sangue, 1961). E’ grazie a questo poeta della SF se Spock, che fino all'inizio della seconda stagione di Star Trek era rimasto uno splendido cervello logico in mezzo a due sensualissime orecchie a punta, riesce a maturare, trasformandosi nel personaggio che tutti gli appassionati apprezzano ancora oggi. È con "Amok Time" (Il Duello) che il Vulcaniano inizia a possedere una "gens", un pianeta desertico che non è più soltanto un nome, insieme a gran parte di quelle caratteristiche e tradizioni che saranno ereditate dai tanti Vulcaniani che lo seguiranno, nelle diverse serie di Star Trek.
Nel 1951, l’autore aveva creato quella che è passata alla storia con il nome di Legge di Sturgeon: "Ninety percent of SF is crud, but then, ninety percent of everything is crud" ("Il 90% della SF è cacca, ma nella realtà, il 90% di tutto è cacca"). Questa massima venne originariamente conosciuta come la Rivelazione di Sturgeon, ma l’autore aveva anche puntualizzato che in origine la "Legge di Sturgeon" affermava "Nothing is always absolutely so" (Nulla è sempre assolutamente così). Comunque è la fra se che vi ho citato all’inizio che oggi viene definita "Sturgeon's Law". Sturgeon è morto di una banale (si fa per dire) polmonite, a Eugene, nell’Oregon.

Harlan Ellison - Episodi realizzati: "City on the Edge of Forever" (Uccidere per amore).

"[…]Soprattutto, cosa più importante, in questa antologia come nella precedente troviamo quello che manca spesso nella fantascienza, la personalità di un autore, che può essere a volte commossa davanti ai suoi personaggi, a volte stizzita e rabbiosa, ma sempre presente. Oggi quello che manca, oltre ad una ristampa di almeno una di queste antologie, è un volume che raccolga in un unico luogo almeno qualcuna delle opere della maturità di uno degli autori della fantascienza moderna, che prima di diventare un buco nero (almeno per l'Italia), si è presentato come una vera e propria nova".
Lanfranco Fabriani, "Quel Poco di Harlan Ellison" ne "I Tesori da Bancarella", Delos n. 41.

Harlan Jay Ellison (27 Maggio 1934 - vivente) è uno tra i più prolifici scrittori americani di storie brevi, novelle, saggi, fumetti e scritti critici. Molto attivo anche nella comunità legata alla Fantascienza (presente tra i fondatori della Cleveland Science Fiction Society, è stato il primo vice presidente della SFWA ovvero la "Science Fiction Writers of America" durante gli anni '60 ed in gioventù ha realizzato una propria fanzine), spesso lo si trova impegnato in colorite e potenti discussioni durante le numerose conventions che ciclicamente vengono organizzate attraverso gli Stati Uniti. Se Sturgeon viene considerato uno dei massimi autori di Fantascienza degli anni '30-'50, Harlan Ellison è di certo uno dei suoi eredi più completi per quanto riguarda il periodo '60-'80 anche se con qualche importante differenza: Ellison, dotato come Sturgeon di una profonda capacità psicologica nel definire i propri personaggi, unita a una scrittura totalmente cosciente delle proprie capacità, si è dimostrato in grado di spingersi, quando necessario, a rappresentare una violenza e una crudezza assolutamente estranee a Sturgeon, ma mai fini a se stesse.
Questo autore preferisce non limitare il suo lavoro in un genere predefinito, ed utilizza il termine "Speculative Fiction" per definire i suoi racconti. Le opere di Ellison nel campo del fantastico, comunque, risultano generalmente più vicine al surrealismo oppure al realismo magico che alla Fantascienza tipica della Space Opera. Fieramente protettivo quando si tratta del proprio lavoro, Ellison ha spesso trascinato in giudizio (e ha vinto!) coloro che hanno in qualche maniera minacciato di infrangere il copyright sui suoi lavori; definito dai più polemico e graffiante, generalmente l’autore si trova d’accordo con questa affermazione e, nella quarta di copertina di un suo libro, si autodefinisce "probabilmente la persona più litigiosa sulla faccia della Terra". Conosciuto pure come una persona eccessivamente controversa e polemica, le sue numerose lagnanze da antologia  ed i suoi tentativi di intentare cause con chiunque gli si avvicini un po’ troppo lo hanno caratterizzato agli occhi del pubblico come un personaggio decisamente leggero. L’amico Isaac Asimov aveva sottolineato che "Harlan utilizza la sua capacità come scrittore per trovare colorate e variegate invettive contro tutti coloro che cercano di irritarlo: fan invadenti, editori insensibili ed inflessibili, stranieri insultanti".
Nato a Cleveland, Ohio, la sua famiglia ebreo-americana si trasferì ben presto a Painesville, in Ohio, per ritornare a Cleveland nel 1949, dopo la morte del padre. Ellison frequentò la Ohio State University per18 mesi prima di venire espulso, a causa di uno scontro con uno dei suoi professori (l’autore avrebbe raccontato che l’insegnante aveva denigrato le sue capacità come scrittore e per questo Ellison lo aveva preso a sberle! La cosa veramente atroce è che per i successivi 40 anni l’autore avrebbe inviato copia di ogni sua opera pubblicata all’incauto professore…).
Ellison si trasferì allora a New York City, nel 1955, per seguire la carriera di scrittore di SF; nei successivi due anni Ellison avrebbe pubblicato oltre 100 racconti ed articoli (occasionalmente lo scrittore utilizza gli pseudonimi di Cordwainer Bird, Nalrah Nosille e Sley Harson). Fra il 1957 ed il 1959 l’autore venne arruolato nell’esercito, poi lo ritroviamo a Chicago, dove lavorò per la rivista Rogue di William Hamling. Come Book Editor presso la Regency Books della Hamling, Ellison avrebbe pubblicato romanzi ed antologie di personaggi del calibro Kurt Vonnegut, Robert Bloch e Philip José Farmer. Nel 1962 Ellison si sposta in California, dove inizia a scrivere sceneggiature per alcune fra le serie televisive più famose del momento quali "Burke's Law", "Route 66", "The Outer Limits" e "Cimarron Strip". Il suo racconto "Memos from Purgatory" venne trasformato in una puntata del programma "Alfred Hitchcock Presenta". Le sceneggiature realizzate  dallo scrittore per "Demon with a Glass Hand" (la serie televisiva "The Outer Limits", inedita in Italia) e "The City on the Edge of Forever" (Star Trek) hanno conquistato il "Best Original Teleplay" assegnato dalla "Writers Guild of America" e spesso i due episodi vengono citati come i migliori delle rispettive serie. Non è strano che molte delle idee innovative alla base dei racconti di Ellison finiscano poi per trasformarsi in famosi lungometraggi e, considerando il suo pessimo carattere, non è difficile credere quanto spesso Ellison finisca davanti ad un giudice per vedere riconosciuti i suoi diritti. In un altro articolo vi ho fatto notare quanto il cosiddetto capolavoro di Ridley Scott (Alien) debba ad un oscuro e (almeno in Italia) quasi dimenticato film di fantascienza gotica (Terrore nello Spazio). Ora è necessario fare mente locale ad un altro capolavoro della SF degli anni '80, "Terminator" che il suo regista, James Cameron, realizzò un poco troppo simile a due splendidi episodi della serie televisiva "The Outer Limits" ("Soldier" e lo stesso "Demon with a Glass Hand" già citato sopra), indovinate un po’, entrambi scritti da Harlan Ellison… Naturalmente  lo scrittore non ci mise molto a trascinare il regista in tribunale, ottenendo un cospicuo risarcimento in denaro ed il riconoscimento nei titoli della pellicola che ora recitano "Acknowledgement to the works of Harlan Ellison". Intanto Ellison continuò a pubblicare brevi racconti, di fiction e non soltanto, in diverse riviste dell’epoca: alcuni dei suoi lavori più rappresentativi nascono proprio in questo periodo come "'Repent, Harlequin!' Said the Ticktockman" ('Pentiti, Arlecchino!' disse l'Uomo del Tic-Tac, 1965), la celebrazione della disobbedienza civile contro una feroce e repressiva forma di autorità, oppure lo splendido "I Have No Mouth & I Must Scream" (Non ho Bocca e Debbo Urlare, 1967) un racconto agghiacciante, una vera e propria metafora dell’inferno, dove gli ultimi 5 esseri umani rimasti sulla Terra vengono tormentati da un computer onnisciente (AM), che li considera colpevoli della sua condizione di essere vivente, per tutta l’eternità… O quasi!
Con il romanzo "A Boy and his Dog" Ellison esamina la natura dell’amicizia e dell’amore in un mondo post-apocalisse nucleare, selvaggio e violento; da questo romanzo fu tratto nel 1975 l’omonimo film con un giovanissimo Don Johnson come interprete. Ellison ha anche curato la pubblicazione di una delle più importanti antologie dedicate alla Fantascienza, quella "Dangerous Visions" (1967), in cui ha sfidato i diversi scrittori chiamati a contribuire, perché realizzassero storie che si ponessero al limite del genere, tanto che molti dei racconti che potete trovare nel volume vanno ben al di là dai limiti tradizionali stabiliti nella SF dagli editori della vecchia scuola, come John W. Campbell, Jr.
Se non ci credete, provate a leggere alcuni dei racconti inseriti in quest’opera quali "If All Men Were Brothers Would You Let One Marry Your Sister" (Se Tutti gli Uomini Fossero Fratelli, a chi Dareste in Moglie Vostra Sorella? di Theodore Sturgeon) oppure "Faith of Our Father" (La Fede dei Nostri Padri di P.K. Dick). Un sequel, "Again Dangerous Visions", venne pubblicato nel 1972 mentre un terzo volume si fa attendere da lunghissimo tempo. La sceneggiatura realizzata dallo scrittore per la serie televisiva "The Starlost" gli fruttò un ulteriore Writers Guild Award, sebbene il programma per come venne effettivamente realizzato nel 1972-73, risultò così profondamente cambiato dalla produzione tanto che Ellison richiese che il suo nome venisse eliminato dai titoli.
Ellison è stato pure consulente creativo per "The Twilight Zone/Ai Confini della Realtà" (la serie realizzata negli anni '80) e di "Babylon 5" (lo scrittore ha interpretato anche un cameo proprio in un episodio di Babylon 5, "The Face of the Enemy"). Esiste anche una curiosa leggenda che vuole Ellison assunto come scrittore per gli studi della Walt Disney ed immediatamente licenziato, durante il suo primo giorno di lavoro, dopo essere stato pizzicato dallo stesso Roy O. Disney, mentre scherzava a proposito di un film animato di contenuto pornografico in cui dovevano lavorare i personaggi Disney: si direbbe che alla grande D manchino pesantemente di senso dell’umorismo... L’autore vive a Los Angeles, con la sua sesta moglie; scrive ancora utilizzando una vecchia macchina da scrivere Olimpia, totalmente manuale e sembra che non abbia molta simpatia per i PC e per Internet! Nel 2006 Harlan Ellison ha ricevuto il titolo di "SFWA Grand Master" dalla "Science Fiction and Fantasy Writers of America"; ma questo è soltanto l’ultimo di una lunghissima serie di riconoscimenti che hanno premiato il lavoro di questo autore. La lista è piuttosto lunga: una decina di premi Hugo, quattro premi Nebula, cinque "Bram Stoker Award" assegnati dalla "Horror Writers Association" (a cui si deve aggiungere il "Lifetime Achievement Award" della stessa HWA, assegnato ad Ellison nel 1996). Se ancora non vi basta possiamo ricordare che l’autore ha ricevuto due "Edgar Award of the Mystery Writers of America", due "Georges Méliès Fantasy Film", il "Silver Pen for Journalism" assegnato dalla International Writers' Union nel 1990. Presentato come la prima "Living Legend Award" dalla International Horror Guild durante la "World Horror Convention" nel 1995, Ellison è anche l’unico autore ad Hollywood ad avere vinto il premio della Writers' Guild of America per il "Most Outstanding Teleplay" addirittura 4 volte, l’ultima con "Paladin of the Lost Hour" nel 1987.
Se chiediamo agli appassionati di Star Trek quale sia l'episodio più bello della Serie Classica, si otterranno molte risposte diverse, a seconda dei gusti personali, ma sicuramente i più ricorderanno l'episodio "City on the Edge of Forever" (Uccidere per Amore) e non a caso. L’episodio in questione è assolutamente una delle storie più belle e toccanti che possiamo trovare nella TOS e forse nell’intera Fantascienza televisiva: poetico, attraversato dal senso dell’ineluttabilità del destino ma anche di domande profondamente etiche. E se la memoria non mi inganna è anche l’episodio della saga che piace maggiormente al pubblico che non ama in modo particolare la SF e/o Star Trek…Inoltre sembra piacere moltissimo alle donne!  Probabilmente non ci crederete ma Ellison ha da sempre dato voce alle sue critiche per il modo in cui il creatore e produttore della saga, Gene Roddenberry (insieme ad altri) elaborarono gran parte della sua sceneggiatura per questo episodio. Il lavoro presentato in origine dallo scrittore prevedeva una sottotrama che aveva a che fare con un commercio di stupefacenti a bordo della Enterprise ed altri elementi che Roddenberry rifiutò per ragioni diverse. Nonostante l’enorme successo dell’episodio, il numero di riconoscimenti accumulati e la fama di classico della SF che circonda la storia (in cui Ellison, stranamente, non ha voluto utilizzare il suo pseudonimo "Cordwainer Bird" che sfoderava quando le modifiche alle sue storie gli sembravano avere snaturato troppo profondamente il suo lavoro), Ellison ha continuato ad essere critico per come il suo racconto è stato trattato da Roddenberry, anche parecchi decenni dopo il fatto. Lo script originale venne poi ristampato nel 1976, all’interno della collezione "Six Science Fiction Plays", a cura di Roger Elwood. Nel 1995, la White Wolf Publishing ha mandato in libreria il volume "Harlan Ellison's The City on the Edge of Forever", un libro che raccoglieva lo script originale, diverse versioni della storia ed un succoso saggio introduttivo scritto dallo stesso Ellison, che spiegava la propria posizione a riguardo di quella che l’autore definisce un "trattamento assolutamente sconveniente" del suo lavoro. Sia l’episodio televisivo che la sceneggiatura originale hanno conquistato diversi premi prestigiosi: per fare un esempio il primo ha vinto il Premio Hugo nel 1968 come "Best Dramatic Presentation" ed il secondo il Premio della "Writers Guild of America".

3. Le Solite Due o Tre Informazioni Inutili…

Alexander: Durante tutti questi anni hai ricevuto pressioni per scrivere qualcosa che tu non avresti voluto particolarmente? Come te la cavavi?
Roddenberry: Bene ci sono molti modi. Uno di questi e di metterli da parte ed aspettare il momento in cui ne posso parlare liberamente ed esprimere il mio pensiero, altre volte invece no, noi siamo tutti un po’ prigionieri di questo piccolo mondo in cui abitiamo, la vita non è un gioco facile, può sembrare banale, tu hai molti desideri e necessità, la mente, essendo quello che è, le converte in cose discrete, è non hai la possibilità di analizzarle nella fretta della vita, ciò che puoi fare è rimanere fermo sulle cose che ritieni fondamentali, ma puoi sempre rimanerne aggiogato, credo che un piccolo equilibrio mentale sia un trionfo in questo mondo.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, "The Humanist" (1991).

Edizioni Italiane dei volumi citati nell’articolo:

[la dicitura Usato si riferisce alla disponibilità del volume in oggetto nel mercato dei remainders/dell’usato del volume in questione; dove non segnalato il libro dovrebbe essere ancora in catalogo presso le rispettive case editrici, naturalmente il tutto secondo la più che mai fallace esperienza del vostro redattore preferito…]

Jerome Bixby per Star Trek - L'Universo Scambiato, adattamento di James Blish (Mirror, Mirror Star Trek # 3, Aprile 1969) Agosto 1978, "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 3", Mondadori Milano [Usato]; Requiem per Matusalemme, adattamento di James Blish (Requiem for Metuselah, Star Trek # 5, Febbraio 1972) Ottobre 1978, "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 5", Mondadori Milano [Usato]; Quelli di Andromeda, con D.C. Fontana/adattamento di James Blish (By Any Other Name, Star Trek # 6, Aprile 1972) Novembre 1978, "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 6", Mondadori Milano [Usato]; Il Giorno della Colomba, adattamento di James Blish (Day of the Dove, Star Trek # 11, Aprile 1975) Maggio 1979, "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 12", Mondadori Milano [Usato].

Jerome Bixby - Una Vita Magnifica/(La) Bella Vita, (It's a Good Life, 1953) "Il Secondo Libro della Fantascienza a cura di  Carlo Fruttero e Franco Lucentini" Giugno 1961, Einaudi, Torino [Usato]; "Il Brivido e l'Avventura [n. 6]", 3 Luglio 1962, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano [Usato]; "Racconti per le Ore Piccole 1 - I Garzanti n. 460", 9 Ottobre 1973, Garzanti, Milano [Usato]; "Sonde nel Futuro a cura di Robert Silverberg, Maggio 1978, "Grandi Opere Nord [n. 3]", Editrice Nord, Milano [Usato]; "Albatros", Giugno 1985, Editori Riuniti, Roma [Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza 15 (1953) a cura di Isaac Asimov e Martin H. Greenberg" Maggio 1987, Armenia Editore, Milano [Usato]; "Horror Story n. 14", Giugno 1993, Garden Editoriale, Milano[Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza 15 (1953) a cura di Isaac Asimov e Martin H. Greenberg - I Grandi Tascabili Bompiani n. 519", Gennaio 1997, Bompiani, Milano[Usato].
Jerome Bixby - Il Guardiano, (Guardian, 1964) "Il Guardiano e altri racconti, AA.VV. - Urania n. 356", 1 Novembre 1964, Mondadori Milano [Usato]; "10 Chiavi per lo Spazio a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini - Omnibus", Aprile 1979, Mondadori Milano [Usato].
Jerome Bixby - Storia Sacra (Old Testament, 1964) "Incidente a Leonta City e altri racconti, AA.VV. - Urania n. 364", 27 Dicembre 1964, Mondadori Milano [Usato].
Jerome Bixby - I Buchi di Marte, (The Holes Around Mars, 1954) "Antologia scolastica n. 2, AA.VV. - Urania n. 591", 30 Aprile 1972, Mondadori Milano [Usato]; "Dove da qui? Antologia Scolastica a cura di Isaac Asimov, Oscar Fantascienza n. 98", Gennaio 1992, Mondadori Milano [Usato].
Jerome Bixby - Infinitesima Traccia, (Trace, Space By the Tail, 1964) "44 Microstorie di Fantascienza a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg, Joseph D. Olander - Urania n. 815", 23 Dicembre 1979, Mondadori Milano [Usato]; "44 Microstorie di Fantascienza a cura di Isaac Asimov, Martin H. Greenberg, Joseph D. Olander - Oscar Fantascienza n. 113", Ottobre 1993, Mondadori Milano[Usato].

David Gerrold per Star Trek - Triboli coi triboli, adattamento di James Blish (The Troubles with Tribbles, Star Trek # 3, apr. 1969) "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 3", Agosto 1978, Mondadori Milano [Usato]; I Signori della Nuvola, con Margaret Armene ed Oliver Crawford, adattamento di James Blish (The Cloud Minders, Star Trek # 6, apr. 1972) "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 6", Novembre 1978, Mondadori Milano[Usato].

David Gerrold - Pianeta Stregato, con Larry NIVEN, (The Flying Sorceres, 1971) "Urania n. 1339", 5 Luglio 1998, Mondadori Milano [Usato].           
David Gerrold - L'Ombra dell'Astronave, (Yesterday's Children, 1972) 13 Dicembre 1981, "Urania n. 907", Arnoldo Mondadori Editore, Milano [Usato]; "Millemondi Estate 1996: Avventure nello spazio, AA. VV. - Millemondi 7", Giugno 1996, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Ricerca nel Cosmo, (Space Skimmer, 1972/1975) "Cosmo Collana di Fantascienza n. 46", Novembre 1975, Editrice Nord, Milano[Usato].
David Gerrold - La Macchina di D.I.O., (When Harlie Was One, 1972) "Sigma Fantascienza n. 2", Gennaio 1976, Moizzi Editore, Milano [Usato].
David Gerrold - Superbestia, (Deathbeast, 1978) "Urania n. 813", 9 Dicembre 1979, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Katleen Sky e Star Trek (Katleen Sky e Star Trek, 1978) "Spock, il Vulcaniano - Star Trek n. 2", Settembre 1987, Garden Editoriale, Milano [Usato].
David Gerrold - Vortice galattico, (The Galactic Whirlpool, 1980) "Star Trek n. 15", Gennaio 1989, Garden Editoriale, Milano [Usato]; "Economica Tascabile n. 123", Febbraio 2000, Fanucci Editore.
David Gerrold - La Guerra contro gli Chtorr, (The War Against the Chtorr: A Matter for Men, 1983/1989) "Altri Mondi [n. 21]", Ottobre 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Urania n. 1194", 13 Dicembre 1992, Mondadori Milano; 1993, "Oscar Fantascienza n. 107", 1993, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Il Ritorno degli Chtorr, (The War Against the Chtorr Book 2: A Day for Damnation, 1985/1989) "Altri Mondi [n. 28]", Settembre 1991, Mondadori Milano [Usato]; "Urania n. 1218", 14 Novembre 1993, Mondadori Milano [Usato]; "Oscar Fantascienza n. 114", Gennaio 1994, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Il Viaggio dello "Star Wolf", (Voyage of the Star Wolf, 1990) "Urania n. 1182", 28 Giugno 1992, Mondadori Milano [Usato]; "Millemondi Primavera 2002: Missione nell'universo - Millemondi n. 34", Marzo 2002, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Il Giorno della Vendetta, (The War Against the Chtorr Book 3: A Rage for Revenge, 1990) "Altri Mondi [n. 34]", Settembre 1992, Mondadori Milano [Usato]; "Oscar Fantascienza n. 117", Giugno 1994, Mondadori Milano [Usato]; "Urania n. 1244 (Prima Parte)", 13 Novembre 1994, Mondadori Milano [Usato]; "Urania n. 1245 (Seconda Parte)", 27 Novembre 1994, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - L'Anno del Massacro, (The War Against the Chtorr, Book Four: A Season for Slaughter, 1993) "Altri Mondi [n. 38]", Giugno 1993, Mondadori Milano [Usato]; "Bestsellers Oscar n. 495", Febbraio 1995, Mondadori Milano; "Uraniargento n. 7", 11 Agosto 1995, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Le Ultime Ore di Shaleen, (The Middle of Nowhere, 1995) "Urania n. 1310", 25 Maggio 1997, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Ascensore per la Luna, (Jumping off the Planet, 2000) "Urania n. 1439", 19 Maggio 2002, Mondadori Milano [Usato].
David Gerrold - Prima Fermata: Luna, (Bouncing Off the Moon, 2001) "Urania n. 1459", 12 Febbraio 2003, Mondadori Milano [Usato].

Theodore Sturgeon per Star Trek - Tempo di Uccidere, adattamento di James Blish (Amok Time, Star Trek # 3, Aprile 1969) "Star Trek. La Pista delle Stelle n. 3", Agosto 1978, Mondadori Milano [Usato]; in appendice a "Mondo senza fine"(World Without End, 1979) di Joe Haldeman; Licenza di Sbarco, (Shore Leave, Star Trek # 12, Novembre 1977) "Star Trek n. 6", Febbraio 1988, Garden Editoriale, Milano [Usato]; "Missione nell'Universo" (Star Trek n. 12, 1977), a cura di James Blish e J. A. Lawrence "Licenza di Sbarco - Star Trek n. 1" Luglio 1988, Garden Editoriale, Milano [Usato];

Theodore Sturgeon - L'Uovo d'Oro, (The Golden Egg, 1941) "Robotica a cura di Sandro PERGAMENO Grandi Opere Nord [n. 6]", Novembre 1980, Editrice Nord, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Non Aveva L'..., (Newhu's Jet, 1946) "Contatto con l'Inumano, AA.VV. - Urania n. 343",  2 Agosto 1964, Mondadori Milano [Usato]; "Classici Urania n. 160", Luglio 1990, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Le Mani di Bianca, (Bianca's Hands, 1947) "Alfred Hitchcock Presenta Le Grandi Firme del Brivido anno I n. 3", Dicembre 1959, Vittorio Metz Editore, Roma [Usato]; "Robot n. 40", Luglio/Agosto 1979, Armenia Editore, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Il Tuono e le Rose, (Thunder and Rose, 1947/1953) "L'Ultima Stella - Nova SF* a. XII n. 37", Gennaio 1978, Libra Editrice, Bologna [Usato]; "Le Grandi storie della Fantascienza n. 9 (1947) a cura di Isaac Asimov e Martin H. Greenberg", Aprile 1984, SIAD Edizioni, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Cristalli Sognanti, (The Dreaming Jewels, 1950) "I Romanzi di Urania n. 11", 10 Marzo 1953, Mondadori Milano [Usato]; "I Capolavori di Urania n. 321bis", Novembre 1963, Mondadori Milano [Usato]; "I Classici della Fantascienza n. 10", Ottobre 1973, Libra Editrice, Bologna [Usato]; "Cosmo Classici della Fantascienza n. 62", Febbraio 1984, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Massimi della Fantascienza [n. 23]", Settembre 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Gli Adelphi n. 117", Settembre 1997, Adelphi, Milano; "Urania Collezione n. 028", Maggio 2005, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - La Stirpe di Giapeto (Aliens 4, 1959/1962, Antologia) "Futuro Biblioteca di Fantascienza n. 36", Febbraio 1978, Fanucci Editore, Roma [Usato].
Theodore Sturgeon - Nascita del Superuomo, (More Than Human, 1953) "I Romanzi di Urania n. 62", 20 Novembre 1954, Mondadori Milano [Usato]; "Cosmo Classici della Fantascienza [n. 14]", Settembre 1974, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Massimi della Fantascienza [n. 23]", Settembre 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Urania Collezione n. 005", Giugno 2003, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - La Stanza Oscura/La Stanza Buia, (The Dark Room, 1953) "Storie del Bene e del Male, AA.VV. - Urania n. 462", 21 Maggio 1967, Mondadori Milano [Usato]; "Tempo senza tempo AA. VV. I Libri Pocket n. 524", 26 Agosto 1975, Longanesi & C., Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Evasione e Ritorno, (A Way Home, 1953) "Sette Chiavi per l'Ignoto, AA.VV. - Urania n. 466", 16 Luglio 1967, Mondadori Editore, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Luci e nebbie (A Way Home, 1955, Antologia) "Urania n. 1045", 29 Marzo 1987, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Medusa e Altri Dei, (Caviar, 1955, Antologia) "Urania n. 1114", 19 Novembre 1989, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Semi di Stelle, (Antologia Racconti Brevi 1941/1956) "Urania n. 1071", 27 Marzo 1988, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Sposare Medusa, (To Marry Medusa, 1958, versione parziale de "I Figli di Medusa") "Galaxy Anno V-N. 5", Maggio 1962, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato].
Theodore Sturgeon - I Figli di Medusa, (The Cosmic Rape, 1958) "Saturno Collana di Fantascienza n. 5", Febbraio 1978, Libra Editrice, Bologna [Usato]; "I Massimi della Fantascienza [n. 23]", Settembre 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Urania Collezione n. 018", Luglio 2004, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Profumo d'Infinito, (A Touch of Strange, [1958] 1959, Antologia), "Science Fiction Book Club 5 I serie [n. 6]", 15 Giugno 1964, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato].
Theodore Sturgeon - L'Ultima Arma, (Fear Is Business, 1956) "Richiamo all'Ordine e Altri Racconti, AA.VV. - Urania n. 376", 21 Marzo 1965, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Venere più X, (Venus Plus X, 1960/1961) "La Bussola SF n. 2 [SFB n. 14]", Giugno 1965, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato]; "Science Fiction Book Club n. 14", Aprile 1972, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato]; "Classici Urania n. 122", Maggio 1987, Mondadori Milano [Usato]; "I Massimi della Fantascienza [n. 23]", Settembre 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Urania Collezione n. 023", Dicembre 2004, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Qualche Goccia del tuo Sangue, (Some of Your Blood, 1961) "Oscar Horror n. 9", Febbraio 1990, Mondadori Milano [Usato]; "Urania Horror 23, supplemento ad Urania 1501", Agosto 2005, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Orbite Perdute, (Sturgeon in Orbit, 1964, Antologia) "Urania n. 1014", 19 Gennaio 1986, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Scultura Lenta, (Slow Sculpture, 1970) "Della Luna, del Mare e del Cielo - Nova SF* a. VI n. 18", Febbraio 1972, Libra Editrice, Bologna [Usato]; "Cultura Politica n. 182", Luglio 1977, Savelli, Roma [Usato]; "Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "Grandi Scrittori di Fantascienza a. I, n. 6", Novembre 1980, Euroclub, Milano [Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza. Premi Hugo 1969-1972 a cura di Isaac Asimov - Oscar Fantascienza n. 118", Giugno 1994, Mondadori Milano [Usato]; "I premi Hugo 1969-1971  a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 216", Marzo 1995, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Non Cremate il Presidente, (Occam's Scalpel, 1971) "Non Cremate il Presidente, AA.VV. - Urania n. 586", 20 Febbraio 1972, Mondadori Milano [Usato]; "Tascabili Mursia n. 30", Marzo 1980, Mursia, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Il Mondo di Theodore Sturgeon, (Sturgeon Is Alive and Well..., 1971, Antologia) "SF Narrativa d'Anticipazione [n. 28]", Febbraio 1982, Editrice Nord, Milano [Usato];  con il titolo "Lo Scrigno delle 15 Perle - Cosmo Collana di Fantascienza n. 304", Novembre 1999, Editrice Nord, Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Un Fruscio d'Ombre, (The Worlds of Theodore Sturgeon, 1972, Antologia)
"Science Fiction Book Club n. 50", 1 Novembre 1976, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato].
Theodore Sturgeon - E Pluribus Unicorn, (E Pluribus Unicorn, 1973, Antologia) "Il Libro d'Oro della Fantascienza [n. 10]", Dicembre 1985, Fanucci Editore, Roma [Usato].
Theodore Sturgeon - Le Mani di Bianca, (E Pluribus Unicorn, 1973, Antologia) "Il Libro d'Oro della Fantascienza [n. 12]", Marzo 1987, Fanucci Editore, Roma [Usato].
Theodore Sturgeon - Un dio in giardino: Il Primo Libro dei Racconti, (The Ultimate Egoist, 1995, Antologia), "I Massimi della Fantascienza [n. 37]", Ottobre 1997, Mondadori Milano [Usato].
Theodore Sturgeon - Medusa e Altre Incognite, "Millemondi 38 - Primavera 2004", Mondadori Milano [Usato].

Harlan Ellison per Star Trek - La Città sull'Orlo del Sempre, adattamento di James Blish (The City on the Edge of Forever, Star Trek # 2, 1968) "Star Trek - La Pista delle Stelle n. 2", Luglio 1978, Mondadori Milano [Usato].

Harlan Ellison - Dolorama e Altre Delusioni, (Paingod and Other Delusions, 1965, Antologia) "I Romanzi del Cosmo n. 192", 1 Giugno 1966, Ponzoni Editore, Milano [Usato]; "Cosmo I Capolavori della fantascienza n. 94 (parziale)", 1 Settembre 1968, Ponzoni Editore, Milano [Usato].
Harlan Ellison - "Pentiti Arlecchino!, Disse l'Uomo del Tic-Tac", ("Repent Harlequin !", Said the Ticktockman, 1965) "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1962-1966 a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 204", Marzo 1994, Mondadori Milano [Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza. I Premi Hugo 1964-1968 (vol. II, 1962/1971) a cura di Isaac Asimov - Oscar Fantascienza n. 116", Aprile 1994, Mondadori Milano [Usato];
Harlan Ellison - Il Computer Sotto il Mondo/Non ho Bocca e Devo Urlare, (I Have no Mouth, and I Must Scream, 1967) "Il Computer Sotto il Mondo a cura di Donald A. Wollheim e Terry Carr - Science Fiction Book Club n. 44", Settembre 1972, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Scrittori di Fantascienza a.I, n. 6", nov 1980, Euroclub, Milano [Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza. I Premi Hugo 1964-1968 (vol. II, 1962/1971) a cura di Isaac Asimov - Oscar Fantascienza n. 116", Aprile 1994, Mondadori Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1967-1968 a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 213", Dicembre 1994, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - Se il Cielo Brucia, (From the Land of Fear, 1967, Antologia) "Galassia n. 231", 1 Marzo 1978, Casa Editrice La Tribuna, Piacenza [Usato].
Harlan Ellison - L'Ombra in Caccia nella Città sull'Orlo del Mondo, (The Prowler in the City at the Edge of the World, 1967) "Dangerous Visions (Dangerous Visions, 1967)", Varia Fantascienza, Settembre 1991, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - Il Morso della Seggiola, (I See a Man Sitting on a Chair and the Chair Is Biting His Leg, 1968) in appendice a "Ma che pianeta mi hai fatto? Urania n. 500", 3 Novembre 1968, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - La Bestia che Gridava Amore nel Cuore del Mondo, (The Beast That Shouted Love at the Heart of the World, 1968) "Fantascienza n. 3", Ottobre 1976, Ennio Ciscato Editore, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Scrittori di Fantascienza a.I, n. 6", nov 1980, Euroclub, Milano [Usato]; "Le Grandi Storie della Fantascienza. I Premi Hugo 1964-1968 (vol. II, 1962/1971) a cura di Isaac Asimov - Oscar Fantascienza n. 116", Aprile 1994, Mondadori Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1967-1968 a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 213", Dicembre 1994, Mondadori Milano [Usato].          
Harlan Ellison - Tempo circolare, (Phoenix Land, 1969) in appendice a "Un passo Avanti e due Indietro, AA.VV. Urania n. 532", 25 Gennaio 1970, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - Un Ragazzo e il suo Cane, (A Boy and His Dog, 1969) "Storie del Pianeta Azzurro a cura di  Sandro PERGAMENO - Grandi Opere Nord [n. 13]", Novembre 1987, Editrice Nord, Milano [Usato].
Harlan Ellison - La Regione Intermedia, (The Region Between, 1970) "Altre vite AA.VV. - Urania n. 1130", 1 Luglio 1990, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - Il Basilisco, (Basilisk, 1972) in appendice a "Prove di Maturità  a cura di Roger Elwood - Urania n. 670", 11 Maggio 1975, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - 480 Secondi, o la Città Condannata, (Hindsight: 480 Seconds, Future City, 1973) "Le Città che ci Aspettano a cura di Roger Elwood - Urania n. 646", 9 Giugno 1974, Mondadori Milano [Usato]; "Le Città che ci Aspettano - Oscar n. 781", 1 Luglio 1977, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - L'Uccello di Morte, (The Death Bird, 1973) "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Scrittori di Fantascienza a.I, n. 6", nov 1980, Euroclub, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1974-75 a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 233", Agosto 1996, Mondadori Milano [Usato]; 
Harlan Ellison - Alla Deriva Appena al Largo delle Isolette di Langherans: Latitudine 38¼ 54' N, Longitudine 77¼ 00' 13" O, (Adrift Just off the Isles of Langherans: Latitude 38¼ 54' N, Longitude 77¼ 00' 13" W, 1974) "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Opere Nord [n. 4]", Novembre 1978, Editrice Nord, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1955-1975 (Volumi I-III 1962/1977) a cura di Isaac Asimov - Grandi Scrittori di Fantascienza a.I, n. 6", nov 1980, Euroclub, Milano [Usato]; "I Premi Hugo 1974-75 a cura di Isaac Asimov - Classici Urania n. 233", Agosto 1996, Mondadori Milano [Usato].
Harlan Ellison - Idrogeno e Idiozia, (Shatterday, 1980, Antologia) "AvantPop [n. 7]", Agosto 1999, Fanucci Editore, Roma [Usato].

Naturalmente in questa lista assolutamente parziale mancano i diversi racconti dei vari autori, pubblicati nel nostro paese in numerose antologie fra gli anni '60 e '90 (per maggiori informazioni potete consultare le utilissime pagine di Ernesto Vegetti, "Il Catalogo Sf, Fantasy e Horror").

Riferimenti Bibliografici:

Lanfranco Fabriani, SPECIALE Il 40° Anniversario di Star Trek: "Letteratura vs. Televisione? La soluzione di Gene Roddenberry" - Delos Science Fiction n. 99, Settembre 2006
Ernesto Vegetti, "Il Catalogo Sf, Fantasy e Horror"

Pagina dedicata a Jerome Bixby nella Wikipedia [in Inglese]
Pagina dedicata a David Gerrold nella Wikipedia [in Inglese]
Pagina dedicata a Theodore Sturgeon nella Wikipedia [in Inglese]
Pagina dedicata a Harlan Ellison nella Wikipedia [in Inglese]

Pace Profonda nell’Onda che Corre…

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