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UNA
"VISITA" DAL PASSATO
di Daniele "Nemo"
Volpi
"Comandante,
il teletrasporto è ancora operativo. Attinge energia dal sistema
ausiliario"
"La rimaterializzazione è stata disabilitata"
“È tutto sottosopra. Gli induttori di fase sono connessi
alla rete di emissione. Il circuito di annullamento è andato ed
il buffer degli schemi è stato bloccato in un ciclo diagnostico"
"Non ha nessun senso. Bloccare l’unità in un ciclo diagnostico
perpetuo provoca solo l’emissione di materia attraverso il buffer
degli schemi, non vedo lo scopo..."
"C’è ancora uno schema nel buffer"
"È completamente intatto. Il decadimento del segnale è
inferiore allo 0,003%. Come diavolo è possibile?"
"Non lo so, non ho mai visto un teletrasporto modificato in questa
maniera"
"Qualcuno potrebbe sopravvivere, in un teletrasporto, per 75 anni?"
"Conosco un modo per scoprirlo"
"Ah, grazie, amici".
La Forge, Riker reintegrano Scotty sulla Jenolan,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
"Posso farle una domanda? Come le è venuto in mente di
utilizzare il buffer degli schemi del teletrasporto per potersi salvare?"
"Beh, non avevamo abbastanza scorte per aspettare i soccorsi, quindi
dovevamo inventarci qualcosa"
"Si ma lasciarlo bloccato in un ciclo diagnostico per non far decadere
gli schemi e connetterlo ad incrocio con gli induttori di fase, per fornirgli
una sorgente di energia continua è un’idea geniale"
"Diciamo che è stata geniale solo a metà. Franklin,
purtroppo, non c’è più".
La Forge e Scotty, (Il Naufrago
del Tempo, 1992)
Volete veramente guardare un episodio di TNG
che fa venire i lucciconi agli occhi? No! Porca pupazza! No, non sto parlando
di "Una Vita per Ricordare" (The Inner Light),
che fra le altre cose mi sta anche un poco sulle balle per la
sua atmosfera troppo zuccherosa… C’è un altro episodio,
nella Sesta Stagione del programma, che mi ha veramente commosso,
e per moltissimi motivi… Non vi sto parlando di una storia ipotetica,
messa in piedi alla bell’e meglio, per sfruttare l’effetto
commozione del pubblico. Parlo di un vero e proprio atto d’amore
verso non soltanto l’intero mondo di Star Trek, non soltanto verso
i suoi appassionati, ma anche verso coloro che hanno creato
il mito del programma, con le avventure della Serie Classica.
Non siete andati in brodo di giuggiole quando avete visto un ultracentenario
(ed ammiraglio!) Dottor McCoy, accompagnato dall’androide
Data, passare il testimone che era stato nelle mani dell’equipaggio
originale alla nuova e ipertecnologica Enterprise? Ricordate le belle
parole con cui il vecchio dottore imbeccava questa macchina, tanto simile
ad un certo alieno con le orecchie a punta di sua conoscenza?
"Questa nave porta un nome glorioso. Trattale bene
e Lei ti riporterà sempre a casa!" Bene,
c’è un altro ospite la cui apparizione in una puntata di
TNG ha infiammato i cuori dei fan, un certo ingegnere scozzese che tutti
noi abbiamo imparato ad amare molto, molto tempo fa…
Oggi parliamo de "Il Naufrago del Tempo"
("Relics", ma ancora una volta la traduzione zoppica,
come al solito, quando il vero significato del titolo poteva essere tradotto
come "Reliquia, vestigia del passato").
1. Una nave è tanto buona quanto è capace il suo Capo Ingegnere!
"Come si sente?"
"Non lo so. Come mi sento?"
"A parte qualche ammaccatura, direi che sta bene per avere 147 anni"
"Le posso assicurare che non me ne sento più di 120".
Picard, Scotty, e la Dottoressa Crusher, (Il Naufrago del
Tempo, 1992).
L’Enterprise D intercetta una chiamata di soccorso proveniente
dalla USS Jenolan, una nave da trasporto data
per scomparsa da ormai 75 anni. Nel momento in cui la nave Federale
esce dalla velocità curvatura per rispondere al segnale ed investigare
sul mistero, viene investita con grande violenza da un massiccio campo
gravitazionale, di origine sconosciuta.
Inizialmente le misurazioni dei sensori non sembrano in grado di stabilire
la posizione di una anomalia gravimetrica tanto intensa, ma in seguito
sono in grado di individuare il centro del campo che si rivela essere
una struttura sferica di dimensioni mostruose, con un diametro
di 200 milioni di chilometri e cioè due terzi della distanza con
cui la Terra orbita attorno al nostro Sole. Il Capitano Jean-Luc Picard
chiede al Comandante Data se esiste la concreta possibilità di
trovarsi di fronte ad una "Sfera di Dyson". Davanti all’espressione
stupita del suo primo ufficiale, Picard spiega al Vice Comandante Riker
della possibilità di realizzare una struttura artificiale, a forma
di sfera cava appunto, da parte di una civiltà sufficientemente
avanzata, che sia capace di contenere completamente la propria
stella d’origine, così da poter sfruttare in toto l’energia
prodotta dall’astro, una teoria sviluppata all’inizio del
20esimo secolo dal fisico terrestre Freeman Dyson. Secondo
quanto verificato da Data le dimensioni della struttura risultano coerenti
con quelle illustrate nello studio teorico che il Capitano Picard ha appena
citato; inoltre, considerando l’enorme dimensione della costruzione
(la superficie interna equivale a qualcosa come 250 milioni di pianeti
di classe M), la sfera è in grado di generare massicce interferenze
gravitazionali che sembrano in grado di poter influire sui sensori dell’Enterprise,
rendendo l’oggetto virtualmente non localizzabile, almeno fino a
quando la nave si trovava a velocità curvatura. La nave federale
individua il relitto della Jenolan, che si è schiantata sulla superficie
della sfera, presso l’emisfero nord, e che, sorprendentemente, sembra
ancora dotata di un sistema energetico e di supporto vitale funzionanti.
Il Comandante Riker, il Tenente Comandante La Forge ed il Tenente Worf
vengono trasferiti a bordo della Jenolan e finiscono per scoprire che,
sebbene alcuni dei sistemi della nave risultano ancora funzionanti (teletrasporto
e sistemi di supporto vitale che sono attivi ma al minimo delle loro possibilità),
sul vascello non sembra esserci alcun segno di vita.
Che fine ha fatto l’equipaggio della nave, in questi 75 anni?
Comunque il Capo Ingegnere scopre che il vecchio teletrasporto del vascello
sembra essere stato modificato in un modo del tutto particolare: al dispositivo
è stata convogliata tutta l’energia disponibile proveniente
dai sistemi ausiliari della Jenolan (che posseggono un sistema di produzione
dell’energia autorigenerante) mentre le subroutine di rimaterializzazione
sono state disabilitate volontariamente, con gli induttori di fase collegati
direttamente alla matrice di emissione ed i buffer degli schemi bloccati
in un ciclo diagnostico. Incredibilmente una traccia
utile è rimasta conservata nel buffer del teletrasporto, senza
per questo essersi degradata in tutti questi anni di funzionamento (il
decadimento risulta inferiore al 0,003%)! Riker si chiede se qualcuno
potrebbe sopravvivere per tutto questo tempo all’interno del buffer
di memoria di un teletrasporto e La Forge decide che il migliore modo
per scoprirlo è spegnere tutto e provocare la rimaterializzazione
del modello conservato nel sistema. Non molti si potevano aspettare di
vedere ricomparire sulla pedana del teletrasporto il viso bonario e sorridente
del Capitano Montgomery "Scotty" Scott, ex
Capo Ingegnere della USS Enterprise NCC-1701.
Dopo aver ringraziato Geordi e il Numero Uno, per averlo tirato fuori
dalla macchina frulla molecole (come diceva sempre l’amico Bones),
Scotty si avvicina alla consolle del sistema per tentare di recuperare
un secondo pattern, quello del guardiamarina Matt Franklin, un secondo
componente dell’equipaggio, che era naufragato insieme a lui. Purtroppo
un guasto in uno degli induttori di fase ha impedito al sistema di compensare
il segnale in tutto questo tempo ed il modello del povero Franklin si
è degradato oltre misura (oltre il 53% del modello originale risulta
andato perduto…) e non può essere recuperato. Riker offre
le sue condoglianze e si presenta, assieme a Geordi, spiegando di provenire
dall’Enterprise; a questo punto la reazione del vecchio Capitano
è inaspettata ed entusiastica: l’ingegnere è certo
che sia stato proprio il suo vecchio Comandante, Kirk, a riportare
in servizio la vecchia signora per venirlo a recuperare!
Scotty vorrebbe sapere per quanto tempo è rimasto sospeso all’interno
dei buffer del teletrasporto della Jenolan, ma la conversazione è
interrotta dal sopraggiungere del Tenente Worf, per cui Riker si vede costretto
a presentare l’ufficiale della sicurezza della nave a Scotty.
Se un Klingon è stato accettato nella Flotta Stellare, Scotty realizza
che deve essere passato un bel po' di tempo dall’ultima volta in
cui lo abbiamo visto in circolazione…
E quanto è rimasto in quel dannato buffer!
Geordi, domanda come mai, lui e Franklin, abbiano deciso di utilizzare
il teletrasporto modificato in quella maniera e Scotty spiega che, sebbene
i due fossero riusciti a sopravvivere allo schianto sulla Sfera di Dyson,
il campo gravitazionale della struttura impediva ai superstiti di riuscire
ad inviare una richiesta di aiuto attraverso i canali subspaziali; inoltre
Franklin e Scott non possedevano abbastanza provviste ed energia per poter
sperare di sopravvivere abbastanza a lungo ed attendere l’arrivo
di una ipotetica spedizione di soccorso.
"Sa, credo che le piacerà il 24esimo secolo. Abbiamo fatto
progressi incredibili in questi ultimi 80 anni"
"Oh, da quel poco che ho visto, avete una nave straordinaria, signor
La Forge. Una vera meraviglia. Devo ammettere di essere un poco sopraffatto"
"Hmm, aspetti di vedere il ponte ologrammi".
La Forge e Scotty, (Il Naufrago
del Tempo, 1992).
I due ingegneri si trasferiscono sulla Enterprise, dove Geordi
accompagna Scotty in infermeria, mentre discutono dei progressi scientifici
e tecnologici degli ultimi 75 anni e degli eventi che hanno portato al
disastro della Jenolan, che si è trovata nella stessa situazione
un cui abbiamo visto incappare la nave di Picard all’inizio dell’episodio.
Naturalmente il vecchio Ingegnere, non appena guadagna la pedana del teletrasporto
dell’Enterprise D, inizia ad infilare le mani ovunque, costringendo
il suo giovane collega a tenerlo d’occhio. In tutto questo tempo
le cose sono cambiate e non poco sulle navi della Federazione!
La Forge si mostra estremamente ammirato dall’utilizzo che l’anziano
Capitano ha fatto del teletrasporto per sopravvivere, ma la risposta di
Scotty è molto pacata ed umile: il trucco non ha funzionato completamente
e, soprattutto, non gli ha consentito di salvare anche l’amico Franklin.
In infermeria, mentre la dottoressa Crusher registra soltanto lievi ferite,
che guariranno molto velocemente, e trova che l’anziano Capitano
mostra di essere in buona salute, per una persona della sua "età",
Scotty viene presentato al Capitano Picard, che si mostra sorpreso di
averlo trovato a bordo della nave precipitata, dal momento che l’ingegnere
non era segnalato nell’elenco dell’equipaggio. La soluzione
è più semplice del previsto: Scotty si era imbarcato sulla
nave soltanto come un normale passeggero che voleva raggiungere
la colonia di Norpin su Norpin V, dove
contava di trascorrere in pace gli ultimi anni della sua vita, come un
semplice pensionato. Quando il comandante Picard ordina a Geordi di studiare
la Sfera di Dyson, Scotty si offre di aiutarlo con estremo entusiasmo
ma la dottoressa Crusher lo consiglia di rimanere ancora un poco in infermeria.
E consigliabile che il vecchio comandante si riposi prima di gettarsi
a capofitto, ancora una volta, nella mischia… Per questo motivo
viene scortato nei suoi alloggi dal Guardiamarina Kane, che non sembra
colpito dai ricordi del vecchio ufficiale e che molto velocemente ritorna
ai propri doveri, lasciando Scotty solo e molto meno entusiasta della
vita nel 24simo secolo.
Ci spostiamo in sala macchine, dove LaForge ed i suoi uomini si trovano
impegnati nell’analisi spettrografica della Sfera di Dyson; l’arrivo
di Scotty interrompe temporaneamente le attività del gruppo, mentre
La Forge lo accoglie chiedendogli di tornare più tardi, dal momento
che le misurazioni sulla Sfera assorbono completamente la sua attenzione
e non ha tempo per far fare al vecchio Capitano un giro della nave. Ma
Scotty è in sala macchine per un altro motivo ed insiste perché
il giovane Ingegnere accetti la sua assistenza: a Geordi non rimane che
fare buon viso a cattivo gioco ed accettare la collaborazione offerta
dal Capitano.
Nello stesso momento, sul Ponte di Comando, Data comunica al Capitano
Picard che la sfera è stata realizzata attorno ad una stella di
tipo G e che la superficie che si trova all’interno del sistema
corrisponde ad un ambiente compatibile con quello dei pianeti di tipo
M, ma i sensori non hanno mostrato alcun segno di abitanti. Picard ordina
il lancio di alcune sonde di tipo 4, che accelerino l’analisi della
sfera. In sala macchine la situazione si fa incandescente: Scotty trova
modifiche e soluzioni tecniche che ai suoi tempi erano decisamente pericolose,
cerca allora di riparare cose che funzionano benissimo, con le attuali
tecnologie, irritando decisamente il povero Geordi, che viene apostrofato
con sagaci commenti dal vecchio ingegnere, che gli ricorda di fare
il suo mestiere da quando il nonno di La Forge portava ancora i pannolini!
"Posso darle un piccolo consiglio? I Capitani delle astronavi sono
come i bambini, vogliono sempre tutto, subito e che sia fatto a modo loro.
Il segreto è dargli quello di cui hanno bisogno, non quello che
vogliono"
"Ho già detto al Capitano che l’analisi sarà
pronta entro un ora"
"E quanto ci vorrà per farla?"
"Un’ora! "
"Oh, e si è preso esattamente il tempo che le serve per eseguirla?"
"Si, naturalmente"
"Oh, figliuolo, ha ancora molto da imparare se vuole che la gente
pensi a lei come a qualcuno che sa fare i miracoli!"
Scotty, offre a La Forge un consiglio su come trattare i Capitani
della Flotta, (Il Naufrago del Tempo, 1992).
Alla fine il giovane va su tutte le furie quando Scotty si offre di consigliare
al Tenente Comandante come gestire il proprio rapporto con i Capitani
della Flotta Stellare. A questo punto Geordi da pieno sfogo alla sua frustrazione,
cacciando il povero Scotty fuori dalla sala macchine; al vecchio ufficiale
non rimane che andarsene, con un’aria decisamente poco soddisfatta.
Più tardi, uno Scotty parecchio scornato arriva al Bar di Prora
ed ordina un buon vecchio scotch scozzese, per scoprire con enorme disappunto
che, in tutti questi anni, anche gli alcolici non sono più quelli
di una volta… Grazie all’intervento chiarificatore del Comandante
Data, Scotty apprende che la Flotta ha sostituito l’utilizzo del
vecchio alcool con quello del meno pericoloso sinthalcool (o
sinthehol), mentre l’androide si offre di trovare per il
vecchio Capitano una reale bevanda alcolica, andando a pescare nella riserva
provata della Barista Guinan (che non vedremo, purtroppo interagire
con il vecchio Capo Ingegnere, un vero peccato!). Questa
volta la reazione dell’ufficiale è decisamente più
serena, segno che la bevanda, di un tenue colore verde, risulta di sua
gradimento…
"L’androide al bar ha detto che potevi mostrarmi la mia vecchia
nave, datti da fare"
"Dati insufficienti. Per favore specificare parametri"
"L’Enterprise. Mostrami il ponte di comando dell’Enterprise,
pezzo di latta pieno di bulloni!"
"Ci sono state 5 navi della Federazione con quel nome. Per favore
specificare numero di registrazione"
"N-C-C-Uno-Sette-Zero-Uno. Senza nessuna A, B, C... o D!"
Scotty, frustrato dal fatto che il computer della sala ologrammi
non capisce la sua richiesta di ricreare il ponte di comando della Enterprise
(NCC-1701), (Il Naufrago del Tempo, 1992).
"...Questo è per voi, ragazzi..."
Scotty, nella simulazione del ponte Enterprise (NCC-1701)
deserto, brinda in onore dei compagni perduti, (Il Naufrago del Tempo,
1992).
Leggermente alticcio, Scotty arriva fuori da una delle
sale ologrammi e richiede una simulazione del Ponte di Comando della sua
Enterprise, la gloriosa NCC-1701 su cui ha prestato servizio sotto il
comando del Capitano J.T. Kirk durante gli avvenimenti della TOS, la prima
nave di classe Constitution che tutti noi appassionati abbiamo
imparato a rispettare ed amare. La nave che Scotty su cui ha passato la
maggior parte della sua carriera…
L’impatto con il passato è devastante ed il vecchio Ingegnere
si lascia trascinare via dai ricordi della sua meravigliosa nave e degli
amici che ora non ci sono più.
Un momento che definire toccante e poco, quando il vecchio, schiantato
dall’avere realizzato quanto tempo è trascorso, si versa
un bicchiere di liquore verde e brinda in ricordo delle persone che gli
erano così care e che, purtroppo, non rivedrà… Scotty
sta ricordando con tenerezza gli anni in cui si trovava a bordo della
sua prima nave quando il Capitano Picard lo raggiunge.
Il vecchio Capitano offre di dividere la bottiglia con Picard, invito
che il comandante accetta di buon grado, con spirito cameratesco, e vorrebbe
avvertirlo che non si tratta di una delle loro brodaglie sintetiche, ma
il Capitano dell’Enterprise D con molta noncuranza butta giù
l’intero bicchiere, riconoscendo quasi all’istante il contenuto:
questo è Whisky di Aldebaran, bevanda che lui stesso aveva
procurato a Guinan!
I due Capitani iniziano a parlare dei loro primi compiti nella Flotta
Stellare e Scotty si lascia andare ai ricordi del suo lavoro a bordo della
Enterprise originale, la prima nave dove era stata impiegato come Capo
Ingegnere e la più bella delle numerose astronavi su cui aveva
prestato servizio, mentre Picard ricorda del suo primo comando a bordo
della USS Stargazer.
Per i due ufficiali le prime navi dove hanno prestato servizio rimangono
due fidanzate di un tempo, troppo amate, che non si possono dimenticare…
"Ah, è come la prima volta che ci si innamora. Non si riesce
ad amare ancora una donna intensamente come la prima. Beh, alla mia Enterprise
ed alla sua Stargazer, due vecchie fidanzate che non incontreremo mai
più"
Scotty, parla con Picard delle navi dove hanno servito come
Capo ingegnere e Capitano, (Il Naufrago del Tempo, 1992).
Picard chiede a Scott cosa pensa della sua Enterprise-D, e questi
gli risponde di considerarla una nave meravigliosa, ma un poco fredda,
distaccata ed impersonale, aggiungendo che invece sulla sua Enterprise
egli poteva rendersi conto della velocità in cui si stava muovendo
il vascello semplicemente dalle vibrazioni delle piastre del pavimento
del ponte di comando.
Picard gli risponde affermando di comprendere perfettamente le sue affermazioni
e che sebbene la sua nave attuale sia un enorme passo avanti in ogni senso,
rispetto al suo primo comando, Picard talvolta si priverebbe di qualsiasi
cosa per ritornare ancora sul ponte della sua Stargazer.
A questo punto il vecchio comandante sembra cedere alla depressione e
si sfoga rivelando a Picard di sentirsi inutile ed obsoleto nel 24esimo
secolo; si rende improvvisamente conto di quello che sta cercando di fare:
trovare una via di fuga dalla realtà rifugiandosi nei ricordi di
un tempo.
Senza preavviso Scotty chiude brutalmente il programma ed esce dal ponte
ologrammi, lasciando solo un pensoso Picard.
Per il vecchio ufficiale è venuto il momento di comportarsi
in maniera consona alla sua età!
Il giorno seguente, Picard convoca Geordi nel suo ufficio e gli chiede
un rapporto sui progressi fatti nello studio della Sfera di Dyson; conscio
che la Jenolan ha effettuato un’analisi completa del dispositivo
prima di precipitare sulla sua superficie, il comandante chiede se i tecnici
della sala macchine sono riusciti a combinare qualcosa nel tentativo di
recuperare i diari di bordo della vecchia nave, ma la risposta del Capo
Ingegnere dell’Enterprise è desolante. Tutti gli sforzi fatti
hanno portato ad un ben misero risultato, dal momento che il nucleo del
computer della nave precipitata è rimasto seriamente danneggiato
nell’impatto e che i tecnici dell’Enterprise non sono molto
avvezzi ad utilizzare dispositivi tanto datati... Picard suggerisce allora
di utilizzare l’esperienza di Scotty fatta proprio con quei sistemi
vecchi di 75 anni, perché assista il Capo Ingegnere nel tentativo
di recuperare le informazioni contenute nei nuclei danneggiati.
Geordi concorda che Scotty potrebbe essere loro di grande aiuto, dal momento
che il vecchio Capo Ingegnere conosce i sistemi della Jenolan meglio di
chiunque altro sulla Enterprise e suggerisce di inviare il Tenente Bartel
con il vecchio Ingegnere sulla Jenolan per tentare di mettere il vecchio
computer in linea ancora una volta.
Ma a questo punto il Capitano chiede (badate bene, chiede, non ordina)
che sia proprio Geordi accompagnare personalmente Scotty sulla vecchia
nave per recuperare i diari di bordo, con la speranza che questa missione
faccia sentire Scotty, che rimane comunque un ufficiale delle Flotta Stellare,
utile ancora una volta. Geordi comprende le motivazioni del suo
comandante ed accetta il compito di buon grado.
Non appena Geordi ed Scotty (ancora sofferente per la sbornia della sera
prima) vengono trasferiti sulla Jenolan, Data comunica al Comandante Riker
di aveva individuato una rete di antenne in prossimità dell’attuale
posizione dell’Enterprise, che emette continuamente una serie di
segnali a bassa intensità nel subspazio, e per questo motivo il
Vice Comandante ordina di stabilire una rotta in quella direzione, posizionando
la nave in un’orbita sincrona proprio sopra la misteriosa istallazione.
Nel momento in cui l’Enterprise raggiunge la rete, l’equipaggio
scopre un enorme portello circolare sulla superficie della Sfera, che
si pensa sia una delle principali vie d’accesso all’enorme
costruzione. Picard ordina l’apertura di un canale di comunicazione
protetto che inaspettatamente fa partire l’apertura del portello
e la contemporanea attivazione di una serie di raggi traenti di notevole
potenza che catturano la nave, trascinandola facilmente all’interno
della struttura, in barba al tentativo dell’equipaggio di utilizzare
i motori ad impulso per invertire la rotta e sfuggire alla trappola.
Dal momento che le frequenze di risonanza del raggio traente utilizzato
per catturare l’Enterprise risultano incompatibili con il sistema
energetico della nave, i relè dei motori a curvatura ed a impulso
vengono sovraccaricati, rendendo entrambi i sistemi di propulsione inutilizzabili.
L’Enterprise ha perso i sistemi primari ed ausiliari e nel momento
in cui il raggio traente viene disabilitato, con la nave liberata all’interno
del guscio, la forza d’inerzia continua a spingerla inesorabilmente
verso il centro della Sfera di Dyson, proprio fra le braccia della stella
lì contenuta, senza possibilità di utilizzare uno dei suoi
motori e modificare la propria rotta! Sulla Jenolan, Scotty ha un po'
di problemi nel tentare di recuperare i giornali di bordo della nave e
si sfoga chiamando i sistemi del vascello danneggiato "pezzo di ferro
da buttare via, obsoleto". Ma a Geordi non è sfuggito che
Scotty non si sta riferendo soltanto ai sistemi ormai fatiscenti della
Jenolan ma anche a se stesso e cerca di consolare il vecchio Capitano
dicendo che le tecnologie di base che ancora sono impiegate su di una
nave stellare non sono poi così cambiate in 75 anni; il teletrasporto
del relitto, per esempio è praticamente identico a quello
che utilizza l’ammiraglia della Flotta Stellare, la radio subspaziale
ed i sensori usano lo stesso principio ed la tecnologia che sta alla base
dei motori ad impulso è cambiata molto poco negli ultimi duecento
anni! Secondo Geordi la Jenolan potrebbe “tenere il passo con
l’Enterprise con i motori ad impulso”. Il giovane Capo
Ingegnere aggiunge che la stessa Jenolan potrebbe essere messa in sesto
per tornare ancora in servizio, se i danni strutturali del vascello non
fossero tanto estesi. Scotty sembra molto scoraggiato e risponde che nessuno
vorrebbe una nave tanto vecchia, un bidone, come la Jenolan (e naturalmente
nessuno vorrebbe utilizzare ancora una reliquia del passato come lo stesso
Scotty) ma Geordi non è assolutamente d’accordo e risponde
alle critiche dicendo che l’età non corrisponde necessariamente
all’utilità di qualcosa (e sottintende di qualcuno)
e che “non si butta via una cosa solo perché è
vecchia!”.
A questo punto Scotty si sente maggiormente accettato dal collega ed inizia
a formarsi un legame fra i due uomini. Ma il momento è passeggero
e Scotty ritorna alla console su cui stava lavorando.
Il vecchio Capitano dice a Geordi che una volta sulle navi avevano in
dotazione un convertitore dinamico, uno strumento che potrebbe aiutarli
a recuperare con maggiore velocità i giornali di bordo della Jenolan.
Geordi suggerisce di utilizzare qualcosa di simile, ma di più moderno,
cioè che potrebbero farsi teletrasportare direttamente dall’Enterprise,
ma le chiamate del giovane rimangono senza risposta.
Intanto la nave, imprigionata all’interno della Sfera di Dyson,
si trova a tre minuti dalla fotosfera della stella e quindi dalla sua
distruzione; fortunatamente è stata ristabilita una piccola parte
dell’energia per i propulsori di manovra, che però risultano
ancora insufficienti per poter evitare il disastro. Finalmente, deviando
tutta l’energia dai sistemi ausiliari ai propulsori, la nave stellare
riesce a stabilire un orbita, stabile anche se temporanea, attorno alla
fotosfera della stella. L’Enterprise ha guadagnato ancora un
poco di tempo. Intanto Picard chiede di scoprire chi ha catturato
la sua nave all’interno della struttura e perché; per questo
motivo ordina una scansione con i sensori per scoprire se sulla superficie
interna della Sfera di Dyson si trovi una qualsiasi forma di vita aliena.
Quando Geordi e Scotty scoprono che l’Enterprise non risponde alle
chiamate radio, realizzano che la nave deve essere in qualche modo riuscita
ad entrare all’interno della Sfera. E’ arrivato il momento
di fare un miracolo e sebbene appaia impossibile rimettere la Jenolan
in condizioni di volare, i due Ingegneri si danno un gran daffare per
ristabilire l’energia ai motori della vecchia carretta.
Sull’Enterprise Data comunica a Picard che la stella contenuta nella
Sfera di Dyson si sta dimostrando pericolosamente instabile,
tanto da espellere una grande quantità di radiazioni ed enormi
esplosioni di materia. Questo spiega il perché i costruttori della
struttura ed i suoi abitanti siano stati costretti ad abbandonarla. L’androide
ipotizza che l’Enterprise possa avere attivato, non di proposito,
una serie di raggi traenti automatici che venivano utilizzati per guidare
le navi dei costruttori all’interno della struttura e questo spiegherebbe
come mai la nave Federale sia stata attirata all’interno della Sfera
senza che nessuno ai comandi dei portelli.
Quando la stella inizia ad emettere una potente eruzione solare, l’Enterprise
è in grado di attivare i propri scudi, ma la loro capacità
è ridotta al solo 23% di quella massima e se questo non bastasse,
le eruzioni solari si stanno intensificando pericolosamente e fra poco
più di tre ore, gli scudi della nave non saranno più in
grado di proteggere la nave, che finirà arrostita dalla stella…
"Un sacco di vecchia, inutile immondizia..."
Scotty, riferendosi ai sistemi della Jenolan ed a se stesso,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
"Faccia affluire il Deuterio dalla pompa crionica nel serbatoio ausiliario"
"Il serbatoio non può sopportare tanta pressione"
"E questa chi gliel’ha raccontata?"
"Come sarebbe, " chi me l’ha raccontata"? È
scritto nelle specifiche dei motori ad impulso"
"Regolamento 42, Comma 15: variazione di pressione nel serbatoio
di immagazzinaggio?"
"Si"
"Lo dimentichi. L’ho scritto io. Un buon Ingegnere deve sempre
andare con i piedi di piombo... Almeno sulla carta!."
La Forge e Scotty, (Il Naufrago
del Tempo, 1992).
"Se riuscissimo a far tornare attivi i motori, potremmo rintracciarli
seguendo la loro scia ionica"
"Ma che cosa sta dicendo? Il nucleo principale dei motori è
a pezzi, gli induttori termici sono fusi, gli accoppiamenti di energia
sono andati, ci vorrebbe una settimana solo per cominciare! Ma, visto
che non abbiamo una settimana, è inutile continuare a piangerci
addosso. Avanti! Vediamo cosa possiamo fare con il suo convertitore di
energia".
La Forge e Scotty, (Il Naufrago
del Tempo, 1992).
Fuori dalla Sfera di Dyson Geordi e Scotty stanno tentando di riparare
i motori ad impulso della Jenolan bypassando l’alimentazione del
Deuterio. Il loro tentativo ha brillantemente successo e così possono
ristabilire un minimo di energia al vascello, che può sollevarsi
dalla superficie della Sfera di Dyson. Quando Scotty offre a Geordi il
comando della nave, questo rimane particolarmente sorpreso, dal momento
che lo stesso Scotty è l’ufficiale più anziano a bordo,
ma il vecchio comandante spiega al Capo Ingegnere dell’Enterprise
che tutto ciò che ha sempre desiderato è essere un Ingegnere
(Capo) e non ottenere il comando di una nave, per questo insiste che il
giovane Tenente Comandante prenda il comando della Jenolan, mentre lui
si occuperà di controllare i sistemi dalla console di ingegneria.
Intanto l’Enterprise, ancora imprigionata all’interno della
Sfera, sta subendo gravi danni a causa delle eruzioni solari provenienti
dalla stella, ma Riker annuncia al suo Capitano che una parte della potenza
ad impulso è stata ripristinata. Picard chiede a Worf se i phaser
della nave possono essere utilizzati per aprirsi un varco attraverso il
guscio della sfera, così da consentire all’Enterprise di
aprirsi una via di fuga; purtroppo il capo della sicurezza annuncia a
Picard che la sfera è composta di neutronio di carbonio, per cui
i phaser (come qualsiasi altra arma sulla nave!) risultano completamente
inefficaci. Picard chiede a Data di iniziare una scansione per
trovare una nuova uscita, ma l’androide risponde che il tempo necessario
per effettuare questa operazione, che corrisponde alla scansione di centinaia
di mondi di tipo M contemporaneamente, richiede una quantità di
tempo decisamente superiore di quello che rimane a disposizione dell’Enterprise.
Comunque, precisa il Comandante Data, cercherà di velocizzare il
processo.
Nello stesso momento la Jenolan orbita lentamente intorno alla Sfera,
permettendo a Geordi ed a Scotty di registrare la traccia della scia ionica
lasciato dai motori dell’Enterprise, che li conduce sino al portello
dove la nave stellare è stata catturata. La distribuzione dell’inerzia
degli ioni attorno all’ingresso suggerisce ai due Ingegneri che
i motori ad impulso dell’Enterprise fossero a piena potenza indietro
e che la nave stellare sia stata trascinata contro la sua volontà
all’interno della struttura. Geordi e Scotty deducono che i portelli
sono dei terminali d’accesso (e non dei apparati di comunicazione)
sensibili alle comunicazioni subspaziali a bassa frequenza, che possono
essere attivati attraverso l’emissione di specifiche frequenze subspaziali,
molto simili alle frequenze di chiamata standard della Flotta Stellare.
Quando la nave dove viaggiava il Comandante Scott aveva attivato le frequenze
di chiamata, 75 anni prima, i raggi traenti di una delle aperture avevano
agganciato la Jenolan, danneggiandola gravemente e facendola precipitare
sulla superficie della Sfera. Scotty suggerisce di posizionare la loro
carretta ad una distanza sufficiente dall’enorme terminale, diciamo
mezzo milione di chilometri, quindi di aprire le frequenze di chiamata
per provocare l’apertura del portello e l’attivazione dei
raggi traenti, che comunque non sarebbero stati capaci di agganciare il
relitto. Nel momento in cui l’apertura comincerà a chiudersi,
la nave dovrà inserirsi nello spazio fra i battenti dell’immenso
cancello, utilizzando i propri scudi, o quello che ne rimane, per impedire
che il terminale si richiuda completamente, dando il tempo all’Enterprise
di guadagnare l’esterno della Sfera: un poco come mettere un
piede all’interno della porta! Geordi considera l’idea
come suicida ma Scotty lo convince, parlando da Capo ingegnere a Capo
Ingegnere della Flotta Stellare, che la cosa può funzionare,
considerando i suoi molti anni di esperienza in piani assurdi e salvataggi
per il rotto della cuffia.
Convinto dalla sicurezza e dall’entusiasmo dell’ufficiale,
Geordi da il via al rischioso piano, anche perché non ha un idea
migliore da proporre!
Tutto va come previsto, il terminale si apre ma la Jeolan è troppo
lontana per essere catturata dai suoi raggi traenti e nel momento in cui
il portale inizia a richiudersi Geordi e Scotty utilizzano la nave con
gli scudi al massimo come "cuneo" per impedire la definitiva
chiusura delle porte…
Mentre Scotty fa di tutto per mantenere attivi i sistemi della Jeolan
e gli scudi alzati, Geordi apre un canale di comunicazione verso l’Enterprise;
questa riceve il messaggio del suo Capo Ingegnere e stabilisce la rotta
verso l’uscita. Intanto la Jenolan è sottoposta ad uno sforzo
strutturale enorme, imprigionata fra i battenti del terminale ed a causa
dei danni provocati dall’enorme sollecitazione non può più
allontanarsi, quindi Geordi avverte Picard che sarà necessario
far esplodere il relitto perché la nave stellare possa riuscire
a fuggire. Quando l’Enterprise arriva ad avere la Jenolan nel raggio
d’azione del teletrasporto, Picard da l’ordine di trasportare
a bordo Geordi e Scotty, per poi disintegrare il vascello con una salva
di siluri fotonici. Il portale continua a chiudersi ma la nave stellare,
con un virtuosismo degno di un pilota acrobatico (maneggevole la nostra
primadonna, non è vero?) riesce comunque a guadagnare l’uscita
della Sfera. Geordi e Scotty si trovano in sala teletrasporto, sani e
salvi, con il vecchio capitano piuttosto sollevato dal fatto di essere
ritornato tutto intero.
Più tardi, sul vascello che sta procedendo alle riparazioni del
caso, ritroviamo Geordi impegnato a raccontare a Scotty di quando la nave
del comandante Picard ha incontrato una nuova forma di vita, che aveva
scambiato l’Enterprise per sua madre e ne assorbiva l’energia
direttamente dai motori ad impulso e di come fossero riusciti a liberarsene
"inacidendogli il latte" (Galaxy Child/Il Figlio
della Galassia). E’ chiaro che tra i due ingegneri si è
venuto a creare una profonda amicizia ed un grande rispetto; Scotty pensa
che il giovane ufficiale voglia invitarlo a prendere un drink, ma le intenzioni
di Geordi sono radicalmente diverse.
Raggiunta la stiva navette della nave il vecchio Comandante viene circondato
dagli ufficiali dell’Enterprise, riuniti per salutarlo e per consegnargli
una navetta, la Goddard, nuova di zecca. Picard offre a al vecchio Capitano
questo mezzo definendolo "un prestito a tempo indeterminato"
come ringraziamento per avere salvato la nave durante la brutta avventura
nelle Sfera di Dyson.
Intanto Scotty sembra avere cambiato idea, non andrà più
sulla colonia di Norpin come aveva pianificato in origine. C’è
ancora moltissimo da fare ed il nostro beniamino non sembra più
sentirsi una reliquia del passato, buona solo per essere gettata via…
C’è ancora tempo per andare in pensione!
Con l’eccezione di Worf, con cui l’Ingegnere non si sente
ancora a proprio agio, tutti salutano il vecchio Comandante, che lascia
per ultimo proprio Geordi. Prima di partire Scotty gli consiglia di apprezzare
appieno ogni istante passato come Capo Ingegnere di una nave stellare,
aggiungendo che l’Enterprise, una qualsiasi Enterprise, può
certamente essere una fantastica nave, ma che una nave è tanto
buona quanto è capace il suo Capo Ingegnere, che se ne prende cura.
Scotty continua dicendo che, per quanto può vedere l’Enterprise
D è in buone mani con Geordi La Forge e, dopo avere stretto le
mani dell’amico, che gli consiglia di stare attento là fuori,
lascia la nave a bordo della navetta, verso nuove avventure.
"Una delle cose più importanti della vita di una persona è
quella di sentirsi utile".
Il Capitano Picard da una lezione di vita a La Forge,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
Puntata splendida. Perfettamente sceneggiata e portata avanti
con grande professionalità… Non si può rimanere insensibili
davanti al tormento del povero Scotty, che un momento si trova sulla Jeolan,
schiantata sulla Sfera di Dyson, e poco dopo si vede scaraventato nel
2369, a 75 anni nel futuro, senza più amici o punti fermi. Ha perso
tutto, è invecchiato, lo hanno messo in pensione. Ma aveva ancora
la sua dignità di Capo Ingegnere del vascello più bello
della Flotta Stellare, L’Enterprise, una nave per cui tanti
ufficiali hanno, veramente, perso la testa.
Ed ora si vede defraudato anche dell’ultima cosa che gli apparteneva
realmente, ora l’Enterprise è aliena
quanto lo spazio che lo circonda, come sono alieni il personale e gli
ufficiali della nave che porta ancora il nome glorioso del suo primo amore.
Per lui sembra non esserci più un posto certo, in questo futuro…
Osservate il viso di James Doohan, quando Scotty rivede, ancora una volta,
la sua amata Enterprise, senza nessuna maledetta A, B, C oppure D! La
disperazione e la dolcezza di un vecchio che ritrova il suo mondo, la
sua vita, gli amici. E questo anche se soltanto per un brevissimo istante!
Si rende conto che deve accettare quello che è successo,
di essere diventato superato, obsoleto. Una reliquia, un relitto di un
passato che non tornerà più. E lo vediamo brindare agli
amici ed agli affetti che ha perso, con un saluto che sconvolge il cuore
e l’animo anche del più crudo fra gli uomini.
Meravigliosa la presa di coscienza del vecchio Ingegnere che capisce di
dover accettare la realtà, che per il vecchio ufficiale è
venuto il momento di comportarsi in maniera consona alla sua età!
Ma il destino è dietro l’angolo e proprio il giovane
Geordi gli dimostra che essere vecchi non significa automaticamente essere
inutili e che il Capitano Montgomery Scott ha ancora moltissimo da dare.
Ecco il vero insegnamento della puntata, il piccolo grano di sale che
Star Trek vuole regalarci questa volta. Chi ha mai detto che una persona
vecchia sia inutile? Come al solito, come facciamo ad essere così
ciechi e sciocchi da dimenticare l’enorme patrimonio di conoscenze
e di esperienza che si trova nella mente di una persona matura? Chi ha
mai detto che la nostra società non può imparare e prendersi
cura di chi non è più tanto giovane per preservarne le conoscenze
e per assicurare loro una serena vecchiaia? Come mai siamo ancora oggi
costretti ad utilizzare un semplice telefilm di SF per cercare di capire
una cosa tanto chiara e tanto semplice?
La prossima volta che vi trovate dietro ad una persona anziana che scende
a fatica da un autobus oppure da un treno, provate a pensare quante cose
hanno visto quegli occhi e cosa ricorda quella mente, un patrimonio di
conoscenze che verrà spento dalla sua scomparsa, un giorno. E,
magari, allungate un braccio per aiutarle a scendere, queste persone,
regalandole loro, anche, un sorriso…
2. I Capitani delle navi stellari sono come bambini…
"Che accidenti è questa robaccia?!"
"Non ha ordinato uno scotch?"
"Figliolo, io ho cominciato a bere scotch almeno un centinaio di
anni prima che lei venisse al mondo e le assicuro che questa schifezza
che mi ha rifilato non ha niente a che vedere con il vero scotch"
"Credo di potervi essere d’aiuto. Il Capitano non è
al corrente dell’esistenza del Sintalchool (synthehol)"
"S-sintalchool?"
"Si, signore. È un sostituto dell’alcool che viene servito
da tempo sulle navi stellari. Simula egregiamente l’apparenza, il
gusto ed il profumo dell’alcool, senza averne gli effetti intossicanti"
"Lei non è esattamente umano, non è vero?"
"No, signore. Sono un androide. Tenente Comandante Data"
"Scotch sintetico, Comandanti sintetici".
Scotty, parlando a se stesso del sintalchool e di Data,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
"... È verde!".
Data, tentando di descrivere il whiskey di Aldebaran,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
La vicenda descritta in questa puntata si basa su un'idea dello
scrittore Michael Rupert che aveva ideato la storia di
un membro dell'equipaggio che si salvava nello stesso modo in cui si è
salvato Scotty, sfruttando un trucco del teletrasporto. Nel momento della
sua realizzazione "Relics" (Il Naufrago del Tempo)
fu l'episodio che è costato di più nell’intera storia
di Star Trek.
Da buon appassionato della Serie Originale, lo scrittore Ronald
D. Moore ha aggiunto al suo script un congruo numero di riferimenti
ad episodi ben precisi della TOS, ciascuno chiamato a rappresentare specificatamente
una delle tre stagioni della Serie Originale. Quando Scotty nomina il
Dohlman di Elias si sta riferendo all’episodio "Elaan
of Troyius" (Elena di troia), nel momento in cui ricorda
i 'problemi' che ha incontrato sul pianeta Argelius, sta parlando
della puntata che lo ha visto accusato di omicidio, e cioè "Wolf
in the Fold" (Fantasmi dal Passato); infine quando
Scotty afferma di essere stato capace di far ripartire un motore a curvatura
'a freddo' in soli trenta minuti, sta ricordando le vicende accadute nell’episodio
"The Naked Time" (Al di là del Tempo).
La frase di Data sul Whiskey di Aldebaran, "E’ verde"
(It is green), è un chiaro riferimento all’episodio
"By Any Other Name" (Con qualsiasi Nome),
in cui Scotty pronuncia una frase simile descrivendo una bevanda alcolica,
mentre cerca di far ubriacare il Kelvan Tomar nella TOS.
Dal momento che Data è incapace di utilizzare le abbreviazioni
del linguaggio inglese, la frase pronunciata dall’androide differisce
sottilmente da quella citata da Scotty. In realtà il whiskey di
Aldebaran con la cui bottiglia Scotty si reca nella sala ologrammi era
Hi-C Ecto Cooler (una specie di Gatorade americano).
È interessante ricordare che Worf si siederà a pochissimi
metri proprio da Scotty 101 anni prima, come abbiamo visto in "Trials
and Tribble-ations" (Processi e tribol-azioni, DS9)
senza che il vecchio Capo Ingegnere lo abbia minimamente notato.
Per gli effetti visivi e sonori che caratterizzano il teletrasporto della
USS Jenolan sono stati utilizzati quelli che furono impiegati
per l’Enterprise nella Serie Originale. La
navetta che l’equipaggio della Enterprise-D regala a Scotty è
denominato "Goddard". È lo stesso mezzo che
venne utilizzato da Data e Worf per trasferirsi su di una nave Romulana
in avaria dopo che Ro Laren ed il Tenente La Forge vennero creduti morti
in un incidente del teletrasporto "The Next Phase"
(Un’Altra Dimensione). Naturalmente la navetta non deve
essere scambiata per la USS Goddard, che è
apparsa e/o viene citata in 3 episodi della serie. Entrambe le navi portano
il nome di Robert Goddard, uno dei pionieri della missilistica
americana, che ha anche dato il nome al Goddard Space Flight
Center della NASA.
James Doohan è stato il quarto attore della Serie Originale ad
interpretare un ruolo nella TNG: oltre a lui erano apparsi DeForest
Kelley in "Encounter at Farpoint, part I"
(Incontro a Farpoint, parte I), Mark Lenard
in "Sarek" (Sarek) ed in "Unification,
part I" (Il Segreto di Spock, parte I) e Leonard
Nimoy in "Unification, part II" (Il Segreto
di Spock, part II).
"Relics" (Il Naufrago del Tempo) è uno dei rari
casi in cui risulta chiaramente visibile, nelle scene fra l’attore
e Patrick Steward sul Ponte della ricreata Enterprise, la mancanza del
dito medio della mano destra di James Doohan. L’attore aveva perso
il dito in un durissimo conflitto a fuoco durante lo sbarco in Normandia,
nella Seconda Guerra Mondiale…
Esiste un grave errore nella continuity del programma, fra questo episodio
ed il film Star Trek: Generazioni; secondo quanto raccontato nella pellicola
il Capitano James T. Kirk venne dichiarato morto durante il viaggio inaugurale
della Enterprise-B molto prima che Scotty si imbarcasse sulla Jenolan
per raggiungere la colonia su Norpin. Comunque, quando Scotty viene rigenerato
a bordo della Jenolan lo sentiamo esclamare "The Enterprise...
I shoulda known. And I'll bet it was Jim Kirk himself who hauled the old
girl out of mothballs to come looking for me" (L’Enterprise…
Dovevo immaginarlo. Scommetto che è stato Kirk in persona a tirare
fuori dagli hangar la vecchia signora per venirmi a cercare) una
frase che suggerisce la possibilità che Kirk fosse ancora vivo
alla partenza di Scotty verso Norpin.
Lo stesso Ronald D. Moore (co-writer di Generazioni) dice
di avere incluso Scotty nella pellicola (dopo il rifiuto di Nimoy a partecipare
come Spock) per il profondo affetto che provava per il personaggio, a
discapito dell’inconsistenza nella trama. Comunque, rimanere memorizzato
nel buffer di un teletrasporto per così tanto tempo potrebbe giustificare
gli effetti disastrosi sulla memoria del soggetto.... Come dire: adesso
mi salvo in corner con un poco di tecnobabble!
Secondo gli appassionati esisterebbe anche un altro errore nell’episodio:
quando il computer della sala ologrammi risponde alle richieste di Scotty
dichiara che "There have been 5 vessels with that name"
(Ci sono state 5 navi con questo nome), un affermazione che sembra
negare l’esistenza della NX-01 vista in "Enterprise" e
ogni altro vascello precedente.
Comunque, il computer parla chiaramente di navi della Federazione
denominate Enterprise e, dal momento che la NX-01 venne
mandata in disarmo prima della creazione della Federazione, non dovrebbero
esserci errori; infatti, nell’episodio "These Are the Voyages..."
(Questi sono i Viaggi..., Ent), la sala ologrammi dell’Enterprise-D
è in grado di ricreare le strutture della NX-01).
Uno dei punti forti della puntata è la creazione del Ponte di Comando
dell’Enterprise originale (ed anche uno dei momenti più
forti ed emozionanti di tutta la saga a mio parere); sebbene il Ponte
originale sia stato demolito decenni prima che fosse girato questo episodio,
i tecnici della produzione riuscirono a ricreare la struttura combinando
il materiale ricostruito artigianalmente da un appassionato, Steve
Horch, che realizzò dal vero la sedia del capitano, la console
di navigazione e quella del timoniere, con una parte di materiale ricostruito
e cioè la console di Scotty per la sezione tecnica e la vicina
rientranza del turboascensore. Il resto della scena dell’Enterprise
originale venne realizzata mandando il loop una parte della puntata "This
Side of Paradise" (Al di là del paradiso), che
mostrava il Ponte di Comando completamente deserto e sopra cui venne inserita
l’immagine di Doohan utilizzando la tecnica del Bluescreen, il tutto
opportunamente ritoccato. Le immagini rimangono comunque assolutamente
realistiche e c'è solamente una piccola discrepanza: il colore
della moquette della parte ricostruita. E’ ironico, se lo ricordate
che Doohan non appare affatto nell’episodio da cui la scena del
Ponte venne ricavato…
Nella scena dalla sala ologrammi, fate attenzione a come Scotty e Picard
giungono sul Ponte della USS Enterprise originale. Tutti e due entrano
da direzioni opposte rispetto all’ascensore che si vede dietro alla
poltrona del Capitano nella TOS. Invece dell’ingresso della sala
ologrammi il computer avrebbe realizzato un altro ingresso ai turbo ascensori…
Un ultima cosa in fatto di incongruenze: qualcuno ha spiegato agli sceneggiatori
che La Forge e Scotty vengono fatti scendere con il teletrasporto dalla
USS Jenolan, prima che la nave finisca per essere distrutta, senza curarsi
del fatto che gli scudi della nave sono ancora attivi, nel momento del
teletrasporto…?
Per Sfera di Dyson si intende una struttura artificiale sferoidale cava
chiusa, del diametro di circa una U.A. (Unità Astronomica) progettata
per racchiudere una stella.
La superficie interna della sfera può ospitare un ambiente adatto
alla vita e, teoricamente, offrire una superficie abitabile paragonabile
a quella di centinaia di milioni di pianeti di classe M; l'enorme massa
di questa struttura andrebbe a causare, nello spazio, delle fortissime
fluttuazioni gravimetriche (gravitazionali). Considerata impossibile da
costruire a causa dell'enorme quantità di materiale richiesto e
delle difficoltà di progettazione e realizzazione, il concetto
di una sfera cava del raggio di circa un'Unità Astronomica con
al proprio interno una stella e abitata sulla superficie interna è
stato proposto per la prima volta dallo scienziato Freeman Dyson
nel 1960 circa. Il modellino della sfera è stato realizzato da
Greg Jein, mentre la matte dell'interno sono opera di
Eric Chauvin. Le porte del modellino sono state riutilizzate
in "Non Sequitur" (Non Sequitur, Voy) come
porte della base spaziale.
3. Alcune inutili informazioni tecniche…
"Mai ubriacarsi, se non si è pronti a pagarne il prezzo,
il giorno dopo".
Scotty, appena prima di raggiungere la Jenolan,
(Il Naufrago del Tempo, 1992).
"A lei la plancia, Comandante"
"Oh no. Lei è l’ufficiale più anziano a bordo"
"Oh, ha ragione, a bordo sono io il più alto in grado, ma
in vita mia non ho voluto mai essere altro che un’Ingegnere Capo".
La Forge e Scotty, (Il Naufrago
del Tempo, 1992)
"Relics" (Il Naufrago del Tempo).
TNG, Stagione 6, Episodio 04
Numero di produzione: 230
Data di trasmissione: 12 Ottobre 1992
Data: 2369
Data Stellare: 43125.3
Storia di: Ronald D. Moore
Musica: Jay Chattaway
Diretto da: Alexander Singer
Personaggi ed interpreti:
Patrick Stewart (Jean-Luc Picard)
Jonathan Frakes (William Thomas Riker)
LeVar Burton (Geordi La Forge)
Michael Dorn (Worf )
Gates McFadden (Beverly Crusher)
Marina Sirtis (Deanna Troi)
Brent Spiner (Data)
Ospiti
dell’episodio:
Erick Weiss (Guardiamarina Kane)
Stacie Foster Guardiamarina Bartel)
Ernie Mirich (Cameriere)
Lanei Chapman (Guardiamarina Rager)
Majel Barrett (Voce del Computer)
Ospiti speciali dell’episodio:
James Doohan (Montgomery Scott)
Riferimenti
bibliografici:
"Relics"
su Memory Alpha [in Inglese],
"Relics"
sulla Wikipedia [in Inglese],
"Relics"
su Hypertrek [in Italiano],
Pace
profonda nell’onda che corre.
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